<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604</id><updated>2012-02-12T10:24:20.202+01:00</updated><category term='pensieri'/><category term='visual'/><category term='user experience'/><category term='ideare prodotti vincenti'/><category term='smart products'/><category term='misura prestazioni'/><category term='strategie per l&apos;innovazione'/><category term='ridurre i costi'/><category term='innovation training'/><category term='innovation quotes'/><category term='servizi'/><category term='emozioni'/><category term='idee'/><category term='trends'/><category term='green'/><category term='gestione del prezzo'/><category term='innovation framework'/><category term='open innovation'/><category term='innovation experience'/><category term='nuove tecnologie'/><category term='creare valore'/><category term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><category term='affrontare la recessione'/><category term='risultati survey'/><category term='lean product development'/><category term='modularità'/><category term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category term='decisioni'/><title type='text'>Innovation Pills</title><subtitle type='html'>Spunti di riflessione sull'innovazione dei prodotti e servizi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>124</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5484831138066750757</id><published>2012-02-12T10:18:00.001+01:00</published><updated>2012-02-12T10:24:20.210+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation framework'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Il gap nella capacità di innovare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prendendo spunto dal nuovo libro di Kotler: "&lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788817051804/trias-de-bes-fernando/innovare-per-vincere.html" target="_blank"&gt;Innovare per vincere&lt;/a&gt;", vorrei condividere alcune riflessioni sul &amp;nbsp;fatto che nonostante tutti i manager siano convinti della sua importanza, la capacità di innovare sia spesso il tallone d'Achille di molte aziende.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo Kotler la ragione principale per cui molte aziende fanno fatica ad essere innovative, è la fondamentale diversità e complessità del processo di innovazione rispetto agli altri processi aziendali. Questo ha portato storicamente alla focalizzazione degli sforzi di miglioramento su altri processi aziendali, lasciando indietro il miglioramento del processo di innovazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco alcune delle principali particolarità del processo di innovazione di prodotto rispetto ad altri processi aziendali:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Focus sui bisogni ed i desideri del mercato&lt;/b&gt;: l'innovazione di prodotto è focalizzata sui bisogni ed i desideri del mercato, che sono intrinsecamente incerti, poco misurabili e spesso anche poco conosciuti in azienda. Per questo motivo risulta più naturale cercare di operare su elementi più facilmente misurabili quali ad esempio i processi interni o le prestazioni dei fornitori.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Scarso controllo sui risultati dell'innovazione&lt;/b&gt;: l'azienda può controllare in modo diretto le &amp;nbsp;prestazioni di molti processi interni. Non può invece controllare direttamente le prestazioni del processo di innovazione, che dipendono in ultima analisi dalle scelte di acquisto dei clienti.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Scarsa prevedibilità dei risultati dell'innovazione&lt;/b&gt;: gli investimenti nell'innovazione sono spesso penalizzati perchè non è possibile prevedere in modo certo il profitto che si otterrà dallo sviluppo di un nuovo prodotto.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Gap temporale tra sforzo e risultati&lt;/b&gt;: se viene modificato il processo produttivo, i risultati si vedono (e si possono misurare) immediatamente. Il successo di un nuovo prodotto potrà invece essere misurato soltanto dopo alcuni mesi dal lancio sul mercato.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Scarsa ripetibilità del processo di innovazione&lt;/b&gt;: ogni progetto è diverso dai precedenti. E' dunque difficile sia costruire un modello di riferimento "ottimizzato", sia fare previsioni affidabili di tempi e costi. Per questo in azienda spesso ci si rassegna a considerare la progettazione come una scatola nera, poco controllabile e dai risultati incerti.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Incertezza nell'assegnazione delle responsabilità&lt;/b&gt;: la responsabilità di sviluppare un nuovo prodotto non è mai interamente di una singola funzione e questo rende ancora più difficile il governo dell'intero processo.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La ricerca dell'efficienza può essere controproducente&lt;/b&gt;: quando devono essere prese decisioni complesse, basate su informazioni incomplete ed incerte, la ricerca dell'efficienza può portare a scelte affrettate, che causeranno errori ed inefficienze molto pesanti nelle fasi successive. Bisogna invece cercare metodi per prendere le decisioni migliori.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ulteriori difficoltà nel miglioramento delle prestazioni dell'innovazione nascono a volte dalle errata convinzione che&amp;nbsp;&lt;b&gt;l'innovazione sia qualcosa di rivoluzionario che deve cambiare l'intero mercato&lt;/b&gt;&amp;nbsp;e che quindi sia particolarmente difficile, rischiosa e non adatta alle piccole e medie aziende. Questo è vero per l'innovazione radicale (che però non è necessaria per sopravvivere). L'innovazione necessaria per sopravvivere è infatti quella graduale, fatta di piccoli continui miglioramenti ai prodotti ed è alla portata di tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'altra errata convinzione &lt;b&gt;confonde l'innovazione con la creatività&lt;/b&gt;, arrivando alla conclusione che l'innovazione non si possa governare. E' vero che la generazione di nuove idee (creatività) è scarsamente controllabile (anche se può essere stimolata efficacemente), ma l'innovazione di prodotto è molto più di questo: comprende anche l'intero processo di trasformazione dell'idea in un nuovo prodotto e questo processo può e deve essere governato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per migliorare le prestazioni dell'innovazione è dunque necessario considerare queste differenze ed utilizzare modelli di riferimento, tecniche ed approcci diversi da quelli che si utilizzano per gli altri processi aziendali.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In particolare, data la complessità, la variabilità e l'elevato grado di incertezza che caratterizza il processo di innovazione, è conveniente utilizzare metodi più flessibili e meno prescrittivi rispetto a quelli utilizzati per altri processi aziendali e creare un sistema che si auto-adatta evolvendo continuamente.&lt;br /&gt;L'ideale allora è seguire il modello naturale dell'evoluzione:&amp;nbsp;procedere per piccoli passi ed applicare le best practice dell'innovazione utilizzando un approccio che segue il ciclo "provo-apprendo-adatto" (nel prossimo post parlerò di alcune best practice dell'innovazione).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5484831138066750757?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5484831138066750757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5484831138066750757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5484831138066750757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5484831138066750757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2012/02/il-gap-nella-capacita-di-innovare.html' title='Il gap nella capacità di innovare'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4588152968577301188</id><published>2012-02-06T00:06:00.000+01:00</published><updated>2012-02-06T00:11:07.198+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ridurre i costi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><title type='text'>Minimum Viable Product</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'imprevedibile mercato attuale il rischio maggiore derivante dalle attività di innovazione è che i nuovi prodotti sviluppati non abbiano successo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per ridurre questo rischio si utilizzano tecniche di coinvolgimento dei potenziali utilizzatori a partire dalle fasi iniziali del ciclo di vita. Interviste, focus group, visite a clienti etc. sono tecniche ben conosciute ed utilizzate da molte aziende.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' interessante anche l'approccio del &lt;a href="http://www.startuplessonslearned.com/2009/08/minimum-viable-product-guide.html" target="_blank"&gt;Minimum Viable Product&lt;/a&gt; definito da Eric Ries, che&amp;nbsp;prevede di&amp;nbsp;anticipare il più possibile il momento in cui si introduce il prodotto sul mercato, per utilizzare al più presto i feedback espressi da clienti &lt;b&gt;veri&lt;/b&gt;. Per fare questo è necessario ridurre al minimo &amp;nbsp;le funzionalità e le caratteristiche considerate indispensabili per il lancio del nuovo prodotto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nome è nuovo ed evocativo, ma l'approccio è ben conosciuto e già praticato da molte aziende, che sono abituate a chiedere ad alcuni clienti di utilizzare i loro prototipi, per poi ricevere dei feedback.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'approccio del Minimum Viable Product prevede una serie di cicli di iterazione con gli utilizzatori, che ha molteplici effetti positivi:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;riduzione del rischio di sviluppare prodotti o funzionalità, che non verranno richieste o apprezzate dai clienti,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;riduzione del time-to-market,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;miglior soddisfazione dei bisogni e dei desideri dei clienti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;La prima iterazione con i clienti (ovvero il primo Minimum Viable Product) può essere qualcosa che viene preparato molto velocemente per verificare il livello di interesse da parte del mercato: un file di rendering, una pagina web che descrive un prodotto non ancora esistente oppure un banner pubblicitario (tipo Google Ads).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si procede quindi con la realizzazione di un prodotto che contiene le caratteristiche più importanti dal punto di vista del cliente, ma non ancora tutte le funzionalità o tutti i dettagli. Questo prodotto viene distribuito o venduto ad alcuni utilizzatori, ai quali è richiesto di fornire feedback, impressioni e suggerimenti, che orienteranno la successiva fase di sviluppo. Si procede in questo modo per affinamenti successivi fino alla messa a punto definitiva del prodotto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il punto interessante è dunque quello di definire le caratteristiche minime necessarie non solo per costruire un prototipo atto a verificare il funzionamento tecnico e le prestazioni del prodotto, ma anche per realizzare il più presto possibile un Minimum Viable Product, che permetta di ottenere dei feedback significativi dai clienti. Ad esempio nello sviluppo di applicazioni software ci si può concentrare soltanto sulle funzioni principali semplificando (o tralasciando) momentaneamente le funzionalità più standard, meno interessanti dal punto di vista dei feedback. I nuovi prodotti alimentari o cosmetici possono essere immessi sul mercato anche senza il packaging definitivo. I nuovi servizi possono essere testati soltanto per alcuni clienti, magari con un supplemento di lavoro manuale da parte dell'operatore, senza un applicativo software di supporto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' poi importante procedere velocemente con i cicli di affinamento e messa a punto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando si inizia lo sviluppo di un nuovo prodotto, è dunque importante porsi le seguenti domande:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Quali sono le funzionalità minime assolutamente necessarie per immettere il prodotto sul mercato?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;A quali clienti fornirò il prodotto in modo preliminare?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Come raccoglierò i feedback?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le risposte a queste domande non sono mai facili, ma vale la pena di pensarci, perchè i feedback dei clienti sul prodotto &lt;b&gt;vero &lt;/b&gt;hanno un valore fondamentale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4588152968577301188?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4588152968577301188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4588152968577301188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4588152968577301188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4588152968577301188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2012/02/minimum-viable-product.html' title='Minimum Viable Product'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3545055657715673256</id><published>2012-02-03T08:24:00.000+01:00</published><updated>2012-02-03T08:24:11.959+01:00</updated><title type='text'>Kodak</title><content type='html'>Un interessante articolo dell'Economist sul fallimento della Kodak:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.economist.com/node/21542796" target="page"&gt;http://www.economist.com/node/21542796&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3545055657715673256?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3545055657715673256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3545055657715673256' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3545055657715673256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3545055657715673256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2012/02/kodak.html' title='Kodak'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5880177528558755824</id><published>2012-01-29T22:44:00.001+01:00</published><updated>2012-01-29T22:44:14.157+01:00</updated><title type='text'>ISTAT - Noi Italia</title><content type='html'>Una miniera di informazioni quantitative sull'Italia e l'Europa: &lt;a href="http://noi-italia.istat.it/index.php?id=3" target="_blank"&gt;Noi Italia&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5880177528558755824?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5880177528558755824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5880177528558755824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5880177528558755824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5880177528558755824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2012/01/istat-noi-italia.html' title='ISTAT - Noi Italia'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6941700603785089956</id><published>2012-01-22T11:36:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T11:44:18.506+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='affrontare la recessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Innovazione attiva</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div&gt;“L'Italia è divisa in due: c'è una parte del Paese che funziona e una no... Una ricerca di alcuni economisti (Matteo Brugamelli e Roberta Zizza della Banca d'Italia e Fabiano Schivardi dell'università di Sassari) mostra che, dopo l'introduzione dell'euro, le piccole e medie imprese italiane si sono divise, a grandi linee, in due gruppi. Alcune hanno investito, inventando nuovi prodotti e cercando nuovi mercati: la loro produttività è cresciuta e così i salari dei loro dipendenti. Altre aziende invece non hanno investito: la loro produttività è rimasta invariata e oggi i loro prodotti non sopravvivono alla concorrenza.”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_02/ricchezza-equita-troppi-gli-equivoci-alesina-giavazzi-01_8f9eb66a-350c-11e1-a9e9-f391576f69b4.shtml" target="_blank"&gt;Alberto Alesina e Francesco Giavazzi – Il Corriere della Sera 02/01/2012&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Che cosa distingue le prime dalle seconde?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Io non credo che la differenza principale stia nella capacità di esecuzione. In fondo tutte le piccole e medie aziende sono in grado (più o meno bene) di sviluppare nuovi prodotti e di affrontare nuovi mercati. &lt;i&gt;Altrimenti non esisterebbero&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;La differenza fondamentale sta nella&amp;nbsp;&lt;b&gt;determinazione a voler innovare&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Mi spiego meglio. Innovare non è sicuramente la strada più facile: se il mercato lo permette è infatti molto più facile e meno rischioso continuare a "fare quello che si è sempre fatto". E questo è quello che per anni hanno fatto molte aziende, limitandosi a quella che si potrebbe chiamare&amp;nbsp;"innovazione passiva". Hanno cioè innovato i loro prodotti soltanto per seguire le mosse dei concorrenti o per soddisfare richieste esplicite da parte dei clienti.&lt;br /&gt;Purtroppo quando il mercato è in recessione e contemporaneamente arrivano nuovi competitor da tutto il mondo, questo atteggiamento porta inevitabilmente alla contrazione del profitto e forse anche alla impossibilità di sopravvivere. Diventa dunque necessario ricercare l'innovazione attivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono quindi gli "ingredienti" fondamentali per perseguire l'innovazione attiva?&lt;br /&gt;Considerando le mie esperienze io penso che siano:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Spinta del top management,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Conoscenza del mercato,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Fiducia nelle nuove idee.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;b&gt;Spinta del top management&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L'innovazione richiede decisioni che devono essere prese dal top management e per questo motivo non può che partire dall'alto. Se l'innovazione parte dal basso, finisce infatti spesso per arenarsi quando arriva il momento di prendere decisioni strategiche e di eseguirle coerentemente.&lt;br /&gt;Alcuni passi concreti per favorire la spinta dal top management sono:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Definizione di una strategia per l'innovazione (quali mercati, quali bisogni, quali prodotti, ...),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Coinvolgimento dell'intera azienda in un percorso per migliorare le prestazioni dell'innovazione (l'innovazione parte dall'alto, ma deve permeare tutti i livelli dell'organizzazione),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Avvio di un cambiamento culturale a favore dell'innovazione.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;b&gt;Conoscenza del mercato&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per avere idee vincenti l'azienda deve proiettarsi verso l'esterno: conoscere i bisogni ed i desideri dei clienti, conoscere mercati in cui opera ed anticiparne i trend, conoscere le tecnologie e conoscere i concorrenti.&lt;br /&gt;E' dunque necessario creare occasioni ed opportunità di "apertura", che coinvolgano l'intera azienda (non solo commerciali e marketing).&lt;br /&gt;Alcuni passi concreti per favorire la conoscenza del mercato sono:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Visite/interviste a clienti e potenziali clienti non finalizzate alla vendita (ascoltare chi dovrà comperare i nostri prodotti, pur essendo la cosa più ovvia da fare, viene spesso tralasciata),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Analisi della user experience (focalizzarsi sul processo di utilizzo del nostro prodotto, anzichè sul prodotto stesso è un ottimo metodo per assumere un punto di vista più orientato al cliente).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;b&gt;Fiducia nelle nuove idee&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La fiducia nelle nuove idee è spesso l'ostacolo principale. A&amp;nbsp;volte le idee nascono e poi restano in una specie di limbo senza mai trasformarsi in progetti di sviluppo di nuovi prodotti. Questo accade perchè manca&amp;nbsp;un metodo per capire quanto "fidarsi" delle nuove idee. E' infatti oggettivamente difficile far partire nuovi progetti, che richiedono tempo e denaro, soltanto sulla base di "sensazioni". Allora accade che le nuove idee legate a richieste dei clienti abbiano sempre la priorità sulle idee generate in azienda ed è noto che l'innovazione guidata da idee del cliente è molto spesso abbastanza "povera".&lt;br /&gt;Per poter dare maggior fiducia alle nuove idee è necessario essere in grado di confrontarle tra loro in modo (il più possibile) oggettivo e di fare delle stime affidabili dei potenziali profitti.&lt;br /&gt;Alcuni passi concreti per avere maggior fiducia nelle nuove idee sono dunque:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Introdurre metodi di project portfolio management (che permettono di valutare le idee secondo diversi parametri, ad es. allineamento strategico, livello di rischio, importanza economica),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Introdurre le curve a S per valutare il ritorno di investimento dei progetti di sviluppo dei nuovi prodotti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;E' interessante notare come i tre ingredienti necessari per perseguire l'innovazione attiva si combinino tra loro: ad es. un'idea sarà tanto migliore, quanto maggiore è la conoscenza del mercato di chi l'ha generata e per poterla valutare correttamente è necessario avere una strategia per l'innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I passi concreti che ho elencato possono essere un buon inizio per cercare di diventare (o continuare a rimanere) aziende vincenti anche durante la tempesta perfetta generata dalla combinazione di globalizzazione e recessione (alcuni suggerimenti per l'applicazione dei passi descritti si possono trovare sparsi in questo blog).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6941700603785089956?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6941700603785089956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6941700603785089956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6941700603785089956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6941700603785089956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2012/01/innovazione-attiva.html' title='Innovazione attiva'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-8602382998347470764</id><published>2012-01-14T12:16:00.002+01:00</published><updated>2012-01-14T12:26:26.562+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><title type='text'>Adaptive project management</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte capita di dover gestire progetti in contesti particolarmente "dinamici": con requisiti poco chiari e/o con frequenti cambi di priorità e/o con troppi progetti attivi contemporaneamente...&lt;br /&gt;In questi casi fare un piano di progetto, anche solo per i prossimi 3 mesi diventa frustrante, perchè ogni giorno le cose cambiano ed i piani di medio termine risultano inutili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questi casi può essere utile utilizzare una metodologia chiamata &lt;b&gt;scrum project management&lt;/b&gt;. La parola scrum indica la mischia del rugby. La metafora è evidente: nella mischia non vi è altra strategia se non quella di portare la palla il più avanti possibile, superando l'opposizione della squadra avversaria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo metodo è nato negli anni '80 del secolo scorso, viene utilizzato soprattutto per lo sviluppo software (ma è utile per tutti i tipi di progetti) ed in rete si può trovare molto materiale che lo descrive. Una buona descrizione si può ad es. trovare &lt;a href="http://www.methodsandtools.com/archive/archive.php?id=18" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In sintesi ed eliminando alcune "forzature" (ad es. la riunione quotidiana), il metodo funziona &lt;b&gt;suddividendo il progetto in una serie di sprint&lt;/b&gt; di durata limitata (ad es. 2 settimane).&lt;br /&gt;All'inizio di ogni sprint viene organizzato un incontro tra il "cliente" (chi riceverà i risultati del progetto) ed il team di progetto.&lt;br /&gt;Durante l'incontro vengono concordati i risultati da produrre nel corso dello sprint. Questo è un fattore chiave. Vanno infatti definiti dei risultati che siano:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;significativi per il cliente,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;con requisiti sufficientemente chiari e stabili,&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ragionevolmente realizzabili nello sprint (il carico di lavoro deve essere adeguato alle risorse disponibili).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;Una volta definito in linea di massima il contenuto dello sprint, il cliente descrive con maggior precisione al team di progetto che cosa si aspetta. L'incontro si conclude dopo aver definito esattamente gli "oggetti" che dovranno essere rilasciati &amp;nbsp;al termine dello sprint (ad es. quali disegni, quali documenti o parti di documenti, etc.).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il team inizia quindi a lavorare per produrre i risultati dello sprint. Durante lo sprint il cliente è a disposizione per chiarire eventuali dubbi del team (è anche possibile prevedere degli incontri periodici tra cliente e team). Idealmente nel corso dello sprint non ci dovrebbero essere modifiche ai requisiti, nè perturbazioni che richiedano ai membri del team di fare cose diverse da quelle concordate. Non è necessario che le persone lavorino esclusivamente su un progetto, è però importante che la disponibilità di tempo da dedicare al progetto durante lo sprint resti il più possibile stabile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo sprint termina con un incontro finale, nel corso del quale si consegnano i risultati al cliente e si pianifica lo sprint successivo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un punto da definire prima di iniziare il progetto è come gestire l'accettazione dei risultati da parte del cliente. Il caso più semplice è quello in cui i risultati prodotti in uno sprint vengono verificati dal cliente nello sprint seguente ed eventuali modifiche vengono quindi inserite come carico di lavoro nello sprint successivo. In questo modo si realizza un ciclo nel quale ogni "richiesta" viene rilasciata dopo 2 o al massimo in 3 sprint. A volte è invece conveniente far verificare al cliente i risultati di più sprint o al contrario integrare in ogni sprint la verifica ed approvazione dei risultati da parte del cliente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I benefici dello scrum project management sono principalmente tre:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;l'efficienza di utilizzo del team, pur in un contesto estremamente "dinamico"&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la frequenza di rilascio di risultati concreti per il cliente&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la flessibilità rispetto al cambio di requisiti e priorità&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il principale aspetto negativo è che il metodo scrum non permette di fare una pianificazione a medio-lungo termine (del resto questo metodo viene utilizzato proprio quando la pianificazione di medio termine risulta troppo difficile).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La figura sottostante presenta un tabellone che si può utilizzare per gestire in modo visuale lo scrum project management.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PjzAdMsUFvU/TxFb7KLamZI/AAAAAAAAAVw/jAJjGBj0feA/s1600/scrum_project_management.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-PjzAdMsUFvU/TxFb7KLamZI/AAAAAAAAAVw/jAJjGBj0feA/s400/scrum_project_management.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-8602382998347470764?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/8602382998347470764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=8602382998347470764' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8602382998347470764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8602382998347470764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2012/01/adaptive-project-management.html' title='Adaptive project management'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-PjzAdMsUFvU/TxFb7KLamZI/AAAAAAAAAVw/jAJjGBj0feA/s72-c/scrum_project_management.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3584892044026518394</id><published>2012-01-07T18:51:00.000+01:00</published><updated>2012-01-08T18:22:19.394+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='affrontare la recessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><title type='text'>Un approccio per scoprire nuove opportunità di business</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ricerca di nuove opportunità di business è un'attività che tutte le aziende dovrebbero effettuare sistematicamente e che diventa più importante nei periodi di crisi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'opportunità di business è &lt;b&gt;un'idea con un potenziale commerciale interessante&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;A volte le opportunità di business ci vengono servite su un piatto d'argento direttamente dai nostri clienti: "Avrei bisogno di...", oppure nascono "casualmente" nella mente di qualcuno in azienda.&amp;nbsp;Questi sono i casi più semplici. Purtroppo però non è sempre possibile affidarsi esclusivamente a queste fonti: le opportunità di business vanno ricercate attivamente e sistematicamente.&lt;br /&gt;Non è possibile definire un approccio rigoroso, è però utile seguire un processo in due passi: il primo passo&amp;nbsp;porta all'identificazione di segmenti di mercato con bisogni del tutto o in parte insoddisfatti. Poichè le opportunità di business sono interessanti, soltanto se possono ragionevolmente essere soddisfatte dall'azienda che le sta esaminando, il secondo passo punta a capire se esiste una "corrispondenza" tra il bisogno identificato e quello che l'azienda può fare per soddisfarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Identificazione dei bisogni&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il punto di partenza può essere la matrice bisogni/mercati riportata nella figura sottostante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KNVE17RdAP8/TwmmeRgYfDI/AAAAAAAAAVY/UlzYygZx8kM/s1600/matrice_bisogni_mercati.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="303" src="http://4.bp.blogspot.com/-KNVE17RdAP8/TwmmeRgYfDI/AAAAAAAAAVY/UlzYygZx8kM/s320/matrice_bisogni_mercati.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;E' possibile effettuare in via preliminare alcune delle attività descritte nei diversi quadranti per raccogliere informazioni e poi organizzare un incontro aperto a diverse figure aziendali (e se possibile anche esterne all'azienda) durante il quale, utilizzando un tabellone con la matrice rappresentata in figura, si identificano i bisogni/mercati posizionandoli sulla mappa sotto forma di post-it.&lt;br /&gt;E' importante in questa fase essere molto attenti a esprimere i bisogni dal punto di vista dell'utente (ad es. "ridurre i consumi energetici") e non le soluzioni (ad es. "utilizzare motori elettrici"). Infatti l'innovazione consiste spesso in un nuovo modo di soddisfare un bisogno esistente e se identifichiamo già la soluzione, annulliamo l'opportunità di innovare. E' altresì importante identificare il/i segmenti di mercato che esprimono quel bisogno.&lt;br /&gt;Come altri metodi visuali descritti in precedenza, anche questo metodo favorisce la collaborazione dell'intero team e spesso permette di &amp;nbsp;raccogliere velocemente un gran numero di idee. Una volta che tutte le idee siano state espresse, è allora necessario effettuare una prima scrematura, che può essere ad esempio ottenuta chiedendo a tutti i partecipanti di selezionare le 5 idee, che sembrano loro più promettenti (è sufficiente fare un segno rosso con il pennarello sui post-it).&lt;br /&gt;E' ora possibile eliminare tutte le idee che non hanno ricevuto voti ed eventualmente anche alcune idee che hanno ricevuto "pochi" voti. Poichè siamo ancora in una fase molto preliminare, è consigliabile mantenere una certa flessibilità nella selezione e non utilizzare metodi più algoritmici (ad es. selezionare soltanto le 5 idee che hanno ricevuto più voti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Definizione delle opportunità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;A questo punto è necessario approfondire i bisogni identificati per verificare se possono concretamente trasformarsi in opportunità di business per la nostra azienda.&lt;br /&gt;Si chiede allora ai partecipanti all'incontro di proporre idee concrete per soddisfare i bisogni individuati, o in alternativa di identificare che cosa è necessario approfondire per poter proporre idee concrete.&lt;br /&gt;Come semplice stimolo alla generazione di idee, si possono utilizzare le domande riportate nella figura sottostante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gnlWISOiHmE/Twm6YnU0ZBI/AAAAAAAAAVg/iaJdb_lwbTk/s1600/domande_per_opportunita_business.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="313" src="http://1.bp.blogspot.com/-gnlWISOiHmE/Twm6YnU0ZBI/AAAAAAAAAVg/iaJdb_lwbTk/s320/domande_per_opportunita_business.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le idee vengono scritte su post-it di colore diverso, discusse dall'intero team ed attaccate sul tabellone vicino ai bisogni identificati in precedenza. Durante la discussione diverse idee possono essere ricombinate per formare un'unica opportunità di business.&lt;br /&gt;Al termine della discussione è possibile effettuare una seconda scrematura, eliminando le idee giudicate meno interessanti (si può utilizzare lo stesso metodo di scrematura utilizzato in precedenza).&lt;br /&gt;La figura sottostante rappresenta un esempio di tabellone con i post-it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LV--9Oexho0/Twm-bViGXEI/AAAAAAAAAVo/E56hD1tYebk/s1600/Nuove+opportunit%25C3%25A0+di+business.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="279" src="http://4.bp.blogspot.com/-LV--9Oexho0/Twm-bViGXEI/AAAAAAAAAVo/E56hD1tYebk/s320/Nuove+opportunit%25C3%25A0+di+business.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le opportunità di business rimanenti &amp;nbsp;seguiranno a questo punto il normale percorso di tutte le nuove idee.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3584892044026518394?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3584892044026518394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3584892044026518394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3584892044026518394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3584892044026518394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2012/01/cercare-nuove-opportunita-di-business.html' title='Un approccio per scoprire nuove opportunità di business'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-KNVE17RdAP8/TwmmeRgYfDI/AAAAAAAAAVY/UlzYygZx8kM/s72-c/matrice_bisogni_mercati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-8034518592892808521</id><published>2011-12-08T15:25:00.001+01:00</published><updated>2011-12-09T19:51:31.152+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='affrontare la recessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>What We Want to be Famous For</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il profitto aziendale deriva fondamentalmente da due elementi: il mercato in cui si opera ed il vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tC7mpfQfMIg/TuDzTzlxmnI/AAAAAAAAAU4/Fmm9ETM2nxA/s1600/origine_del_profitto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="99" src="http://2.bp.blogspot.com/-tC7mpfQfMIg/TuDzTzlxmnI/AAAAAAAAAU4/Fmm9ETM2nxA/s320/origine_del_profitto.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' evidente infatti che non tutti i mercati sono uguali, sia in termini generali (ad es. il mercato dei telefonini ha dimensioni e profittabilità diverse dal mercato dei laptop), sia per quanto riguarda le specifiche aziende (ad es. un mercato può essere profittevole per un'azienda in posizione dominante, ma poco interessante per un azienda che debba entrarci). Per individuare i mercati più convenienti per ogni azienda, nel &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2011/10/individuare-i-segmenti-di-mercato.html" target="_blank"&gt;post precedente&lt;/a&gt; abbiamo definito un modello per valutare l'attrattività dei diversi mercati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'interno di ogni mercato, il profitto nasce invece dal vantaggio competitivo, cioè dalla capacità (percepita dai clienti) di fare alcune cose meglio dei concorrenti.&lt;br /&gt;Il vantaggio competitivo è a sua volta una conseguenza del posizionamento strategico, che&amp;nbsp;è il "posto" occupato dall'azienda nella mappa dei concorrenti, presente nella mente dei clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-E9Np40pkP08/TuI3vu2gxaI/AAAAAAAAAVA/wMXj94quMvM/s1600/mappa_del_posizionamento_strategico.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="258" src="http://1.bp.blogspot.com/-E9Np40pkP08/TuI3vu2gxaI/AAAAAAAAAVA/wMXj94quMvM/s320/mappa_del_posizionamento_strategico.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il posizionamento strategico è un asset che si può costruire soltanto nel medio-lungo termine e che in questo periodo diventa particolarmente importante perchè l'altra sorgente del profitto, cioè il mercato, è generalmente debole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Definire il posizionamento strategico desiderato&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo passo per definire il posizionamento strategico desiderato è quello di capire dove si posiziona oggi l'azienda nella mente dei clienti.&lt;br /&gt;Per fare questo bisogna:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;identificare i principali concorrenti,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;individuare i principali parametri di differenziazione che i clienti utilizzano per distinguere i diversi marchi (ad es. prestazioni del prodotto, qualità del servizio, durata, facilità d'uso, prezzo, fiducia nel marchio, attenzione all'ecologia, ...),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;chiedere ad alcuni clienti e potenziali clienti di dare un voto da 0 a 10 a tutti i concorrenti (compresi noi) sui diversi parametri differenziazione,&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;costruire il grafico che rappresenta il posizionamento strategico percepito dai clienti (si veda la figura qui sotto). Naturalmente i risultati dovranno essere interpretati tenendo conto della significatività del campione di clienti intervistati.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Cv9HF4tZXFQ/TuI58Mg9dFI/AAAAAAAAAVI/pW7mU9BS3rE/s1600/posizionamento_strategico_percepito.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="287" src="http://3.bp.blogspot.com/-Cv9HF4tZXFQ/TuI58Mg9dFI/AAAAAAAAAVI/pW7mU9BS3rE/s400/posizionamento_strategico_percepito.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E' utile costruire in modo indipendente un grafico simile, ma con voti assegnati da personale interno all'azienda, per evidenziare le eventuali differenze sul posizionamento percepito.&lt;br /&gt;Dai grafici è possibile quindi &amp;nbsp;identificare sia le aree di miglioramento (quelle dove abbiamo voti troppo bassi), sia le aree dove vogliamo eccellere.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda queste ultime, poichè generalmente non è possibile puntare all'eccellenza in tutte le aree, alcuni studi sembrano confermare che sia comunque utile identificare una o due aree sulle quali puntare in modo particolare per differenziarsi dai concorrenti.&amp;nbsp;Possibilmente dovrebbero essere aree nelle quali noi siamo già ben posizionati e che non siano già "occupate" da altri concorrenti.&lt;br /&gt;Una volta definito il posizionamento strategico desiderato, tutte le decisioni aziendali (dalla definizione dei requisiti dei nuovi prodotti, fino alla comunicazione verso l'esterno) dovrebbero essere prese in modo coerente per costruire e rafforzare il posizionamento strategico e quindi il vantaggio competitivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-8034518592892808521?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/8034518592892808521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=8034518592892808521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8034518592892808521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8034518592892808521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/12/costruire-il-vantaggio-competitivo.html' title='What We Want to be Famous For'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-tC7mpfQfMIg/TuDzTzlxmnI/AAAAAAAAAU4/Fmm9ETM2nxA/s72-c/origine_del_profitto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4295783560429754593</id><published>2011-11-27T08:20:00.001+01:00</published><updated>2011-11-27T08:35:41.098+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>The great tech war of 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un articolo molto interessante sulle strategie di Apple, Google, Facebook e Amazon e sul mondo digitale in generale: &lt;a href="http://www.fastcompany.com/magazine/160/tech-wars-2012-amazon-apple-google-facebook" target="_blank"&gt;The great tech war of 2012&lt;/a&gt;. Da leggere!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4295783560429754593?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4295783560429754593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4295783560429754593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4295783560429754593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4295783560429754593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/11/great-tech-war-of-2012.html' title='The great tech war of 2012'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-9057005208090083422</id><published>2011-10-30T17:45:00.000+01:00</published><updated>2011-11-27T09:55:20.513+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Individuare i segmenti di mercato target</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo sviluppo di un nuovo prodotto inizia sempre dall'identificare di chi lo utilizzerà. Poichè è difficile immaginare un prodotto che possa andare bene per tutti i possibili utilizzatori, diventa necessario suddividere il proprio mercato di riferimento in gruppi che abbiano in comune (almeno) le seguenti caratteristiche: bisogni e desideri,leggi e normative di riferimento, modalità di acquisto, sensibilità al prezzo emodalità di utilizzo del prodotto.&lt;br /&gt;Alcuni esempi di parametri per segmentare il mercato sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Settore di business dei clienti (es. privati, industria meccanica, industria alimentare, ...)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Età o altre caratteristiche demografiche (es. giovani, adulti, anziani, ...)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Modalità di utilizzo del prodotto (es. occasionale, continuativo,...)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Caratteristiche psicologiche dei clienti (es. innovatori, follower, prudenti, ...)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Una volta individuati i segmenti di mercato a cui l'azienda intende rivolgersi, è importante valutarne l'attrattività per definire la strategia di sviluppo del portafoglio prodotti aziendale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I principali fattori da considerare nel valutare l'attrattività di un segmento di mercato sono:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;dimensioni del segmento di mercato&lt;/li&gt;&lt;li&gt;tasso di crescita/decrescita&lt;/li&gt;&lt;li&gt;margini&lt;/li&gt;&lt;li&gt;intensità competitiva&lt;/li&gt;&lt;li&gt;valore del marchio aziendale&lt;/li&gt;&lt;li&gt;facilità di accesso&lt;/li&gt;&lt;li&gt;facilità per il cliente di cambiare fornitore o prodotto&lt;/li&gt;&lt;li&gt;possibilità di differenziarsi dai concorrenti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;maturità dei prodotti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;conoscenza delle tecnologie&lt;/li&gt;&lt;li&gt;complessità normativa&lt;/li&gt;&lt;li&gt;potere dei fornitori&lt;/li&gt;&lt;li&gt;completezza della nostra gamma&lt;/li&gt;&lt;li&gt;fatturato attuale&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla base delle valutazioni dei segmenti di mercato, è possibile definire sia l'importanza strategica dei diversi segmenti, sia le linee guida strategiche per lo sviluppo del portafoglio prodotti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La figura seguente rappresenta un esempio di valutazione dei segmenti di mercato e di definizione delle linee guida strategiche.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Byby4URT3dM/Tq1-KGdCq5I/AAAAAAAAAUw/F9bA1Ud0oGs/s1600/Attrattivit%25C3%25A0_segmento_di_mercato.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="205" src="http://4.bp.blogspot.com/-Byby4URT3dM/Tq1-KGdCq5I/AAAAAAAAAUw/F9bA1Ud0oGs/s320/Attrattivit%25C3%25A0_segmento_di_mercato.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-9057005208090083422?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/9057005208090083422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=9057005208090083422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/9057005208090083422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/9057005208090083422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/10/individuare-i-segmenti-di-mercato.html' title='Individuare i segmenti di mercato target'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Byby4URT3dM/Tq1-KGdCq5I/AAAAAAAAAUw/F9bA1Ud0oGs/s72-c/Attrattivit%25C3%25A0_segmento_di_mercato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-7711102551958493782</id><published>2011-09-24T21:06:00.000+02:00</published><updated>2011-09-24T21:06:03.496+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Successful Innovation</title><content type='html'>I tre principali criteri per capire se un'innovazione avrà successo sono:&lt;div&gt;- Migliora la qualità della vita&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Può essere applicata in modo diffuso&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- E' economicamente rilevante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-7711102551958493782?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/7711102551958493782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=7711102551958493782' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7711102551958493782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7711102551958493782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/09/successful-innovation.html' title='Successful Innovation'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5175954141885274526</id><published>2011-09-24T17:56:00.000+02:00</published><updated>2011-09-24T18:08:30.181+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Valutare nuove opportunità di business</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per le aziende un problema ricorrente in questo periodo è quello di trovare nuove opportunità di business in segmenti di mercato diversi (geograficamente o per tipo di clienti). Diventa quindi necessario essere in grado di valutare l'attrattività ed il rischio dei diversi segmenti di mercato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo scopo può essere utile utilizzare il classico modello delle Five Forces di Porter (formulato nel 1979) e sempre valido (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=mYF2_FBCvXw" target="page"&gt;video&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.slideshare.net/strategywrap/porters-five-forces-how-to-identiy-attractive-markets" target="page"&gt;presentazione powerpoint&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si può anche utilizzare il modello riportato qui sotto, che parte da quello di Porter e lo espande, integrando ulteriori fattori da tenere in considerazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jGgr4HS8-rc/Tn37MlGMr2I/AAAAAAAAAUo/h0EPJh5dxxg/s1600/Attrattivit%25C3%25A0_segmento_di_mercato.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-jGgr4HS8-rc/Tn37MlGMr2I/AAAAAAAAAUo/h0EPJh5dxxg/s320/Attrattivit%25C3%25A0_segmento_di_mercato.jpg" width="305" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le dimensioni per la valutazione dell'attrattività di un segmento di mercato sono le seguenti:&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;SEGMENTO DI MERCATO&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dimensioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Maturità&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Livello di saturazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tasso di crescita/decrescita&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;CONCORRENTI&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Concentrazione dei concorrenti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dimensioni dei concorrenti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Importanza del segmento di mercato per i concorrenti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Esistenza di barriere commerciali in ingresso&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;ACCESSO AL MERCATO&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Posso raggiungere il mercato utilizzando la attuale  catena di vendita e distribuzione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dimensioni dei distributori&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Capillarità dellla catena di distribuzione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità di utilizzare catene di distribuzione alternative&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;CLIENTI&lt;/b&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dimensione dei clienti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I clienti operano in un settore in crescita, stabile o in declino&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Importanza del prodotto per i clienti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità per i clienti di realizzare il prodotto o servizio internamente&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tempo necessario per costruire la relazione con i clienti&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;PRODOTTI&lt;/b&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Prodotti durevoli o di consumo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ampiezza dell’offerta di prodotti e servizi attuale (da parte dei concorrenti)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità di differenziarsi&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità per i clienti di cambiare prodotto facilmente&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;FORNITORI&lt;/b&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Concentrazione dei fornitori&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dimensioni dei fornitori&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Importanza dei fonitori per la realizzazione dell'offerta&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità di cambiare facilmente fornitore&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Interesse per i fornitori di estendere a valle la loro offerta (sovrapponendosi alla nostra)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;TECNOLOGIE&lt;/b&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Barriere tecnologiche  in ingresso&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Velocità dell’evoluzione tecnologica&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibilità che nuove tecnologie sostituiscano quelle attuali&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;AMBIENTE&lt;/b&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Complessità delle leggi e normative da rispettare&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Presenza di brevetti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibili modifiche alle normative&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Possibili azioni da parte dei governi (ad esempio protezione dai nuovi entranti)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;b&gt;NOI&lt;/b&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Conoscenza del segmento di mercato&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Conoscenza delle tecnologie necessarie&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Percezione del nostro brand da parte del cliente&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Difficoltà nella gestione operativa del nuovo segmento di mercato (ad es. produzione si piccoli lotti vs. grandi, progettazione su commessa vs. catalogo prodotti, ...)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Entità dell’investimento richiesto&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tempo necessario per valutare i risultati.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo modello di riferimento può essere utilizzato dal management dell'azienda al momento di decidere se sviluppare la propria offerta verso nuovi mercati. I fattori esaminati in questo modello possono essere opportunità o minacce a seconda della situazione dell'azienda: ad esempio la necessità di un grosso investimento, normalmente intesa come una minaccia, può essere un'opportunità per una grande azienda perchè allontanerà molti dei potenziali concorrenti, così come un elevato tasso di modifica alle leggi e normative può offrire l'opportunità di entrare nel mercato quando le nuove norme richiedono un cambio forzato di prodotto da parte dei clienti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5175954141885274526?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5175954141885274526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5175954141885274526' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5175954141885274526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5175954141885274526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/09/valutare-nuove-opportunita-di-business.html' title='Valutare nuove opportunità di business'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-jGgr4HS8-rc/Tn37MlGMr2I/AAAAAAAAAUo/h0EPJh5dxxg/s72-c/Attrattivit%25C3%25A0_segmento_di_mercato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6080866651816632702</id><published>2011-08-30T17:34:00.004+02:00</published><updated>2011-08-30T17:46:48.301+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation quotes'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Flessibilità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;For an evolutionary system, continuing development is needed just in order to maintain its fitness relative to the systems it is co-evolving with.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;The red queen principle (L. van Halen)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;The only way you can control your destiny is to be more flexible than your environment.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;The law of requisite variety (Ross Dawson)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6080866651816632702?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6080866651816632702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6080866651816632702' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6080866651816632702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6080866651816632702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/08/flessibilita.html' title='Flessibilità'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3187083819597396699</id><published>2011-07-31T11:41:00.014+02:00</published><updated>2011-08-01T08:22:10.012+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Piccole e grandi aziende</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho scoperto recentemente &lt;a href="http://www.sethgodin.com/sg/docs/bootstrap.pdf" target="page"&gt;The bootstrapper's bible&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.sethgodin.com/sg/default.asp" target="page"&gt;Seth Godin&lt;/a&gt;, che parla di come far partire un nuovo business.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' una lettura interessante e ricca di spunti. Mi è piaciuta in particolare la parte iniziale, che confronta punti di forza e di debolezza di grandi e piccole aziende.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I punti di forza delle grandi aziende sono:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Capacità di distribuzione:&lt;/b&gt; con la possibilità di accedere a grandi network e di raggiungere tutti i potenziali clienti in ogni parte del mondo.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Accesso al capitale:&lt;/b&gt; per una grande azienda è relativamente facile ottenere dei finanziamenti per poter investire nello sviluppo del proprio business.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Elevato valore del marchio:&lt;/b&gt; un elevato valore del marchio permette di ottenere un premium price nella vendita dei prodotti, ma soprattutto posiziona "automaticamente" l'azienda ai primi posti nella lista dei possibili fornitori.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Relazioni consolidate con un gran numero di clienti:&lt;/b&gt; le grandi aziende hanno già in essere migliaia di relazioni con i propri clienti, i quali fino a che si troveranno bene non avranno motivo di cambiare fornitore, preferendo risparmiare tempo ed affidarsi ad un'azienda con cui hanno già collaborato in precedenza.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Persone di talento:&lt;/b&gt; le grandi aziende attirano spesso persone qualificate ed in gamba, che lavorano con passione generando un elevato valore.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le piccole aziende possono (e devono) rinforzarsi su questi punti comprendendone l'importanza ed attuando una strategia diversa da quella delle grandi aziende:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Capacità di distribuzione:&lt;/b&gt; le piccole aziende non possono competere direttamente con le grandi aziende nella grande distribuzione. E' più utile per loro cercare catene di distribuzione corte, differenziate e magari specializzate. In alcuni casi possono inoltre utilizzare internet per raggiungere direttamente i propri clienti finali.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Accesso al capitale:&lt;/b&gt; le piccole aziende dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di prodotti e servizi che non richiedono un elevato investimento di capitale. Questo permette anche una maggior velocità di rinnovamento del portafoglio prodotti (perchè il ritorno dell'investimento viene ottenuto in tempi più brevi).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Elevato valore del marchio:&lt;/b&gt; le piccole aziende non potranno avere un valore del marchio paragonabile a quello delle grandi aziende (almeno non in termini di diffusione), dovrebbero pertanto far crescere il valore del proprio marchio, differenziandolo e magari utilizzando strumenti di marketing alternativi (ad es. social network, blog, ...).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Relazioni consolidate con un gran numero di clienti:&lt;/b&gt; questo è un vantaggio significativo nei mercati maturi, mentre per prodotti e servizi veramente innovativi non è così importante. Spesso comunque per crescere le piccole aziende devono letteralmente "strappare" i clienti alle grandi aziende, magari cercando di ottenere dapprima piccoli contratti "di prova".&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Persone di talento:&lt;/b&gt; è possibile attirare persone di talento anche nelle piccole aziende, dando loro responsabilità e libertà, che nelle grandi aziende non otterrebbero mai.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le piccole aziende hanno inoltre punti di forza specifici rispetto alle grandi:&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Poco da perdere nei cambiamenti:&lt;/b&gt; spesso i cambiamenti sono visti come un'opportunità per le piccole aziende, che sperano di migliorare la propria posizione, mentre le grandi aziende hanno una "posizione" da difendere (valore del marchio, relazioni con i clienti, portafoglio prodotti, ...) e tendono a "fossilizzarsi" nello status quo.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Si accontentano di pesci piccoli:&lt;/b&gt; le piccole aziende possono sopravvivere bene con commesse e progetti piccoli, che sono più veloci da ottenere, hanno un ciclo di vita più corto e permettono di ridurre il rischio distribuendolo su più clienti.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Possibilità di utilizzare il buon senso nella relazione con il cliente: &lt;/b&gt;gli impiegati delle grandi aziende hanno regole precise da seguire ed il processo per autorizzare le eccezioni spesso non esiste o è complesso. Questo causa spesso delle rigidità e degli ostacoli nella relazione con il cliente. Nelle piccole aziende invece è molto più semplice seguire il buon senso ed accontentare i clienti, senza preoccuparsi troppo delle procedure interne.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Velocità:&lt;/b&gt; nelle grandi aziende le decisioni richiedono diversi livelli di autorizzazione, ognuno dei quali esige una fase di analisi. L'esecuzione dei progetti passa poi attraverso una complicata struttura di report e controlli, che inevitabilmente allungano i tempi. Le piccole aziende possono invece essere molto veloci sia nel prendere le decisioni, che nell'eseguirle e questo è un vantaggio significativo in un mercato turbolento.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Costi fissi ridotti:&lt;/b&gt; le piccole aziende hanno bisogno di meno risorse per far funzionare l'organizzazione interna, quindi riescono ad operare con costi fissi ridotti e quindi overhead ridotti.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sembra che sia utile riflettere su questi punti quando si definiscono le linee guida strategiche per le nostre aziende.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3187083819597396699?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3187083819597396699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3187083819597396699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3187083819597396699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3187083819597396699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/07/piccole-e-grandi-aziende.html' title='Piccole e grandi aziende'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-7374670308555926155</id><published>2011-07-21T19:20:00.004+02:00</published><updated>2011-07-21T19:44:55.112+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='decisioni'/><title type='text'>Strategic Pruning</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mark Johnson (tra i soci fondatori di &lt;a href="http://www.innosight.com/" target="page"&gt;Innosight&lt;/a&gt;) sostiene su &lt;a href="http://www.businessweek.com/innovation/slimming-down-for-future-growth-07142011.html" target="page"&gt;Business Week&lt;/a&gt; che per garantirsi la sopravvivenza, le grandi corporation devono essere in grado di disfarsi velocemente delle parti di business con profitti in declino irreversibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è vero anche per le aziende più piccole. Per questo motivo mi sembrano interessanti le domande che l'autore propone, sulle quali tutte le aziende dovrebbero confrontarsi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Quali tempeste dovrò probabilmente affrontare (nuove tecnologie, nuovi modelli di business, nuovi concorrenti, ...)?&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;In quale direzione sarà possibile crescere? Ovvero: quali prodotti o servizi emergeranno e quali invece rischiano di assorbire risorse senza portare benefici all'azienda?&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Qual'è la nostra capacità di rinnovare il nostro portafoglio di prodotti e servizi?&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Ci sono aree di business che dobbiamo abbandonare?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Con che cosa possiamo sostituirle?&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Chi potrebbe acquistarle?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pausa estiva è in fondo una buona occasione allontanarsi un po' dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza (in senso aziendale) e per provare a cercare con un po' di distacco le risposte a queste domande, che permetteranno di indirizzare meglio il futuro delle nostre aziende.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-7374670308555926155?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/7374670308555926155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=7374670308555926155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7374670308555926155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7374670308555926155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/07/strategic-pruning.html' title='Strategic Pruning'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-929149920665158050</id><published>2011-07-02T09:10:00.016+02:00</published><updated>2011-07-02T11:23:26.139+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visual'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><title type='text'>Classificazione dei prodotti visuale</title><content type='html'>Un strumento estremamente utile per gestire il portafoglio prodotti è la classificazione dei prodotti, che permette una visione d'insieme strutturata di tutti i prodotti e servizi offerti al mercato e facilita i ragionamenti strategici sulla gamma dei prodotti.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutte le aziende hanno già una classificazione dei propri prodotti, ma spesso essa è incompleta e raramente viene rappresentata in modo visuale (cosa che invece aiuta molto). Vale quindi sempre la pena, secondo me, di provare a disegnare l'attuale classificazione dei prodotti... nella maggior parte dei casi emergeranno una serie di dubbi da chiarire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come si vede dalla figura seguente, la classificazione dei prodotti è una struttura ad albero che raggruppa i diversi modelli in serie, famiglie, etc. La figura rappresenta inoltre il fatto che il portafoglio prodotti nasce dai bisogni e dai desideri dei clienti, "interpretati" dalla strategia aziendale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-y8z98zfNsaQ/Tg7RIedqnKI/AAAAAAAAATY/FgZA2OFjOF4/s1600/Classificazione%2BProdotti.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 369px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-y8z98zfNsaQ/Tg7RIedqnKI/AAAAAAAAATY/FgZA2OFjOF4/s400/Classificazione%2BProdotti.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624662928178977954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I livelli utilizzati per classificare i prodotti possono essere diversi e non c'è una regola univoca per raggruppare i prodotti all'interno dei diversi livelli. Spesso (ma non è una regola) risulta naturale avere un focus più "commerciale" nei livelli alti dell'albero ed un focus più "tecnico" mano a mano che si scende.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prossima figura riporta un esempio dei possibili livelli che possono essere utilizzati per la classificazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BqtqSihRKio/Tg7aNm9vpHI/AAAAAAAAATo/elnHKindqRQ/s1600/schema%2Bclassificazione%2Bprodotti.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-BqtqSihRKio/Tg7aNm9vpHI/AAAAAAAAATo/elnHKindqRQ/s400/schema%2Bclassificazione%2Bprodotti.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624672911965004914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un volta effettuata la classificazione dei prodotti, è possibile rappresentarla in formato visuale su un tabellone come il seguente:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oQUcUGbEOpY/Tg7XNqrl98I/AAAAAAAAATg/SBZVc4TbTds/s1600/classificazione%2Bprodotti%2Bvisual.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 302px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-oQUcUGbEOpY/Tg7XNqrl98I/AAAAAAAAATg/SBZVc4TbTds/s400/classificazione%2Bprodotti%2Bvisual.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624669614427731906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di fronte alla rappresentazione dell'albero dei prodotti è possibile fare una serie di ragionamenti strategici sul portafoglio prodotti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Struttura dell'albero&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;larghezza:&lt;/b&gt; mostra quanto ampio è l'insieme dei bisogni e desideri dei clienti che l'azienda può soddisfare,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;altezza&lt;/b&gt;: rappresenta quanto è ampia la scelta per ogni tipo di bisogno,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;bilanciamento&lt;/b&gt;: ampiezza e profondità diverse nei diversi rami possono rappresentare prodotti o servizi "mancanti" per completare la gamma.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;b&gt;Prodotti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;ciclo di vita&lt;/b&gt;: rappresentando sul tabellone le diverse fasi del ciclo di vita dei prodotti (sviluppo, lancio, maturità, declino), è possibile identificare immediatamente i prodotti che dovranno essere sostituiti,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;importanza economica&lt;/b&gt;: rappresentando sul tabellone il guadagno (o fatturato o volumi di vendita) di ogni prodotto, è possibile identificare i prodotti che non stanno soddisfacendo le aspettative,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;copertura del mercato&lt;/b&gt;: se esiste una segmentazione del mercato, è possibile rappresentare sul tabellone quali segmenti di mercato vengono soddisfatti da quali prodotti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;Anche altre informazioni possono essere rappresentate sul tabellone del portafoglio prodotti, che diventa così uno strumento visuale molto chiaro per definire la strategia di prodotto, in termini di nuovi prodotti da sviluppare o prodotti esistenti da sviluppare, come rappresentato nella figura sottostante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IgBXcHhwqWk/Tg7eMlUATeI/AAAAAAAAATw/kKEkgd7TnA4/s1600/piano%2Bstrategico%2Bdi%2Bprodotto%2B1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 268px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-IgBXcHhwqWk/Tg7eMlUATeI/AAAAAAAAATw/kKEkgd7TnA4/s400/piano%2Bstrategico%2Bdi%2Bprodotto%2B1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624677292388142562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per completare la definizione del piano strategico dei prodotti è necessario definire una roadmap per la realizzazione dei prodotti mancanti. Il piano strategico di prodotto può quindi essere rappresentato in un tabellone visuale come quello della figura seguente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Yxrl5jp_3Ag/Tg7gJPqKHYI/AAAAAAAAAT4/gHzlMdFz1gs/s1600/piano%2Bstrategico%2Bdi%2Bprodotto%2B2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Yxrl5jp_3Ag/Tg7gJPqKHYI/AAAAAAAAAT4/gHzlMdFz1gs/s400/piano%2Bstrategico%2Bdi%2Bprodotto%2B2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624679434059128194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'utilizzo di metodi visuali per la classificazione dei prodotti e per la definizione del piano strategico di prodotto facilita la comunicazione sia verso l'interno, che verso l'esterno dell'azienda, ma soprattutto permette di prendere decisioni migliori perchè facilita la collaborazione tra i diversi partecipanti, aiuta a fare scelte concrete (devono essere rappresentabili sul tabellone!) e soprattutto permette di arricchire il processo decisionale attraverso la rappresentazione delle informazioni e delle alternative esistenti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-929149920665158050?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/929149920665158050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=929149920665158050' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/929149920665158050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/929149920665158050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/07/classificazione-dei-prodotti-visuale.html' title='Classificazione dei prodotti visuale'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-y8z98zfNsaQ/Tg7RIedqnKI/AAAAAAAAATY/FgZA2OFjOF4/s72-c/Classificazione%2BProdotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5003511762700631287</id><published>2011-05-24T09:03:00.002+02:00</published><updated>2011-05-24T09:06:29.197+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><title type='text'>Un articolo del Corriere sul crowdfunding</title><content type='html'>&lt;div&gt;Non c'è nessuna correlazione... ma due giorni dopo il mio post sul crowdfunding, ne scrive anche il Corriere della Sera:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_maggio_23/eppela-crowdfounding-italiano_5cf602a4-853a-11e0-80e3-cc32f5990b02.shtml" target="page"&gt;http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_maggio_23/eppela-crowdfounding-italiano_5cf602a4-853a-11e0-80e3-cc32f5990b02.shtml&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5003511762700631287?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5003511762700631287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5003511762700631287' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5003511762700631287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5003511762700631287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/05/un-articolo-del-corriere-sul.html' title='Un articolo del Corriere sul crowdfunding'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6761576833592759231</id><published>2011-05-24T08:45:00.003+02:00</published><updated>2011-05-24T08:51:21.905+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Ancora sui "significati"</title><content type='html'>"Great innovations happen when you have a desire to make meaning and make the world a better place." Guy Kawasaki&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Questa frase è stata pronunciata questa mattina da Guy Kawasaki alla QITCOM a Doha (Qatar) e diffusa su Twitter in tempo reale.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6761576833592759231?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6761576833592759231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6761576833592759231' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6761576833592759231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6761576833592759231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/05/ancora-sui-significati.html' title='Ancora sui &quot;significati&quot;'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5988441025544548924</id><published>2011-05-22T12:26:00.009+02:00</published><updated>2011-05-22T16:47:54.807+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ridurre i costi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><title type='text'>Kickstarter: crowdfunding per le (piccole) innovazioni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tramite un articolo di &lt;a href="http://www.wired.com/magazine/2011/03/ff_kickstarter/" target="page"&gt;Wired&lt;/a&gt; ho scoperto &lt;a href="http://www.kickstarter.com/" target="page"&gt;KickStarter&lt;/a&gt;: un sito nel quale chiunque può presentare una propria idea e cercare finanziatori disposti ad impegnare un piccolo capitale (generalmente da 1$ a 500$) per la realizzazione del progetto. Sembra che il sito riesca a raccogliere finanziamenti per un milione di dollari alla settimana. I finanziamenti richiesti sono in genere di modesta entità, ma alcuni progetti sono arrivati anche ad ottenere finanziamenti vicini al milione di dollari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' interessante considerare che originariamente il sito aveva l'obiettivo di finanziare giovani artisti (ad es. registi, musicisti, ...) che non riuscivano a superare la barriera formata da agenti, produttori, galleristi ed altri operatori del settore. L'idea era quindi quella di rivolgersi direttamente al pubblico per chiedere i finanziamenti: i progetti buoni avrebbero ottenuto i soldi necessari, gli altri sarebbero stati cancellati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo modello di funzionamento si presta molto bene anche per le piccole innovazioni nel settore industriale: un inventore o un'azienda possono descrivere il prodotto o servizio che vogliono realizzare e verificarne l'interesse da parte del pubblico, ottenendo nello stesso tempo una parte del finanziamento per la realizzazione del progetto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un secondo punto di interesse sta nelle "ricompense": chi descrive il progetto deve infatti definire la ricompensa che darà ai propri finanziatori. Originariamente le ricompense avevano un valore simbolico: adesivi, citazioni, autografi, fotografie dell'opera realizzata, ... Per i prodotti industriali le ricompense sono invece spesso i prodotti stessi, acquistati a prezzo vantaggioso o in edizioni limitate. In questo modo i finanziamenti si trasformano in preordini dei prodotti, permettendo a chi propone il progetto di acquisire un numero minimo di ordinativi con pagamento anticipato ancora prima di sviluppare completamente il prodotto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sicuramente il successo del sito è dovuto alle sue regole di funzionamento chiare ed eque sia per chi propone i progetti, sia per chi li finanzia: il sito può essere utilizzato soltanto per richiedere finanziamenti a progetti (cioè attività con un inizio, una fine, un obiettivo chiaro ed un responsabile), chi propone un progetto deve anche definire la quota minima di denaro che vuole realizzare entro un tempo definito. Se l'obiettivo minimo viene raggiunto, i finanziamenti vengono assegnati, altrimenti il progetto non riceve nessun finanziamento (ed i finanziatori non hanno alcun esborso).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da un punto di vista aziendale è dunque possibile con un investimento ridotto realizzare un semplice filmato che descrive un'idea e verificare se c'è interesse da parte del mercato, ottenendo anche un finanziamento per lo sviluppo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche se in teoria non ci sono limiti ai tipi di progetti che si possono proporre, è chiaro che questo metodo si presta particolarmente bene per prodotti consumer e con un valore economico limitato, negli altri settori l'applicazione è molto più complessa e va studiata con fantasia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I rischi principali sono due: il primo deriva dal fatto che i finanziatori di kickstarter non sono un vero campione del mercato e quindi alcune idee buone potrebbero non trovare finanziamenti adeguati. Il secondo rischio è che qualcuno possa copiare l'idea. Questo problema si può risolvere considerando che, se l'idea è buona, verrà comunque copiata una volta che il prodotto sia sul mercato. I fattori cruciali sono quindi la capacità di realizzare il prodotto velocemente e di differenziarlo tramite elementi difficilmente replicabili (ad es. il valore del marchio, i servizi, ...).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nota: per problemi nei pagamenti, attualmente i proponenti dei progetti devono risiedere negli Stati Uniti, ma sembra che stiano lavorando per eliminare questo vincolo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5988441025544548924?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5988441025544548924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5988441025544548924' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5988441025544548924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5988441025544548924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/05/kickstarter-crowdfunding-per-le-piccole.html' title='Kickstarter: crowdfunding per le (piccole) innovazioni'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-2188333666110274493</id><published>2011-05-10T14:55:00.002+02:00</published><updated>2011-05-10T14:57:49.530+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation quotes'/><title type='text'>Innovazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innovation is fostered by information gathered from new connections; from insights gained by journeys into other disciplines or places; from active, collegial networks and fluid, open boundaries.&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Margaret Wheatley&lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-2188333666110274493?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/2188333666110274493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=2188333666110274493' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2188333666110274493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2188333666110274493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/05/innovazione.html' title='Innovazione'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5953657283480633687</id><published>2011-05-01T19:30:00.005+02:00</published><updated>2011-05-01T19:53:43.084+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Elementi di strategia per l'innovazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La strategia per l'innovazione nasce da 4 elementi: i bisogni ed i desideri dei clienti, i concorrenti, i trend che stanno trasformando il mercato ed il DNA aziendale (essenzialmente rappresentabile da mission, competenze e marchio).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono molti modi per combinare questi elementi in modo da ottenere una strategia vincente, in questo post volevo invece soffermarmi sugli elementi che vanno a costituire la strategia stessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In estrema sintesi &lt;b&gt;la strategia è la scelta di dove investire le risorse disponibili&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questo motivo uno schema come quello riportato nella figura seguente è un buon metodo per rappresentare la strategia aziendale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Xe17OrlTPAo/Tb2cTMYbsCI/AAAAAAAAATM/oMKsmbLiCVE/s1600/sintesi_strategia.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 251px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Xe17OrlTPAo/Tb2cTMYbsCI/AAAAAAAAATM/oMKsmbLiCVE/s400/sintesi_strategia.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601805365073915938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questo post mi piacerebbe iniziare un discorso di lunga portata sulla strategia, perchè in questo campo troppe volte quello che si studia o si legge sui libri è difficilmente applicabile (specialmente per le medie e piccole aziende).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5953657283480633687?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5953657283480633687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5953657283480633687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5953657283480633687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5953657283480633687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/05/elementi-di-strategia-per-linnovazione.html' title='Elementi di strategia per l&apos;innovazione'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Xe17OrlTPAo/Tb2cTMYbsCI/AAAAAAAAATM/oMKsmbLiCVE/s72-c/sintesi_strategia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-515489097513686293</id><published>2011-04-23T07:37:00.017+02:00</published><updated>2011-04-23T17:46:16.965+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation training'/><title type='text'>Importanza della Innovation Experience</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Riprendiamo il discorso sulla Innovation Experience iniziato &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2011/04/perche-alcune-aziende-sono-in-grado-di.html" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Quasi tutte le aziende sono consce della necessità di innovare, ma alcune sono in grado di farlo bene, mentre altre no. Io credo che il fattore differenziante stia nella &lt;b&gt;esperienza &lt;/b&gt;di innovazione accumulata dalle diverse aziende.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;i&gt;Esperienza&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;esperto&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;esperimento&lt;/i&gt; sono vocaboli che derivano dalla parola latina &lt;i&gt;experire&lt;/i&gt;, formata del prefisso "&lt;i&gt;ex"=fuori&lt;/i&gt; e dalla radice &lt;i&gt;"per"=prova&lt;/i&gt;. L'esperienza è quindi il risultato di una prova.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;L'importanza dell'esperienza può essere descritta utilizzando un'analogia presa dal mondo dello sport. Se un corridore vuole vincere una maratona, non gli sarà certo sufficiente sedersi alla sua scrivania, studiare le migliori tabelle di allenamento e le migliori strategie di gara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GRtJgzIuQLg/TbLuYD6Y1bI/AAAAAAAAAS0/WU4b4e0FNMI/s1600/maratona1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 272px; height: 198px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-GRtJgzIuQLg/TbLuYD6Y1bI/AAAAAAAAAS0/WU4b4e0FNMI/s400/maratona1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598799383909422514" /&gt;&lt;/a&gt;Dovrà invece iniziare ad allenarsi e percorrere con tenacia e pazienza molti chilometri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Ethey0iFoac/TbLu9XecVlI/AAAAAAAAAS8/g1Gx3YISz-A/s1600/maratona2.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 248px; height: 368px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ethey0iFoac/TbLu9XecVlI/AAAAAAAAAS8/g1Gx3YISz-A/s400/maratona2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598800024816080466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Ma anche questo non sarà sufficiente: probabilmente non riuscirà a vincere la prima maratona a cui parteciperà, perchè per poter esprimere al meglio tutte le proprie capacità, dovrà aver sviluppato anche l'esperienza di competizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MSYACTeIClQ/TbLvjfe4KoI/AAAAAAAAATE/bAQqpJqTvtY/s1600/maratona3.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 277px; height: 195px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-MSYACTeIClQ/TbLvjfe4KoI/AAAAAAAAATE/bAQqpJqTvtY/s400/maratona3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598800679800416898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Per come funziona il nostro cervello infatti, la capacità di fare bene qualcosa può essere ottenuta soltanto mediante l'esperienza, cioè il coinvolgimento e la "esposizione" (exposure) diretta a certi eventi. Dopo aver vissuto un evento il nostro cervello, continua infatti a rielaborare, anche in modo inconscio, le informazioni acquisite, costruendo quella conoscenza pratica che ci rende "esperti" di qualcosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Come sanno gli allenatori sportivi, questo meccanismo funziona non solo per le persone, ma anche per i team, che per vincere devono costruire e migliorare la propria esperienza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Allo stesso modo anche le aziende per migliorare le prestazioni dell'innovazione devono quindi migliorare la propria &lt;b&gt;innovation experience&lt;/b&gt;, che deriva dal coinvolgimento e dall'esposizione sistematica ad eventi che permettono di "realizzare" l'innovazione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La innovation experience di ogni azienda ha le seguenti caratteristiche:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;si è formata nel tempo,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;risiede nella mente delle persone, nei processi e nella cultura aziendale,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;continua a modificarsi,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;è unica, non ripetibile, nè esportabile,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;non può essere modificata istantaneamente.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;La innovation experience si realizza in ogni momento, ma se non è ben guidata, il miglioramento delle prestazioni avviene molto lentamente, quasi per caso. Pensiamo infatti ancora ad un'analogia sportiva: per allenare una squadra di calcio non è sufficiente farla sempre e soltanto giocare: è necessario un programma di allenamento vario, mirato e progressivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Allo stesso modo anche il miglioramento dell'Innovation Experience dovrebbe seguire un programma di allenamento specifico che preveda l'esecuzione di una serie di piccoli passi nella giusta direzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Poichè stiamo parlando di esperienza, è importante considerare con la giusta attenzione il concetto di "esperimento" o "prova": spesso infatti un piccolo esperimento è più efficace di lunghi studi e discussioni alla ricerca della soluzione perfetta (a volte "il meglio è nemico del bene"). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;Nel prossimo post parleremo di  alcune caratteristiche importanti dell'allenamento per migliorare la innovation experience.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-515489097513686293?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/515489097513686293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=515489097513686293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/515489097513686293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/515489097513686293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/04/innovation-training-un-approccio-per.html' title='Importanza della Innovation Experience'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-GRtJgzIuQLg/TbLuYD6Y1bI/AAAAAAAAAS0/WU4b4e0FNMI/s72-c/maratona1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4583015346737803960</id><published>2011-04-09T15:33:00.020+02:00</published><updated>2011-04-09T22:10:35.764+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='modularità'/><title type='text'>Architettura modulare: più varietà e meno costi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diversi studi confermano che la quantità di prodotti personalizzati (o speciali) è in crescita rispetto ai prodotti "standard".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è dovuto in generale all'inasprirsi della competizione, che spinge le aziende a fare sempre di più e meglio per soddisfare i bisogni ed i desideri di ogni singolo cliente.  La crisi degli ultimi anni ha quindi ulteriormente favorito questa tendenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo realizzare prodotti personalizzati (o speciali) causa una grossa perdita di efficienza alle aziende e questo è in contrasto con l'altro grande imperativo di questi anni, cioè ridurre i costi per poter realizzare prodotti competitivi e che si possano vendere anche nei paesi in via di sviluppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La figura seguente mostra quanto profondamente i prodotti speciali impattino nei processi aziendali, evidenziando anche un ulteriore effetto negativo: il crescente impegno richiesto dai prodotti speciali alla progettazione, evidentemente va a sottrarre tempo e risorse allo sviluppo dei nuovi prodotti, rallentando quindi l'innovazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IfhzocDXN5c/TaBovDU6e7I/AAAAAAAAASk/e7AV68tqkb4/s1600/impatto_prodotti_speciali.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 164px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-IfhzocDXN5c/TaBovDU6e7I/AAAAAAAAASk/e7AV68tqkb4/s400/impatto_prodotti_speciali.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593585894750321586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'unico modo per aumentare la varietà proposta al mercato (varietà buona), senza far esplodere la varietà interna (varietà cattiva), è quello di rendere modulare l'architettura dei prodotti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Architettura modulare significa che esistono dei "mattoncini" che possono essere combinati tra loro in molti modi per realizzare prodotti finiti diversi. L'esempio migliore di architettura modulare è quello della &lt;a href="http://www.lego.com/en-us/Default.aspx"&gt;Lego&lt;/a&gt;, che nel 1949 lanciò sul mercato gli "automatic binding bricks", cioè i famosi mattoncini che possono essere utilizzati per costruire moltissimi oggetti diversi e che ancora oggi a più di 60 anni di distanza sono attuali e capaci di generare profitto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo post vorrei riflettere sulla necessità per le aziende di progredire continuamente verso una modularità sempre più spinta e sugli impatti a diversi livelli che derivano dall'introduzione dell'architettura modulare al proprio portafoglio prodotti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'architettura modulare sembra essere l'evoluzione naturale di molti tipi di prodotti e questo accade perchè la modularità porta benefici innanzitutto ai clienti. Pensiamo ad esempio alla bicicletta, che oggi è un prodotto modulare ed aperto: io posso infatti scegliere i componenti che preferisco acquistandoli dai migliori produttori al mondo e realizzare a costi ragionevoli la "mia" bicicletta, diversa da tutte le altre biciclette esistenti al mondo. Chi non vorrebbe questa possibilità per le automobili, gli elettrodomestici e tutti gli altri prodotti?&lt;br /&gt;Il mercato spinge quindi in direzione della modularità e le aziende devono pertanto essere in grado di prevedere e prevenire questi cambiamenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel cammino verso l'architettura modulare, si possono identificare 4 livelli di "modularità", caratterizzati dal fatto che il passaggio da un livello a quello successivo richiede una certa discontinuità:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Nessuna modularità&lt;/b&gt;: l'azienda progetta e propone sul mercato prodotti chiusi, ognuno diverso dall'altro anche per quanto riguarda l'architettura interna,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Modularità interna&lt;/b&gt;: l'azienda propone al mercato prodotti non configurabili, però identifica e gestisce alcuni moduli standard che vengono riutilizzati su più prodotti (ad es. lo stesso motore elettrico o la stessa impugnatura su una famiglia di utensili elettrici),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Modularità esterna&lt;/b&gt;: dopo aver introdotto l'architettura modulare, l'azienda permette ai propri clienti di configurare i prodotti durante il processo di acquisto (questo ad es. avviene per l'acquisto di un computer o di un'automobile),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Modularità aperta&lt;/b&gt;: l'azienda produce piattaforme aperte, con interfacce standard che possono essere utilizzate per realizzare prodotti finiti combinandosi anche con prodotti di altri fornitori (ad es. la bicicletta).&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div&gt;L'introduzione della &lt;b&gt;modularità interna&lt;/b&gt; è volta soprattutto a cogliere benefici per l'azienda in termini di riduzione dei costi di prodotto. Un altro effetto positivo è la maggior facilità di evoluzione delle famiglie di prodotti. Con l'architettura modulare è infatti possibile far evolvere ogni modulo in maniera autonoma, limitando significativamente tempi e costi dell'innovazione (e anche delle modifiche).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'introduzione della modularità interna può avvenire per piccoli passi ed è innanzitutto una forma mentale della progettazione, che quando realizza qualcosa di nuovo, fin dall'inizio lo pensa per poter essere utilizzato su più prodotti. E' comunque necessario un progressivo adeguamento sia della struttura della documentazione di prodotto (ad es. disegni organizzati per moduli e non per l'intero prodotto), che del processo produttivo (i moduli vengono infatti costruiti in modo autonomo e poi "assemblati" nel prodotto finito).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'introduzione della &lt;b&gt;modularità esterna&lt;/b&gt;, cioè di prodotti configurabili, ha invece impatti soprattutto sul processo di vendita e sulla successiva gestione dell'ordine cliente. Rendere configurabili i prodotti permette infatti di ampliare enormemente la propria gamma prodotti, fino ad ottenere l'effetto iceberg rovesciato rappresentato nella figura sottostante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-MEf3v40a9Ms/TaB8VvsH8UI/AAAAAAAAASs/1ymHCtpFqbc/s1600/iceberg_rovesciato.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 251px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-MEf3v40a9Ms/TaB8VvsH8UI/AAAAAAAAASs/1ymHCtpFqbc/s400/iceberg_rovesciato.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593607450214789442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il problema è allora quello di "portare" tutta questa varietà fino al cliente, mettendolo in grado di scegliere il prodotto migliore in modo sufficientemente semplice. Diventa quindi necessario progettare il "dialogo commerciale", cioè la sequenza di scelte che verrà proposta al cliente per configurare il prodotto. Gli obiettivi in questo caso sono due:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;guidare il cliente in un processo di configurazione semplice,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;ottenere configurazioni valide (ad es. configurando un'automobile non deve essere possibile avere contemporaneamente cambio automatico e cambio manuale).&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div&gt;E' inoltre necessario fornire al cliente strumenti adeguati per creare le configurazioni di prodotto (generalmente chiamati configuratori commerciali di prodotto).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un altro impatto non trascurabile della modularità esterna deriva dal fatto che ogni ordine configurato è diverso da tutti gli altri e questo richiede l'adeguamento della supply chain, che deve funzionare secondo questa nuova logica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La &lt;b&gt;modularità aperta&lt;/b&gt;, tipica dei prodotti maturi, nasce quando cominciano a diffondersi regole di interfaccia che permettono di utilizzare gli stessi componenti su prodotti realizzati da aziende diverse. Le aziende allora devono modificare l'architettura dei propri prodotti per adeguarsi ai nuovi standard, ma soprattutto alcune aziende si specializzeranno esclusivamente nella produzione di componenti, divenendo presto molto competitive nel loro settore e rendendo impossibile per i produttori "generalisti", utilizzare i propri componenti. Questo è già avvenuto ad esempio nel settore della bicicletta dove i principali moduli (ad es. telaio, cambio, freni, ...) sono spesso realizzati da fornitori diversi da chi assembla la bicicletta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poichè l'evoluzione verso l'architettura modulare sempre più spinta è un trend ineludibile per molti prodotti e poichè i suoi impatti sono così profondi e richiedono tempi lunghi, io credo che ogni azienda dovrebbe affrontare fin da subito questo tema, sia per coglierne al più presto tutti i vantaggi, sia soprattutto per non trovarsi impreparata nei confronti delle inevitabili mosse dei concorrenti. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4583015346737803960?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4583015346737803960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4583015346737803960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4583015346737803960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4583015346737803960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/04/diversi-studi-confermano-che-la.html' title='Architettura modulare: più varietà e meno costi'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-IfhzocDXN5c/TaBovDU6e7I/AAAAAAAAASk/e7AV68tqkb4/s72-c/impatto_prodotti_speciali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-8057923532534994445</id><published>2011-04-02T19:22:00.005+02:00</published><updated>2011-04-03T09:33:34.574+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><title type='text'>Perchè alcune aziende sono in grado di innovare ed altre no?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è una domanda che mi pongo spesso quando confronto tra loro i comportamenti e le prestazioni di aziende diverse. Si vede infatti che alcune aziende sono in grado di rinnovarsi adattando se stesse ed il loro portafoglio prodotti alle sempre mutevoli condizioni di mercato, mentre altre sembrano prigioniere del loro stato attuale. E non è sempre facile capire quali sono i fattori che determinano queste differenze. La capacità di innovare non dipende infatti nè dalle dimensioni, nè dai settori di mercato, nè da altre caratteristiche "anagrafiche" delle aziende.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono quindi interessanti i risultati di una &lt;a href="http://secure.accept360.com//acceptweb/assets/pdf/Accept_ReturnToProfitability_WPFINAL.pdf" target="page"&gt;ricerca della Accept Corporation&lt;/a&gt; (bisogna registrarsi per avere l'accesso) presentati su &lt;a href="http://www.businessweek.com/innovate/content/mar2011/id20110318_758366.htm" target="page"&gt;Business Week da Christine Crandell&lt;/a&gt;, che cerca di individuare quali sono i fattori che distinguono le aziende in grado di innovare dalle altre.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo questa ricerca i fattori che contraddistinguono le aziende che hanno buone prestazioni dell'innovazione sono:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Capacità di bilanciare gli investimenti tra i diversi tipi di innovazione:&lt;/b&gt; non sembra infatti corretto limitarsi alla sola innovazione incrementale del portafoglio prodotti, perchè questo significa operare in segmenti di mercato in cui la competizione è inevitabilmente crescente, mentre il mercato si fa via via più saturo, quindi sempre meno interessante.&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Capacità di assegnare le giuste priorità ai progetti:&lt;/b&gt; se tutti i progetti sono considerati molto importanti, l'effetto pratico è che nessuno sarà veramente prioritario e probabilmente il funnel di sviluppo sarà troppo affollato, causando un allungamento generalizzato del time-to-market.  &lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Analizzare il mercato:&lt;/b&gt; uno dei rischi principali dell'innovazione è che i clienti non acquistino il nuovo prodotto. Per evitare questo rischio l'azienda deve analizzare costantemente il mercato ed il prodotto ed eliminare al più presto dal funnel di sviluppo i progetti che non siano graditi dal mercato.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;Le aziende che invece hanno basse prestazioni nell'innovazione sono caratterizzate da:&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;scarsa capacità di ascoltare le voci provenienti dall'esterno,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;scarsa capacità di collaborazione e scambio di informazioni tra i diversi attori,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;incertezza sulle decisioni da prendere, su chi deve prenderle e quando,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;scarsa efficacia ed efficienza del processo di sviluppo dei nuovi prodotti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Credo che questi risultati non stupiscano ormai nessuno: questa ricerca conferma infatti alcuni fattori critici di successo noti ormai da molti anni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vera domanda quindi secondo me è: &lt;i&gt;&lt;b&gt;perchè alcune aziende pur sapendo quali sono i fattori critici di successo per l'innovazione non li applicano, ottenendo quindi prestazioni non soddisfacenti?&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La risposta è che (come nella vita) non è sufficiente "sapere" quali sono le best practices: è necessario farne esperienza diretta. Alcune aziende sono infatti riuscite negli anni a costruire una propria "&lt;b&gt;innovation experience&lt;/b&gt;", che permette loro di essere flessibili e di innovare, mentre altre, per i più disparati motivi, non hanno sviluppato questa capacità ed oggi si trovano in difficoltà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nei prossimi post analizzeremo da che cosa è formata l'innovation experience e come si può farla crescere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-8057923532534994445?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/8057923532534994445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=8057923532534994445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8057923532534994445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8057923532534994445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/04/perche-alcune-aziende-sono-in-grado-di.html' title='Perchè alcune aziende sono in grado di innovare ed altre no?'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-468512519608408285</id><published>2011-03-19T19:26:00.013+01:00</published><updated>2011-03-20T09:49:35.933+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visual'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='misura prestazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation framework'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><title type='text'>Il governo dell'innovazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per ottenere prestazioni elevate dal processo di innovazione, è necessario governarlo in modo efficace. Governare il processo di innovazione significa allocare le risorse disponibili, coordinare le diverse attività e gestire i rischi in modo da assicurare la realizzazione della strategia aziendale e massimizzare il ritorno economico degli investimenti effettuati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il governo del processo di innovazione è uno dei processi di supporto fondamentali contenuti nell'&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/10/innovation-framework-il-puzzle-per.html" target="page"&gt;Innovation Framework&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La figura seguente rappresenta 4 elementi necessari ad un governo efficace del processo di innovazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Eu_Qpx-LYFA/TYUVOip7bAI/AAAAAAAAASE/cJMYw52DSZg/s1600/Innovation_Governance.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 314px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Eu_Qpx-LYFA/TYUVOip7bAI/AAAAAAAAASE/cJMYw52DSZg/s400/Innovation_Governance.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585894252387986434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo elemento necessario a governare il processo di innovazione è la capacità di selezionare le idee ed i progetti vincenti che andranno ad alimentare il processo stesso. E' infatti di importanza fondamentale non sprecare risorse nello sviluppo di prodotti mediocri, che non garantiranno un adeguato ritorno dell'investimento. La gestione del portafoglio progetti ha inoltre l'obiettivo di selezionare un numero adeguato di progetti evitando di "intasare" il funnel di sviluppo. Un funnel di sviluppo sovraccarico causa infatti ritardi nel time-to-market di tutti i progetti e quindi un generale ritardo nel rientro degli investimenti fatti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per selezionare i progetti da sviluppare si possono utilizzare tecniche di project portfolio management, che aiutano a confrontare tra loro i diversi progetti secondo i seguenti parametri: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Importanza strategica&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Importanza economica&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Livello di rischio&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' quindi possibile disegnare delle mappe (project portfolio maps) che permettono di assegnare la priorità ai diversi progetti bilanciando l'intero portafoglio (si veda ad es. il post &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/10-domande-per-valutare-i-product.html" target="page"&gt;10  domande per valutare i product concept&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il secondo elemento necessario ad un governo efficace dell'innovazione, è un processo di sviluppo dei nuovi prodotti efficace e performante. Il processo di sviluppo dei nuovi prodotti è multidisciplinare, intrinsecamente complesso, non lineare e non deterministico, quindi molto difficile da gestire. Un modo efficace per governarlo è quello di identificarne gli eventi chiave (ad es. la validazione dei prototipi, il lancio della preserie, ...) e suddividerlo in fasi che si sviluppano in successione nel tempo.  Per ogni fase vanno quindi definiti i risultati che devono essere raggiunti e le relative responsabilità. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-e2XqyXrwY7g/TYW0p0V2drI/AAAAAAAAASU/dUe5mnXm2ZA/s1600/innovation_process.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 212px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-e2XqyXrwY7g/TYW0p0V2drI/AAAAAAAAASU/dUe5mnXm2ZA/s400/innovation_process.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586069543340897970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La chiave per avere un buon processo di sviluppo sta nel definire qual'è il livello di dettaglio e di affidabilità delle informazioni sul prodotto che deve essere raggiunto al termine di ogni fase. Un esempio di suddivisione in fasi del processo di sviluppo potrebbe essere il seguente:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Definizione del concept: idea del prodotto definita e value proposition chiara,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Definizione del prodotto: requisiti definiti,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Progettazione: prototipo validato,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Industrializzazione: processo produttivo definito,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lancio: processo produttivo validato, materiale per la comunicazione disponibile, forza vendita istruita.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un aiuto molto efficace per gestire il processo di innovazione è quello di disegnarlo in un tabellone rappresentando con post-it i diversi progetti in corso di sviluppo (si veda la figura sottostante). Questo è un accorgimento banale, ma spesso molto utile ed efficace per quanto riguarda la comunicazione e la condivisione delle informazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-FU9hG5bhULA/TYUgRmNRtHI/AAAAAAAAASM/G_6BRNZ4F-w/s1600/Lean_Innovation_Funnel.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 355px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-FU9hG5bhULA/TYUgRmNRtHI/AAAAAAAAASM/G_6BRNZ4F-w/s400/Lean_Innovation_Funnel.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5585906399509066866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il terzo elemento fondamentale per il governo del processo di innovazione è la pianificazione delle diverse attività. Non è necessario sottolineare qui l'importanza del project management. E' forse più interessante ricordare che l'approccio al project management può essere di tipo classico o lean (visuale). Il primo è più orientato all'utilizzo di algoritmi di pianificazione ed è più preciso, ma richiede spesso una quantità di lavoro significativa per essere costantemente aggiornato. L'approccio lean è invece più orientato alla collaborazione ed alla comunicazione all'interno del team ed è meno oneroso da gestire, pur rinunciando ad una parte del dettaglio e della precisione dell'approccio classico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il quarto ed ultimo elemento necessario per il governo dell'innovazione è il monitoraggio delle prestazioni, che può essere realizzato utilizzando alcuni indicatori specifici. Gli indicatori dell'innovazione si possono dividere in 4 grandi categorie:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Tempi,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Costi,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Profitti,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Qualità (del processo e del prodotto)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I possibili indicatori sono molti e dipendono anche dalla disponibilità dei dati per calcolarli. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La figura seguente riporta l'esempio di un semplice grafico che permette di avere una importante visione d'assieme dei profitti derivanti dai diversi prodotti in portafoglio. Si tratta di un grafico nel quale in ascisse vengono rappresentati i fatturati dei diversi prodotti, mentre in ordinate si rappresentano i margini di contribuzione. E' così possibile rendersi conto velocemente delle diverse prestazioni dei prodotti lanciati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-dTG6byfeA0E/TYW6kE2ca5I/AAAAAAAAASc/Tg8y5jWw034/s1600/diagramma_margine_fatturato.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 251px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-dTG6byfeA0E/TYW6kE2ca5I/AAAAAAAAASc/Tg8y5jWw034/s400/diagramma_margine_fatturato.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5586076041763122066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni azienda dovrebbe comunque costruire il proprio cruscotto per l'innovazione, magari con indicatori semplici, ma aggiornati periodicamente per poterne identificare precocemente i trend di evoluzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-468512519608408285?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/468512519608408285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=468512519608408285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/468512519608408285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/468512519608408285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/03/il-governo-dellinnovazione.html' title='Il governo dell&apos;innovazione'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Eu_Qpx-LYFA/TYUVOip7bAI/AAAAAAAAASE/cJMYw52DSZg/s72-c/Innovation_Governance.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-2385987291114348445</id><published>2011-03-14T08:11:00.006+01:00</published><updated>2011-03-14T09:14:12.468+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visual'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><title type='text'>Waste in product development</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un recente &lt;a href="http://www.slideshare.net/koen.klokgieters/global-innovation-survey" target="page"&gt;survey di Capgemini &lt;/a&gt;conferma che i due principali ostacoli all'innovazione sono la mancanza di tempo ("Urgency of pressing day-to.day business demands") e la mancanza di risorse economiche ("Financial constrains").&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io sono convinto che l'importanza percepita di questi ostacoli sia maggiore di quella reale, è però comunque innegabile che le aziende per favorire l'innovazione debbano liberare risorse (tempo e denaro) da dedicarvi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di seguito elenco quindi alcuni di quelli che normalmente sono gli sprechi principali che caratterizzano il processo di innovazione:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Mancanza di requisiti chiari per la progettazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Focalizzazione su prodotti a bassa priorità&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Focalizzazione su aspetti dei prodotti che non creano valore per i clienti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ritardi nel prendere alcune decisioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eccessivo numero di difetti e modifiche tecniche&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: justify;"&gt;Necessità di supporto alla vendita e/o alla produzione per mancanza di comunicazione &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Inefficienze nella produzione e gestione della documentazione (punti di attenzione sono la codifica dei componenti, la strutturazione dei disegni, ...)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tempo impegnato nella ricerca di informazioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Errori dovuti alla mancanza di informazioni nel momento in cui servono&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eccessivo numero di riunioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Bassa qualità del lavoro dovuta alle continue emergenze&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eccessivo livello di dettaglio rispetto alla fase di sviluppo in cui ci si trova&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eccessivo numero di iterazioni nel processo di sviluppo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Reinventare le stesse cose&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Tempo perso nell'attesa di informazioni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eccessivo numero di progetti contemporaneamente in sviluppo&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La riduzione o l'eliminazione di questi sprechi dovrebbe essere una delle priorità aziendali per favorire l'innovazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se esaminiamo i tipi di spreco, vediamo che i rimedi si possono spesso ricondurre ai principi basilari dello sviluppo prodotto:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Selezione dei progetti giusti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Definizione precisa dei requisiti&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Governo del processo di sviluppo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Processo di sviluppo prodotto di elevata qualità&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Comunicazione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'utilizzo di tecniche di lean design e di strumenti visuali, permette (senza richiedere un grosso investimento iniziale) sia di evidenziare che di ridurre gli sprechi, liberando così risorse da dedicare all'innovazione.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-2385987291114348445?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/2385987291114348445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=2385987291114348445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2385987291114348445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2385987291114348445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/03/waste-in-product-development.html' title='Waste in product development'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3075851586743002358</id><published>2011-03-05T11:29:00.026+01:00</published><updated>2011-03-07T11:50:45.846+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><title type='text'>Paradigm Shift - Un metodo per favorire l'innovazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'innovazione dei prodotti e dei servizi si può rappresentare come "lineare" o "trasversale". L'innovazione lineare consiste nel miglioramento incrementale delle caratteristiche del prodotto o del servizio (ad esempio un telefono cellulare con batterie di durata maggiore). L'innovazione trasversale è invece un cambiamento sostanziale del paradigma di utilizzo del prodotto (ad esempio l'evoluzione da telefono cellulare a smartphone).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-s1idk38YM_0/TXSsi5ayI1I/AAAAAAAAAR8/YDXHfR3JSF4/s1600/innovazione_lneare_trasversale.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 219px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581275553747575634" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-s1idk38YM_0/TXSsi5ayI1I/AAAAAAAAAR8/YDXHfR3JSF4/s400/innovazione_lneare_trasversale.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dare un significato alle cose ed agli eventi è un approccio naturale nell'uomo: tutti noi compriamo dei prodotti o dei servizi perchè hanno un significato nella nostra vita o nel nostro lavoro. Con il tempo questi significati si cristallizzano e diventano dei paradigmi che tutti condividono.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ad esempio la cucina è il posto dove si preparano e si consumano i pasti, quindi deve soddisfare bisogni quali la conservazione e la preparazione del cibo e la possibilità di sedersi per mangiare.&lt;br /&gt;La cucina però ha anche altri significati: è il luogo dove la famiglia si incontra, dove ognuno di noi si ristora prima di iniziare la sua giornata... (questi sono significati comuni e già esplorati dai produttori di cucine). E' possibile identificare anche altri significati, meno ovvii, magari non applicabili a tutti coloro che acquistano una cucina, ma comunque importanti per alcuni gruppi di utilizzatori. Ad esempio per le persone anziane o malate la cucina è il posto dove conservare e prendere le medicine e quindi prendersi cura della propria salute. Per i giovani della social network generation, probabilmente la cucina sarà un luogo di socializzazione virtuale, magari attorno ai temi del cibo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nuovi significati generano nuovi paradigmi di utilizzo e quindi nuovi prodotti, diversi dai precedenti. Le aziende dovrebbero pertanto avere un ruolo attivo nella scoperta dei significati attribuiti ai prodotti dagli utilizzatori. Anche perchè i significati cambiano con il tempo (ad esempio oggi per le automobili il rispetto dell'ambiente è probabilmente più importante della velocità massima raggiungibile) ed essere i primi ad identificare e proporre un nuovo paradigma di utilizzo permette di guadagnare un vantaggio competitivo importante rispetto ai concorrenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Di seguito vengono riportati 3 suggerimenti pratici per "scoprire" nuovi significati nei nostri prodotti. &lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Identificare i trend culturali e sociali&lt;/strong&gt; che stanno modificando i significati e chiedersi come integrare questi nuovi significati nei nostri prodotti. Alcuni esempi di questi trend sono la sempre maggiore attenzione al rispetto dell'ambiente, il desiderio di essere sempre connessi, il bisogno di esprimere se stessi, ... &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ispirarsi a prodotti di successo in altri settori&lt;/strong&gt; (ad es. smartphone, facebook, robot, ...) e chiedersi quali significati di quei prodotti potrebbero essere applicati ai nostri prodotti.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Reinterpretare il contesto di utilizzo del nostro prodotto&lt;/strong&gt; utilizzando paradigmi diversi da quelli finora utilizzati. Ad esempio la cucina può diventare il luogo dove esprimere la propria creatività utilizzando il cibo o dove la mamma realizza il proprio amore verso i figli.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p align="justify"&gt;Poichè stiamo ricercando l'innovazione trasversale, per identificare i nuovi significati è utile creare gruppi di lavoro disomogenei che siano in grado di utilizzare punti di vista diversi e non convenzionali.&lt;br /&gt;Una volta identificato un nuovo significato promettente, è possibile ridisegnarvi intorno la user experience in termini sia funzionali,che emozionali utilizzando ad esempio le tecniche presentate &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2011/01/il-valore-delle-emozioni-parte-3.html" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Questi temi sono stati oggetto di molti studi. Per chi volesse approfondire, suggerisco i seguenti libri: &lt;a href="http://www.amazon.com/Meaning-Things-Domestic-Symbols-Self/dp/052128774X" target="page"&gt;The Meaning of Things: Domestic Symbols and the Self &lt;/a&gt;di Mihaly Csikszentmihalyi (1981), &lt;a href="http://www.amazon.com/Emotional-Design-Love-Everyday-Things/dp/0465051359" target="page"&gt;Emotional Design: why we love (or hate) everyday things &lt;/a&gt;di Don Norman (2003), &lt;a href="http://www.amazon.com/Innovators-Solution-Creating-Sustaining-Successful/dp/1578518520" target="page"&gt;The Innovator's Solution: creating and sustaining succesful growth&lt;/a&gt; di Clayton Christensen (2003), &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788845315442/verganti-roberto/design-driven-innovation.html" target="page"&gt;Design Driven Innovation&lt;/a&gt; di Roberto Verganti (2009).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3075851586743002358?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3075851586743002358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3075851586743002358' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3075851586743002358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3075851586743002358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/03/paradigm-shift-un-metodo-per-favorire.html' title='Paradigm Shift - Un metodo per favorire l&apos;innovazione'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-s1idk38YM_0/TXSsi5ayI1I/AAAAAAAAAR8/YDXHfR3JSF4/s72-c/innovazione_lneare_trasversale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5510102333313120971</id><published>2011-02-28T08:47:00.006+01:00</published><updated>2011-02-28T10:14:23.289+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><title type='text'>Open innovation: una mappa preliminare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nel 2003, quando Henry Chesbrough pubblicò il suo famoso libro &lt;a href="http://www.amazon.com/Open-Innovation-Imperative-Profiting-Technology/dp/1578518377" target="page"&gt;Open Innovation: The new imperative for creating and profiting from technology&lt;/a&gt;, mise in luce diversi fattori che stavano "erodendo" il precedente modello di business basato sulla closed innovation.&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;La closed innovation si basa infatti sull' "autosufficienza" delle aziende lungo l'intero processo di innovazione: dalla ricerca, alla generazione di idee innovative fino al loro sviluppo e lancio sul mercato. In questo modello le aziende cercano di assumere i migliori talenti, finanziano le proprie ricerche e sviluppano i prodotti in laboratori isolati e protetti. I principali vantaggi di questo modello sono la riservatezza, la velocità di esecuzione e la semplicità manageriale. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Fino a pochi anni fa il principale lato negativo era il costo complessivo del processo di innovazione. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Con l'aumento della complessità dei prodotti e delle tecnologie e soprattutto con la diffusione del web che ha accelerato lo scambio di conoscenza, il modello "closed" si rivela oggi inadeguato anche in termini di qualità dei risultati. E' chiaro infatti che una parte significativa della conoscenza utile per lo sviluppo dei propri prodotti risiede al di fuori dell'azienda e può oggi essere "facilmente" reperita all'esterno.&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dobbiamo anche ammettere che le persone migliori, spesso non lavorano nella nostra azienda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da queste considerazioni nasce il nuovo modello della open innovation, il quale prevede che le aziende considerino l'opportunità di utilizzare idee, tecnologie e soluzioni "esterne", facendole proprie e portandole sul mercato attraverso i propri prodotti. Analogamente se un'azienda ha delle idee o sviluppa delle soluzioni non utili per i propri prodotti, dovrebbe considerare l'opportunità di venderle a qualcun altro, che possa trarne vantaggi economici.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo modello di innovazione è complessivamente più efficiente, quindi a poco a poco sta prendendo piede. Le opportunità della open innovation non sono state ancora completamente esplorate, vorrei però tracciare una prima mappa di quello che si può fare con l'open innovation.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Parto dall'idea che il processo di innovazione si può definire "open" se un'azienda coinvolge attori esterni nella realizzazione di alcune attività di sviluppo che prima erano normalmente svolte da personale interno. Non considererei quindi "open" attività che sono sempre state rivolte verso l'esterno, quali l'osservazione dei clienti o lo scouting tecnologico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fatta questa premessa, chi sono gli attori esterni che possono essere coinvolti nel processo di sviluppo:&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;crowd &lt;/strong&gt;(folla = comunità globale): tramite il web è possibile oggi coinvolgere un gruppo indefinito e tendenzialmente grande di persone che partecipano volontariamente ad un appello o una sfida proposta dall'azienda (si parla di crowdsourcing). Il coinvolgimento della comunità globale può avvenire utilizzando portali dedicati all'open innovation (ad es. &lt;a href="http://www2.innocentive.com/" target="page"&gt;innocentive&lt;/a&gt;), strumenti di social networking, ma anche siti web aziendali creati ad hoc (ad es. &lt;a href="http://interior-ideacontest.bmwgroup-cocreationlab.com/?referrerId=07&amp;amp;referrerSource=Banner" target="page"&gt;BMW - Idea Contest&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;clienti&lt;/strong&gt;: non è un'idea nuova quella di coinvolgere i clienti o i potenziali clienti nel processo di sviluppo, nel modello open questo coinvolgimento si fa più importante e strutturato.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;partner&lt;/strong&gt;: da tempo le aziende si affidano a partner esterni (altre aziende, università, centri di ricerca, esperti, ...). Anche in questo caso il modello open prevede un coinvolgimento più importante e strutturato. In particolare è possibile ampliare lo spettro delle aziende con cui collaborare: non più soltanto fornitori di tecnologie o soluzioni, ma anche aziende che contribuiscono alla user experience dell'utilizzatore. Ad esempio nel mondo della cucina i produttori di mobili possono collaborare con i produttori di elettrodomestici, con i produttori di sistemi domotici, ma anche con le aziende del settore alimentare e magari con aziende di altri settori contigui.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;La figura seguente riporta una mappa delle principali attività che possono essere eseguite in maniera open durante il processo di innovazione. Poichè l'open innovation non è ancora stata completamente esplorata, questa mappa deve essere considerata come uno strumento in evoluzione e sicuramente perfezionabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qKAK_4QhUYs/TWti1yviUiI/AAAAAAAAAR0/uuX9ZJPkqJc/s1600/open_innovation_map.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 236px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5578661239722234402" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-qKAK_4QhUYs/TWti1yviUiI/AAAAAAAAAR0/uuX9ZJPkqJc/s400/open_innovation_map.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5510102333313120971?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5510102333313120971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5510102333313120971' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5510102333313120971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5510102333313120971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/02/open-innovation-una-mappa-preliminare.html' title='Open innovation: una mappa preliminare'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qKAK_4QhUYs/TWti1yviUiI/AAAAAAAAAR0/uuX9ZJPkqJc/s72-c/open_innovation_map.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4522393227843967916</id><published>2011-02-19T10:36:00.007+01:00</published><updated>2011-02-19T11:56:42.900+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><title type='text'>The dark side of innovation: l'innovazione realizzata dagli utilizzatori</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;I bisogni, i desideri e le idee dei clienti sono spesso la principale, se non l'unica, sorgente di idee innovative in azienda. Molte aziende, in particolare quelle che producono componenti per prodotti di terzi, basano la loro innovazione esclusivamente sulle richieste (esplicite) dei loro clienti, limitando di fatto la loro capacità di innovare ed il loro ruolo nella catena del valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni azienda deve invece essere in grado di esplorare sistematicamente diverse sorgenti di idee innovative: &lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;i bisogni, i desideri e le idee dei clienti, &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;i trend di mercato,&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;le opportunità tecnologiche, &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;le strategie ed i prodotti della concorrenza,&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;le idee generate all'interno dell'azienda. &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;In questo post parleremo delle idee dei clienti e dell'innovazione realizzata direttamente dagli utilizzatori. Un &lt;a href="http://www.nytimes.com/2011/02/10/arts/10innovative.html?_r=1" target="page"&gt;articolo del New York Times &lt;/a&gt;descrive infatti una &lt;a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1683503" target="page"&gt;ricerca di Eric von Hippel &lt;/a&gt;in cui emerge che nel settore dei prodotti domestici i clienti impegnano complessivamente molto tempo e molte risorse nella personalizzazione e nel miglioramento dei prodotti "standard" acquistati. L'autore stima infatti che la spesa complessiva sostenuta direttamente dagli utilizzatori inglesi per migliorare (innovare) i prodotti, sia &lt;strong&gt;pari a 2,3 volte la spesa totale in ricerca e sviluppo di tutte le aziende inglesi &lt;/strong&gt;messe insieme. Questo significa che un'enorme quantità di idee e soluzioni (molto spesso a bassissimo costo) viene sviluppata al di fuori delle aziende e nella grande maggioranza dei casi è "a perdere", nel senso che non torna indietro alle aziende per un miglioramento dei prodotti.&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da un punto di vista pratico, credo che molte aziende, in tutti i settori, potrebbero ottenere grossi vantaggi in termini di idee e soluzioni se riuscissero a "chiudere" il cerchio con l'innovazione realizzata direttamente dai loro clienti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alcuni suggerimenti per migliorare la conoscenza delle idee generate dai propri clienti sono:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;assegnare al customer service la responsabilità di individuare e segnalare questi miglioramenti,&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;visitare, osservare ed intervistare alcuni clienti,&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;creare un sito dove raccogliere ed eventualmente premiare le idee e le personalizzazioni realizzate al di fuori dell'azienda (spesso chi ha impegnato tempo e denaro per personalizzare un prodotto è orgoglioso del risultato ottenuto ed è felice di condividerlo sul web),&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;organizzare eventi (tipo open day o barcamp) dove i clienti possono presentare le proprie personalizzazioni ed idee sui prodotti dell'azienda.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'innovazione realizzata dagli utilizzatori è spesso di tipo incrementale o di estensione dell'uso del prodotto ad ambiti non originariamente previsti, però può fornire alle aziende nuove idee per un'innovazione più radicale. In ogni caso io credo che questo sia un campo in cui con piccoli sforzi le aziende possano ottenere un grande valore (low cost innovation).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4522393227843967916?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4522393227843967916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4522393227843967916' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4522393227843967916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4522393227843967916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/02/dark-side-of-innovation-linnovazione.html' title='The dark side of innovation: l&apos;innovazione realizzata dagli utilizzatori'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6531586553018609452</id><published>2011-02-15T08:05:00.003+01:00</published><updated>2011-02-15T08:11:16.088+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuove tecnologie'/><title type='text'>RoboEarth: internet dei robot</title><content type='html'>Un &lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_febbraio_14/roboearth_tortora_608aec60-3830-11e0-9d0e-ca1b56f3890e.shtml" target="page"&gt;articolo&lt;/a&gt; sul Corriere della Sera parla di &lt;a href="http://www.roboearth.org/" target="page"&gt;RoboEarth&lt;/a&gt;: la rete che permetterà ai robot di condividere informazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6531586553018609452?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6531586553018609452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6531586553018609452' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6531586553018609452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6531586553018609452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/02/interconnessione-internet-dei-robot.html' title='RoboEarth: internet dei robot'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-7333213297885872692</id><published>2011-02-12T15:59:00.011+01:00</published><updated>2011-02-13T10:05:47.724+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='modularità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><title type='text'>Low cost innovation</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'innovazione è il motore della crescita e tutte le aziende stanno cercando di migliorare le proprie prestazioni in questo campo. Molte aziende però in questo periodo non hanno molte risorse da investire. Per questo motivo è importante identificare alcune azioni a basso costo, che permettano di migliorare significativamente le proprie capacità di innovazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-x5L9vtoraPo/TVbE0rBOt1I/AAAAAAAAARk/CgMSmYvKLkk/s1600/Azioni%2Bper%2Binnovazione.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 216px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572857998097692498" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-x5L9vtoraPo/TVbE0rBOt1I/AAAAAAAAARk/CgMSmYvKLkk/s400/Azioni%2Bper%2Binnovazione.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Di seguito sono riportate 12 possibili azioni low cost, che ogni azienda può applicare per essere più innovativa.&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Identificare i trend che stanno cambiando i mercati&lt;/strong&gt;: le forze che modificano il mercato e la società non sono controllabili dalle aziende (per fortuna!). Queste forze si traducono in trend &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;ambientali&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (ad es. il riscaldamento globale), &lt;strong&gt;demografici&lt;/strong&gt; (ad es. l'invecchiamento della popolazione nei paesi sviluppati), &lt;strong&gt;culturali&lt;/strong&gt; (ad es. la mancanza di certezze), &lt;strong&gt;sociali&lt;/strong&gt; (ad es. la maggiore attenzione alla privacy), &lt;strong&gt;economici&lt;/strong&gt; (ad es. lo spostamento della ricchezza verso est) e &lt;strong&gt;tecnologici&lt;/strong&gt; (ad es. prodotti sempre più intelligenti). I trend sono per le aziende come le onde per i surfisti: per andare lontano bisogna essere in grado di identificare e cavalcare l'onda giusta. Ogni azienda dovrebbe quindi costruire una propria mappa dei trend e capire quale impatto avranno (o stanno già avendo) sul proprio portafoglio di prodotti e servizi. La mappa dei trend è infatti spesso il punto di partenza per individuare nuove opportunità di business.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vOEylz-bzQE/TVbIeU45K5I/AAAAAAAAARs/mmkxhGv3m0o/s1600/identificare_opportunit%25C3%25A0.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 275px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572862012246535058" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-vOEylz-bzQE/TVbIeU45K5I/AAAAAAAAARs/mmkxhGv3m0o/s400/identificare_opportunit%25C3%25A0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Una presentazione che raccoglie alcuni trend è disponibile &lt;a href="http://www.open-innovation.it/Download/open%20innovation%20-%20Future%20trends.pdf" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt; e può essere utilizzata come punto di partenza per costruire la mappa.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Analizzare l'evoluzione delle tecnologie&lt;/strong&gt;: diverse tecnologie entrano nei nostri prodotti e nei processi produttivi e altre potrebbero entrarvi in un futuro prossimo (ad es. l'utilizzo di sistemi di comunicazione wireless è già una realtà in alcuni prodotti, ma potrebbe fornire nuove opportunità anche a prodotti che attualmente non li utilizzano). E' dunque importante che ogni azienda abbia una mappa delle tecnologie e delle loro traiettorie di evoluzione, per capire come utilizzare al meglio le opportunità tecnologiche disponibili.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Effettuare interviste per capire i bisogni ed i desideri dei clienti&lt;/strong&gt;: i bisogni ed i desideri dei clienti sono la base di ogni innovazione. Per migliorare le prestazioni dell'innovazione, le aziende devono quindi utilizzare nuovi modi per collaborare con i propri clienti: una tecnica low cost ad alta efficacia è quella di intervistare alcuni clienti o potenziali clienti. I tipi di intervista sono diversi a seconda del tipo di innovazione che si sta perseguendo: ad esempio per le innovazioni incrementali, l'intervista verterà sul modo di utilizzare il prodotto, mentre per innovazioni più radicali, l'intervista verterà sulla personalità e sulla vita del cliente. E' poi importante trovare un modo efficace di riportare in azienda a tutte le persone interessate le informazioni raccolte durante le interviste.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Definire un percorso delle idee&lt;/strong&gt;: molte sono le idee che nascono in ogni azienda. A volte però restano a lungo in uno stato &lt;em&gt;indefinito&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;perchè non esiste un percorso per farle "procedere" verso la fase iniziale del ciclo di vita dei prodotti. La definizione di questo percorso, insieme alla definizione dei criteri da utilizzare per la valutazione delle idee, è spesso di grande aiuto sia per ridurre il time to market, che per focalizzare le risorse sulle idee più promettenti. Anche in questo caso non è necessario costruire un sistema complesso: il primo passo può essere un semplice tabellone in cui attaccare i post it con le nuove idee e la definizione di un team responsabile di valutare periodicamente le idee.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Progettare la user experience&lt;/strong&gt;: prima di iniziare la progettazione è necessario definire bene i requisiti del prodotto da realizzare. Questo permette sia di realizzare prodotti vincenti (da requisiti mediocri, non potranno che nascere prodotti mediocri!), sia di ridurre drasticamente i tempi ed i costi di sviluppo. Come detto precedentemente (&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2011/01/il-valore-delle-emozioni-parte-3.html" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;) un approccio molto efficace per la definizione dei requisiti del prodotto è quello di progettarne la user experience.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Fare esperimenti&lt;/strong&gt;: identificare le &lt;strong&gt;ipotesi&lt;/strong&gt; più incerte contenute nel product concept sia dal punto di vista tecnico (ad es. fattibilità), che da quello commerciale (ad es. gradimento da parte dei clienti) ed effettuare esperimenti a basso costo per ridurre l'incertezza prima di avviare la progettazione vera e propria dei prodotti. Questo approccio permette di ridurre significativamente il rischio presente in ogni progetto innovativo.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ricercare collaborazioni esterne fin dalla fase di definizione del prodotto&lt;/strong&gt;: a volte quello che per una azienda è troppo difficile o costoso, può essere realizzato con l'aiuto di partner specializzati. La collaborazione tra aziende non è mai facile, ma quando è necessaria è meglio impostarla fin dalla fase di definizione dei prodotti, sia per utilizzare al meglio anche le competenze del partner in questa fase cruciale per il successo dei prodotti, sia per avere più tempo per renderla efficace.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Utilizzare la open innovation&lt;/strong&gt;: le modalità di applicazione della open innovation sono ancora in gran parte inesplorate. Vi sono quindi potenzialità ancora da scoprire, ma esistono già alcune cose pratiche che si possono fare. Alcuni esempi sono: richiedere la collaborazione su temi specifici utilizzando i portali di open innovation (ad es. &lt;a href="http://www2.innocentive.com/" target="page"&gt;innocentive&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.quirky.com/" target="page"&gt;quirky&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.challengepost.com/" target="page"&gt;challengepost&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.ideaconnection.com/" target="page"&gt;ideaconnection&lt;/a&gt;, ...), trovare nuove idee consultando i siti di raccolta di idee (&lt;a href="http://ideas.economist.com/ideas" target="page"&gt;the ideas economy&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.crowdsourcing.org/" target="page"&gt;croudsourcing.org&lt;/a&gt;, ...), avviare sessioni di collaborazione in modalità open con aziende non concorrenti (ad es. nell'analisi dei trend, nelle interviste ai clienti o nella definizione della user experience). &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Effettuare sessioni di arricchimento dei product concept&lt;/strong&gt;: tutti i prodotti sono una "&lt;strong&gt;risposta&lt;/strong&gt;" a quello che i clienti domandano. E' quindi importante durante la fase di definizione del prodotto porsi le "&lt;strong&gt;domande&lt;/strong&gt;" giuste. E' possibile allora progettare dei pattern di domande da utilizzare per arricchire i product concept prima di iniziare la fase di progettazione. Alcune domande potrebbero essere del tipo di quelle riportate qui sotto: "&lt;em&gt;Se il prodotto fosse molto più intelligente, che cosa potrebbe fare?&lt;/em&gt;", "&lt;em&gt;Come posso semplificare ulteriormente l'utilizzo del prodotto?&lt;/em&gt;", "&lt;em&gt;Come posso aumentare il piacere derivante dall'utilizzo del prodotto?&lt;/em&gt;". Ogni azienda dovrebbe avere una serie di domande di questo tipo da utilizzare sistematicamente per validare/arricchire i product concept.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Aumentare il riutilizzo di parti, soluzioni e tecnologie&lt;/strong&gt;: creare (se non esiste già) una libreria delle parti e soluzioni utilizzate nei prodotti in modo da facilitarne la ricerca ed il riutilizzo da parte di tutti i progettisti. Questo permette di ridurre i tempi di sviluppo, di aumentare la qualità dei prodotti, di ridurre i costi di acquisto e di semplificare le operazioni di service.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Introdurre l'architettura modulare dei prodotti&lt;/strong&gt;: l'architettura modulare è fondamentale per facilitare l'innovazione, infatti se un prodotto ha un'architettura modulare, ogni modulo può evolvere in modo autonomo, senza impatti sugli altri moduli, riducendo quindi significativamente tempi e costi della realizzazione dei nuovi prodotti. L'architettura modulare permette anche di offrire al mercato prodotti configurabili. L'introduzione dell'architettura modulare è un progetto che può essere eseguito per passi e richiede tempi medio-lunghi per la sua realizzazione, per questo motivo dovrebbe essere iniziato il più presto possibile.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Introdurre piattaforme di prodotto&lt;/strong&gt;: data la velocità di evoluzione richiesta ai prodotti, è spesso molto utile identificare alcune parti dei prodotti, che possono essere più "stabili" nel tempo (ad es. i bruciatori nelle caldaie, i motori nelle automobili) e che possano quindi costituire una piattaforma sulla quale costruire sia prodotti diversi, che evoluzioni successive dei prodotti.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p align="justify"&gt;Io credo che le azioni proposte possano generare un grande miglioramento alle prestazioni dell'innovazione, rendendo l'azienda molto più competitiva.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;L'importante è dunque cominciare facendo il primo passo!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-7333213297885872692?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/7333213297885872692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=7333213297885872692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7333213297885872692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7333213297885872692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/02/low-cost-innovation.html' title='Low cost innovation'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-x5L9vtoraPo/TVbE0rBOt1I/AAAAAAAAARk/CgMSmYvKLkk/s72-c/Azioni%2Bper%2Binnovazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5885734222051726422</id><published>2011-01-29T09:10:00.021+01:00</published><updated>2011-01-31T09:11:20.140+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuove tecnologie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><title type='text'>web 2.0: c'è spazio per la fantasia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Si parla molto di web 2.0 e di come cambierà il modo di fare business delle aziende.&lt;br /&gt;Web 2.0 significa che su web l'utente può non solo leggere i contenuti presenti, ma anche crearne di propri e condividerli mediante strumenti di social networking e tutto questo può essere fatto in qualsiasi momento ed in qualsiasi luogo (ad es. tramite smartphone).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica oggi ogni azienda può aprire a costo praticamente nullo un canale di comunicazione bidirezionale con chiunque nel mondo abbia un accesso a internet (persona, azienda, istituzione o prodotto). Attraverso questo canale possono transitare informazioni (testi, immagini, video, voce ...) e denaro. Questo apre nuove opportunità dal punto di vista del marketing, ma la possibilità di scambiare più informazioni con persone al di fuori dell'azienda permette anche di favorire l'innovazione ed in particolare la open innovation.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è molta attenzione ai diversi strumenti e piattaforme che possono essere utilizzati per creare il canale (ad es. posso caricare video su YouTube, posso creare network su Linkedin o Facebook, posso pubblicare cataloghi interattivi su iPAD, ...), ma io credo che la vera domanda per molte aziende sia: "&lt;strong&gt;OK posso parlare con chiunque, ma... &lt;em&gt;che cosa gli dico?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei fare allora presentare uno schema, che non esaurisce le potenzialità del web 2.0, ma può fornire alcuni spunti pratici per iniziare ad utilizzare alcuni dei nuovi strumenti e piattaforme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TUWqOZwemHI/AAAAAAAAARY/EHhTJD8boNI/s1600/web20_framework.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 259px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568043678722594930" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TUWqOZwemHI/AAAAAAAAARY/EHhTJD8boNI/s400/web20_framework.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Le aziende possono utilizzare il web 2.0 per:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;creare più valore nell'esperienza di utilizzo dei propri prodotti e servizi,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;creare e mantenere relazioni più strette con il proprio mercato,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;trovare soluzioni a problemi mediante l'open innovation.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ecco dunque alcune linee guida che descrivono quello che si può fare con il web 2.0, differenziandolo a seconda del tipo di destinatari:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Interconnettere&lt;/strong&gt;: aumentare lo scambio di informazioni durante la user experience permette di aumentare il valore ricevuto da entrambi gli attori (cliente ed azienda). Gli esempi di interconnessione sono ormai moltissimi, ne cito alcuni: monitorare da remoto lo stato delle macchine utensili per fornire assistenza mirata in tempo reale, fornire in tempo reale informazioni sul traffico ai navigatori satellitari, utilizzare il telefonino come "telecomando domotico" intelligente , ... Penso che ogni azienda debba porsi il problema di come aumentare la quantità di informazioni scambiate durante l'utilizzo dei propri prodotti e servizi.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Coinvolgere&lt;/strong&gt;: la sempre maggiore "necessità" di condividere le proprie esperienze sull'web da parte di persone, aziende ed istituzioni, rende possibile la creazione di comunità che collaborano intorno a qualche elemento di interesse comune. La creazione di una comunità di interesse attorno ad un'azienda è una grande opportunità non solo per fidelizzare i propri clienti utilizzando strumenti di marketing ad hoc, ma anche per ottenere spunti e nuove idee per l'innovazione. Tra i moltissimi esempi riporto: la community degli studenti di Autodesk (&lt;a href="http://students.autodesk.com/?nd=assistance_it" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt; e su &lt;a href="http://www.facebook.com/Autodeskedcommunity?ref=ts" target="page"&gt;facebook&lt;/a&gt;) nella quale l'azienda mette a disposizione licenze gratuite del software per studenti e disoccupati che imparano ad utilizzarlo e tramite i loro commenti e le domande forniscono un feedback molto utile all'azienda. Sono interessanti anche la community degli appassionati di &lt;a href="http://www.thegardaland.it/" target="page"&gt;Gardaland&lt;/a&gt; e la community della &lt;a href="http://www.tatacarsworldwide.com/company/community.asp" target="page"&gt;Tata &lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Gestire la relazione&lt;/strong&gt;: è possibile raggiungere velocemente ed a basso costo ogni singola persona conosciuta inviandogli informazioni precise ed opportunità di rinforzare la propria relazione con l'azienda. Un esempio è la distribuzione di voucher di sconto, ma anche la segnalazione di opportunità di incontro fisico (ad es. fiere o eventi sponsorizzati). A volte basta poco per mantenere un legame: ad esempio nel campeggio austriaco dove lascio la roulotte per l'inverno, mi mandano email che mi informano delle feste nei paesi vicini, delle prime nevicate e delle principali iniziative.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Risolvere problemi&lt;/strong&gt;: avere un canale dove chiunque sia interessato può porre le proprie domande ed ottenere risposte dall'azienda o da altri utenti è un valore importante per chi utilizza un prodotto o un servizio. Dal punto di vista dell'azienda, un canale di questo tipo ha notevoli benefici: permette di ottenere l'attenzione dei potenziali clienti, di conoscerli e di capire quali sono i loro bisogni. Si veda ad esempio il &lt;a href="http://www.rolandforum.com/" target="page"&gt;Forum Artigiano Tecnologico&lt;/a&gt; della Roland.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Raccontare&lt;/strong&gt;: comunicare raccontando una storia desta più interesse ed ha un impatto emotivo molto più profondo su chi ci ascolta. Ogni azienda dovrebbe utilizzare questi nuovi canali per raccontare se stessa, i propri obiettivi, i propri clienti, i propri progetti... Esistono tecniche precise per farlo (si può iniziare ad approfondire l'argomento &lt;a href="http://www.corpstory.com/articles.htm" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;). Un buon esempio di storytelling si può trovare nel sito della &lt;a href="http://www.shell.com/home/content/environment_society/shell_world_stories/" target="page"&gt;Shell&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Distribuire informazioni&lt;/strong&gt;: le aziende hanno normalmente competenze molto profonde su temi di grande interesse per i loro clienti. Sono stato ad esempio colpito dalla grande competenza sui problemi di igiene da parte di una piccola azienda che produce macchine per la pulizia industriale. Distribuire queste conoscenze (ad es. attraverso un blog) permette di costruirsi una credibilità e di attirare l'interesse di un gran numero di potenziali clienti.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Far conoscere il brand ed i prodotti&lt;/strong&gt;: è l'utilizzo più classico del web. Negli ultimi tempi è divenuto necessaria la presenza (oltre che con la pagina aziendale) sui vari social network. Si veda ad esempio la pagina della &lt;a href="http://www.facebook.com/#!/Nutella.Italy" target="page"&gt;Nutella &lt;/a&gt;su Facebook.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Open Innovation&lt;/strong&gt;: il web può anche essere utilizzato per favorire la open innovation. Un metodo ormai diffuso è quello di pubblicare le domande alle quali si sta cercando una risposta. Si vedano ad esempio il sito &lt;a href="http://www2.innocentive.com/" target="page"&gt;Innocentive&lt;/a&gt; nel quale le aziende possono proporre delle "sfide", che in caso di successo verranno ricompensate. Un esempio simile è il portale &lt;a href="https://secure3.verticali.net/pg-connection-portal/ctx/noauth/PortalHome.do" target="page"&gt;Connect + Develop&lt;/a&gt; della Procter &amp;amp; Gamble. &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;Questi sono soltanto alcuni esempi, ognuno di noi ne avrà in mente anche molti altri. L'importante però è utilizzare la propria fantasia, magari secondo lo schema qui presentato, per "inventare" nuovi modi di sfruttare le opportunità messe a disposizione dal web 2.0.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5885734222051726422?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5885734222051726422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5885734222051726422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5885734222051726422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5885734222051726422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/01/web-20-ce-spazio-per-la-fantasia.html' title='web 2.0: c&apos;è spazio per la fantasia'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TUWqOZwemHI/AAAAAAAAARY/EHhTJD8boNI/s72-c/web20_framework.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-1602112468964547876</id><published>2011-01-16T15:46:00.009+01:00</published><updated>2011-01-16T19:19:29.487+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Emotional Target - Un punto di partenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo visto (&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2011/01/il-valore-delle-emozioni-parte-3.html" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;) che ogni user experience dovrebbe soddisfare almeno 4 tipi di bisogni emozionali di base:&lt;br /&gt;- la sicurezza (la user experience non ci mette in pericolo),&lt;br /&gt;- il piacere (è piacevole),&lt;br /&gt;- il dovere (è utile ed è in sintonia con i nostri valori etici e morali),&lt;br /&gt;- la meraviglia (è in grado di destare il nostro interesse emozionale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bisogni emozionali di base vengono soddisfatti attribuendo un significato agli stimoli derivanti dalla user experience. Possiamo ad esempio ipotizzare che il bisogno emozionale di "Piacere", possa essere (in parte) soddisfatto mediante il significato di "Bellezza", che a sua volta può essere il risultato di una user experience caratterizzata da "Armonia" di forme e colori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando di emozioni è impossibile definire confini netti e fare schemi precisi. Per facilitare la definizione delle caratteristiche emozionali della user experience, è però possibile aiutarsi con un modello come quello riportato nella figura qui sotto, che lega (dall'interno verso l'esterno) bisogni emozionali, significati e stimoli della user experience.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TTM2VHBVNGI/AAAAAAAAARQ/twVlSj9mJ6Y/s1600/Emotional%2BTarget.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562849701022479458" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TTM2VHBVNGI/AAAAAAAAARQ/twVlSj9mJ6Y/s400/Emotional%2BTarget.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il modello può essere utilizzato come "checklist" nella fase di definizione dei bisogni emozionali della user experience (si veda &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2011/01/il-valore-delle-emozioni-parte-3.html" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;), invece di partire dal generico foglio bianco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' importante però notare che il modello è stato costruito su base empirica e che non esistono ricerche scientifiche che lo convalidino, ma soprattutto bisogna considerare che ogni user experience deve avere il proprio target emozionale e quindi nel modello ci potrebbero essere degli stimoli di troppo (ad es. la "Dolcezza", nel caso di progettazione di una macchina utensile) o degli stimoli mancanti (ad es. l'unico stimolo legato al gusto ("Piacere al gusto") è sicuramente insufficiente per i prodotti alimentari).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-1602112468964547876?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/1602112468964547876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=1602112468964547876' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1602112468964547876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1602112468964547876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/01/emotional-target-un-punto-di-partenza.html' title='Emotional Target - Un punto di partenza'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TTM2VHBVNGI/AAAAAAAAARQ/twVlSj9mJ6Y/s72-c/Emotional%2BTarget.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6091521698128213685</id><published>2011-01-09T16:01:00.020+01:00</published><updated>2011-01-09T18:15:10.241+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visual'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation framework'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Il valore delle emozioni - Parte 3 (Progettare la user experience)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Progettare la parte emozionale della user experience richiede un’attenzione specifica ad aspetti spesso trascurati nella normale definizione dei prodotti, normalmente orientata alla identificazione delle funzioni e delle prestazioni da realizzare.&lt;br /&gt;Non è possibile separare in modo netto la definizione funzionale, da quella emozionale e quindi il processo di definizione dei prodotti rappresentato nella figura sottostante le comprende entrambe.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnaKpE9ogI/AAAAAAAAAQ4/oMn1HDjcxK0/s1600/processo_definizione_user_experience.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 134px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560215091325805058" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnaKpE9ogI/AAAAAAAAAQ4/oMn1HDjcxK0/s400/processo_definizione_user_experience.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un modo efficace per progettare la user experience è quello di formare un team che comprenda punti di vista diversi all’interno dell’azienda (ad es. marketing, vendite, progettazione e produzione) e che può estendersi anche a partner esterni (codesigner, clienti, esperti, ...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Il team svilupperà il &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/il-design-brief.html" target="page"&gt;product concept&lt;/a&gt; e definirà la user experience mediante alcune sessioni di lavoro che permettono di realizzare il processo rappresentato nella figura precedente. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Tutte le attività possono essere svolte utilizzando tecniche visuali (tabelloni e post-it) che favoriscono la partecipazione, la discussione, la focalizzazione e permettono di tenere sott’occhio contemporaneamente i diversi elementi.&lt;br /&gt;È importante ricordare che questa fase ha lo scopo di definire i bisogni degli utilizzatori, non le caratteristiche del prodotto o del servizio. Però, poichè nell’esperienza pratica è difficile riuscire a pensare esclusivamente ai bisogni, senza ipotizzare alcune caratteristiche del prodotto, il metodo prevede di annotare le eventuali caratteristiche che emergono duante le sessioni di lavoro, identificandole con un colore diverso e considerandole “provvisorie”, nel senso che dovranno essere analizzate e convalidate nella successiva fase di definizione dei requisiti di prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Definizione del contesto&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il primo passo nella definizione di ogni prodotto è quello di definire il contesto nel quale il prodotto o servizio dovrà essere desiderato ed utilizzato. Come abbiamo visto &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/12/il-valore-delle-emozioni-parte-2.html" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;, per i nostri scopi il contesto può essere suddiviso in 3 macro elementi&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Trend&lt;/strong&gt;: vengono identificati i principali trend di interesse (ad es. la sostenibilità ecologica, la crescente insicurezza, la necessità di condividere, ...).&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Brand&lt;/strong&gt;: vengono identificati i principali valori emozionali e significati del brand (ad es. affidabilità ed esclusività).&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Community&lt;/strong&gt;: vengono delineati i principali bisogni emozionali che contraddistinguono la community di utenti potenzialmente interessati al prodotto (ad es. nel caso in cui il prodotto da realizzare sia una “&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TN24OmRkZvI/AAAAAAAAAN0/IBeG5sBpuaU/s1600/DesignBrief.jpg" target="page"&gt;sveglia intelligente&lt;/a&gt;”, una delle community potenzialmente interessate è quella dei manager. I bisogni emozionali di questa community sono ad esempio l’essere riconosciuti nel lavoro, la serietà, la libertà, ...).&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;Durante la sessione di analisi del contesto è possibile utilizzare un tabellone come quello riportato nella figura qui sotto per visualizzare gli elementi importanti del contesto (ad es. il trend “green”), identificare i principali bisogni che ne conseguono (ad es. minimizzare il consumo di energia) ed esplorare alcune potenziali caratteristiche prodotto che si dovrà realizzare (ad es. utilizzare batterie solari).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnSTRzpqlI/AAAAAAAAAQQ/NV-9UNc_m8g/s1600/User_experience_analisi_del_contesto.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 332px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560206443604978258" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnSTRzpqlI/AAAAAAAAAQQ/NV-9UNc_m8g/s400/User_experience_analisi_del_contesto.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Identificazione dei clienti target&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Il secondo passo è quello di identificare chi saranno i clienti ai quali il prodotto o servizio sarà rivolto. Ci sono molti modi di farlo, uno dei quali è quello di definire alcuni “profili” di persone, rappresentativi di uno o più segmenti di mercato (questo strumento di progettazione è stato reso popolare nel 1998 da Alan Cooper nel libro &lt;a href="http://www.amazon.com/Inmates-Are-Running-Asylum/dp/0672316498" target="page"&gt;The Inmates Are Running the Asylum&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;I profili possono essere ottenuti in modi diversi: dall’utilizzo di ricerche sociologiche ad hoc, alla ricerca di profili “generici” già esistenti, fino alla creazione di profili utilizzando le conoscenze disponibili all’interno dell’azienda. Quest’ultimo metodo è sicuramente il più &lt;em&gt;naive&lt;/em&gt;, ma permette di ottenere buoni risultati ad un costo praticamente nullo. Per rappresentare efficacemente i segmenti di mercato target è importante definire (almeno) 4-5 profili con caratteristiche diverse: dovranno quindi normalmente esserci profili maschili e femminili, di differenti fasce di età, con caratteristiche demografiche, psicografiche e comportamentali diverse.&lt;br /&gt;Un esempio di quali elementi considerare nella definizione di un profilo è riportato nella figura seguente (i profili reali sono normalmente più ricchi di quelli rappresentati qui).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnT5x-spAI/AAAAAAAAAQY/8b5RQRkhcDI/s1600/user_experience_profili_utenti.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 355px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560208204587901954" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnT5x-spAI/AAAAAAAAAQY/8b5RQRkhcDI/s400/user_experience_profili_utenti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Definizione dei task della user experience&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;È possibile a questo punto descrivere la user experience, cioè il processo di “interazione” dell’utilizzatore con il prodotto. Come tutti i processi, anche la user experience può essere rappresentata come una serie di attività o task, come rappresentato nella figura qui sotto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnpeJpeI8I/AAAAAAAAARI/yEURmhR5Q2k/s1600/user_experience_tasks.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 60px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560231919160796098" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnpeJpeI8I/AAAAAAAAARI/yEURmhR5Q2k/s400/user_experience_tasks.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;La user experience inizia quando il potenziale cliente apprende dell’esistenza del prodotto, prosegue fino alla decisione di acquisto e continua nell’utilizzo vero e proprio del prodotto, fino al termine della sua vita utile. Non è necessario definire in questa fase iniziale tutti i task della user experience: spesso è sufficiente limitarsi a quelli che descrivono l’utilizzo del prodotto. Tutti i task dovrebbero però essere definiti e descritti prima del lancio del prodotto sul mercato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Definizione dei bisogni funzionali&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;A questo punto è necessario definire i bisogni funzionali primari del prodotto o del servizio, cioè i motivi di base per cui il prodotto viene acquistato. In generale infatti i prodotti o servizi vengono acquistati perchè ci aiutano nell’esecuzione di alcune nostre attività (ad es. svegliarci al mattino ed arrivare puntuali al lavoro).&lt;br /&gt;I bisogni funzionali di base possono essere definiti ad esempio costruendo l’albero delle funzioni (si veda il post &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2009/02/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio.html" target="page"&gt;Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 1: L'albero delle funzioni&lt;/a&gt;). Per alcuni prodotti l’albero delle funzioni di base sarà molto complesso (ad es. un’automobile), per altri potrebbe essere molto semplice (ad es. un gioiello).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Definizione dei bisogni emozionali&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Una volta definiti i bisogni funzionali primari, il passo successivo è quello di definire i bisogni emozionali che il prodotto deve soddisfare. Ricordando il &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/il-valore-delle-emozioni.html" target="page"&gt;processo di generazione delle emozioni &lt;/a&gt;(stimolo, attribuzione di significato, valutazione ed emozione) è possibile considerare i &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQUSQDP3w7I/AAAAAAAAAP0/jVRaFzdqSmI/s1600/fattori%2Bdi%2Bvalutazione%2Bemozionale.jpg" target="page"&gt;fattori di valutazione&lt;/a&gt; degli stimoli sensoriali (sicurezza, piacere, dovere e meraviglia,) come i bisogni emozionali di base, che devono essere soddisfatti mediante adeguati &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQUPxXHWoTI/AAAAAAAAAPs/Spywr3AX5wc/s1600/attribuzione%2Bsignificato%2Bemozionale.jpg" target="page"&gt;significati&lt;/a&gt; attribuiti agli stimoli provenienti dalla user experience.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Il processo di definizione dei bisogni emozionali utilizza un tabellone come quello riportato nella figura qui sotto, nel quale per ogni bisogno emozionale di base (ad es. sicurezza) vengono rappresentati i significati che lo soddisfano (ad es. appartenenza) e quindi i corrispondenti stimoli che si vogliono realizzare tramite la user experience (ad es. esclusività). Se nella discussione emergono delle caratteristiche del prodotto, vengono anch’esse mappate sul tabellone (in colore diverso).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnXgsI7FPI/AAAAAAAAAQo/-iq-uxHCGIQ/s1600/user_experience_bisogni_emozionali.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 252px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560212171569960178" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnXgsI7FPI/AAAAAAAAAQo/-iq-uxHCGIQ/s400/user_experience_bisogni_emozionali.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Nel prossimo post presenterò uno schema che lega bisogni emozionali di base, significati e stimoli della user experience e che può costituire un buon punto di partenza per la progettazione della parte emozionale della user experience.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Progettazione della user experience&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L’ultimo passo consiste nella progettazione vera e propria della user experience, tenendo conto dei bisogni funzionali ed emozionali e delle caratteristiche definite nelle fasi precedenti. Ogni task della user experience viene dunque descritto mediante gli “elementi” che lo costituiscono. Ogni elemento è descritto da una semplice frase ed è classificato secondo 3 diversi livelli di piacevolezza:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Piacevole&lt;/strong&gt;: elemento positivo inaspettato (sono quelli che danno il vero valore alla user experience),&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Atteso&lt;/strong&gt;: elemento considerato necessario dagli utilizzatori (ad es. perchè presente nelle user experience dei concorrenti),&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Spiacevole&lt;/strong&gt;: elemento negativo della user experience, (se si riuscisse ad eliminarlo, il prodotto il prodotto acquisterebbe maggior valore). &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un esempio di progettazione della user experience è riportato nella figura qui sotto.&lt;/p&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 295px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560214674383574146" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnZyX2MFII/AAAAAAAAAQw/yUF3GNUswx4/s400/user_experience_progettazione_tasks.jpg" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;Al termine delle sessioni di lavoro del team, i diversi elementi della user experience avranno diversi gradi di definizione e di certezza: approfondimenti (ad es. di costo e di fattibilità) verranno effettuati nella fase successiva, di definizione dei requisiti del prodotto, che verrà descritta in un post successivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;È però importante verificare al termine della fase di progettazione, che la user experience definita possa soddisfare tutti i bisogni funzionali ed emozionali identificati precedentemente.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6091521698128213685?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6091521698128213685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6091521698128213685' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6091521698128213685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6091521698128213685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2011/01/il-valore-delle-emozioni-parte-3.html' title='Il valore delle emozioni - Parte 3 (Progettare la user experience)'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TSnaKpE9ogI/AAAAAAAAAQ4/oMn1HDjcxK0/s72-c/processo_definizione_user_experience.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-9073366271254902424</id><published>2010-12-12T17:31:00.028+01:00</published><updated>2010-12-13T14:57:06.514+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Il valore delle emozioni - Parte 2</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Nel post &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/il-valore-delle-emozioni.html" target="page"&gt;Il valore delle emozioni - Parte 1&lt;/a&gt; abbiamo descritto il funzionamento delle emozioni e la loro importanza nella nostra valutazione dei prodotti.&lt;br /&gt;Le emozioni sono importanti anche perchè in molti casi il mercato riconosce un valore elevato agli aspetti emozionali dei prodotti e dei servizi. Possiamo infatti notare che i prodotti nella fascia alta di prezzo hanno nella maggior parte dei casi un importante valore emozionale, mentre quelli nella fascia bassa sono normalmente focalizzati quasi esclusivamente sul valore funzionale. Esempi eclatanti di questa affermazione si possono trovare nel mercato delle automobili, dei telefoni cellulari, della moda, degli alimentari. Anche nel B2B valori emozionali quali la fiducia, l’attenzione al cliente e l’onestà permettono spesso di ottenere un premium price significativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un esempio dell'importanza del valore emozionale è riportato nella figura sottostante: per preparare una tazzina di caffè ci vogliono circa 7 grammi di caffè. Il costo della materia prima all’origine è di circa 2,6 centesimi di euro, il costo del caffè macinato è intorno ai 10 centesimi. Il costo di una buona tazzina di caffè in un bar &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;qualsiasi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; è di circa 90 centesimi, ma per sorseggiare un caffè in un posto &lt;em&gt;particolare&lt;/em&gt; (ad es. il caffè Florian di Venezia) siamo disposti a spendere anche 6 euro (più l’eventuale supplemento musica!). In questo esempio quindi per avere lo stesso prodotto (la tazzina di caffè), ma in un posto con alto valore emozionale siamo disposti a pagare un sovrapprezzo che è pari a più di 6 volte il prezzo base!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQULOrmPk4I/AAAAAAAAAPc/7S_Bw9igk2Q/s1600/valore%2Bemozioni.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 347px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549854462653207426" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQULOrmPk4I/AAAAAAAAAPc/7S_Bw9igk2Q/s400/valore%2Bemozioni.jpg" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Vediamo dunque che cosa determina il valore emozionale dei nostri prodotti e servizi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Abbiamo visto nel post precedente che le emozioni nascono dagli stimoli che il nostro cervello riceve, quindi, &lt;em&gt;ovviamente&lt;/em&gt; le emozioni non nascono dal prodotto in sè, ma dalla nostra interazione con il prodotto. Ne consegue che per aumentare il valore emozionale non è sufficiente progettare un prodotto, ma devono essere progettate le interazioni degli utilizzatori con il prodotto, cioè la user-experience. &lt;strong&gt;La progettazione è dunque il processo di definire la user-experience&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo inoltre visto che le emozioni nascono da una attribuzione di significato e da una valutazione, che affondano le proprie radici nella storia dell'umanità e nella storia personale dell'utilizzatore. Questo significa che &lt;strong&gt;la risposta emozionale ad un prodotto non viene determinata esclusivamente durante la realizzazione della user experience&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista pratico, possiamo dire che la risposta emozionale ad un prodotto o servizio nasce dall’interazione di 3 fattori: &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il contesto,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L'utilizzatore,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La user-experience.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQUMZdOKTII/AAAAAAAAAPk/XY99sLJ9LSs/s1600/Elementi%2Bper%2Brisposta%2Bemozionale.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 175px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549855747284290690" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQUMZdOKTII/AAAAAAAAAPk/XY99sLJ9LSs/s400/Elementi%2Bper%2Brisposta%2Bemozionale.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Contesto&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il contesto è l’ “ambiente” in senso lato nel quale viene realizzata la user-experience ed&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; è importante perchè influenza l’attribuzione di significato e la valutazione che l’utilizzatore assegna agli stimoli. Ad esempio negli ultimi anni siamo tutti più “attenti” all’impatto ambientale di ciò che facciamo e quindi prodotti meno belli, ma più ecologici (ad es. i bigliettini di auguri su carta riciclata) sono valutati positivamente. Probabilmente se fossero stati proposti sul mercato 30 anni fa non avrebbero avuto successo, perchè il contesto culturale di riferimento era diverso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per quanto ci interessa possiamo dire che il contesto è formato essenzialmente dai seguenti elementi: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Trend,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Brand,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Community. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;I trend possono essere ambientali, culturali, sociali, economici e tecnologici e sono “&lt;em&gt;la direzione in cui sta andando il mondo&lt;/em&gt;”. Le aziende dovrebbero considerare i trend come i surfisti considerano le onde: se si riesce a cavalcare l’onda giusta si può andare molto lontano con poca fatica. Esempi di trend possono essere trovati &lt;a href="http://www.slideshare.net/ipdm/ipdm-future-trends" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il valore del brand e della community che sta attorno al prodotto meritano invece un approfondimento a parte nei prossimi post.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Utilizzatore&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il secondo fattore che determina la valutazione emozionale è l'utilizzatore, che è influenzato da: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La sua storia,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La sua educazione,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La sua personalità,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;I suoi valori,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;I suoi bisogni,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La sua sensibilità.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ogni persona è diversa dalle altre, però ci sono delle caratteristiche che sembrano universali nel meccanismo di generazione delle emozioni e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;che possono essere considerate nella progettazione della user experience. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;E' possibile ad esempio definire un elenco &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;dei principali significati emozionali, che gli utilizzatori possono attribuire ai diversi stimoli. L’elenco è un sottoinsieme di &lt;a href="http://makingmeaning.org/meanings.html" target="page"&gt;questo&lt;/a&gt;, definito e verificato dal team di &lt;a href="http://www.amazon.co.uk/Making-Meaning-Successful-Businesses-Experiences/dp/0321374096" target="page"&gt;Making Meaning&lt;/a&gt; e vuole essere uno strumento utile nella definizione della user experience, senza la pretesa di essere esaustivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQUPxXHWoTI/AAAAAAAAAPs/Spywr3AX5wc/s1600/attribuzione%2Bsignificato%2Bemozionale.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 336px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549859456496869682" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQUPxXHWoTI/AAAAAAAAAPs/Spywr3AX5wc/s400/attribuzione%2Bsignificato%2Bemozionale.jpg" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Anche il processo di valutazione presenta delle caratteristiche comuni a tutti gli esseri umani. Sembra infatti che sulla base dei significati attribuiti, gli stimoli vengano valutati emotivamente secondo una scala a quattro parametri:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQUSQDP3w7I/AAAAAAAAAP0/jVRaFzdqSmI/s1600/fattori%2Bdi%2Bvalutazione%2Bemozionale.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 101px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5549862182763086770" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQUSQDP3w7I/AAAAAAAAAP0/jVRaFzdqSmI/s400/fattori%2Bdi%2Bvalutazione%2Bemozionale.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; &lt;p align="justify"&gt;Al termine del processo di valutazione nascono le emozioni, che presentano caratteristiche simili tra tutti gli esseri umani. Esistono molti elenchi di emozioni, &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2009/10/elenco-base-di-emozioni.html" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt; c'è un elenco base di emozioni che ho preparato ed utilizzato in passato.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;User Experience&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il terzo elemento che costituisce la risposta emozionale è la user experience, cioè l’insieme di stimoli che si generano durante l’interazione con il prodotto.&lt;br /&gt;La user experience è determinata essenzialmente dal prodotto e da tutti i servizi associati. Per entrambi (prodotto e servizio) è importante considerare le 3 seguenti caratteristiche:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Sensoriali&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Utilità &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Usabilità &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Le caratteristiche sensoriali possono essere visuali, tattili, uditive, olfattive o di gusto e vanno a stimolare specialmente significati come la bellezza, il riconoscimento di sè e la meraviglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Le caratteristiche di utilità determinano quanto il prodotto o il servizio ci è utile nel raggiungimento dei nostri obiettivi. Ad esempio il bigliettino di auguri in carta riciclata ci è utile per inviare gli auguri, ma va anche a stimolare valori quali il dovere e la giustizia.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L’usabilità riguarda invece quanto è facile e piacevole utilizzare il prodotto per raggiungere i propri obiettivi. Per questo motivo vengono sollecitati specialmente i valori quali la chiarezza, la creazione e la bellezza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Nel prossimo post vedremo finalmente un metodo pratico per definire ed aumentare aumentare il valore emozionale delle nostre user experience.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-9073366271254902424?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/9073366271254902424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=9073366271254902424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/9073366271254902424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/9073366271254902424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/12/il-valore-delle-emozioni-parte-2.html' title='Il valore delle emozioni - Parte 2'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TQULOrmPk4I/AAAAAAAAAPc/7S_Bw9igk2Q/s72-c/valore%2Bemozioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6490718362441434006</id><published>2010-12-04T11:19:00.033+01:00</published><updated>2010-12-04T22:16:15.715+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='affrontare la recessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risultati survey'/><title type='text'>La riduzione dei costi non è sufficiente</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Non mi piace dare cattive notizie, però ultimamente mi è capitato di leggere alcuni studi quantitativi fatti da enti come ISTAT, Eurobarometer e CENSIS. Si sente dire tutti i giorni che l'Italia è in declino, ma vedere i dati mi ha fatto molta impressione. Ne riporto alcuni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L'Italia è il paese europeo dove il PIL pro-capite è cresciuto di meno tra il 2000 e il 2008 (source: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.istat.it/dati/catalogo/20100409_00/NoiItalia2010.pdf" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;ISTAT - Noi Italia 2010&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;):&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpWPjXgtgI/AAAAAAAAAOc/9WQZICOUmb8/s1600/pilprocapite2000-2008.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 231px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546840716252067330" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpWPjXgtgI/AAAAAAAAAOc/9WQZICOUmb8/s400/pilprocapite2000-2008.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;In Italia tra il 2000 ed il 2008 la produttività oraria è diminuita (source: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.istat.it/dati/catalogo/20100409_00/NoiItalia2010.pdf" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;ISTAT - Noi Italia 2010&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpppxpJO1I/AAAAAAAAAOk/tyQQhftaXAI/s1600/PILperoralavorata.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 313px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546862057481648978" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpppxpJO1I/AAAAAAAAAOk/tyQQhftaXAI/s400/PILperoralavorata.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Nel 2007 il valore aggiunto per addetto in Italia era superiore soltanto a quello della Grecia (!) e comunque minore rispetto a quello del 2000 (source: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.istat.it/dati/catalogo/20100409_00/NoiItalia2010.pdf" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;ISTAT - Noi Italia 2010&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpqVHUJP_I/AAAAAAAAAO0/EzFshPKPDUM/s1600/valoreaggiunto.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 242px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546862802033524722" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpqVHUJP_I/AAAAAAAAAO0/EzFshPKPDUM/s400/valoreaggiunto.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il 3 dicembre 2010 è uscito il &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.censis.it/33?resource_235=109145&amp;amp;relational_resource_237=109145&amp;amp;relational_resource_518=109145&amp;amp;relational_resource_422=109145&amp;amp;relational_resource_423=109145" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;44° rapporto del Censis sulla situazione sociale del paese&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;, dove leggiamo che dall’inizio della crisi l’Italia ha perso 574.000 occupati (giugno 2008-giugno 2010) e le imprese manifatturiere si sono ridotte di oltre 93.000 unità. Inoltre Tra il 2004 e il 2009, il numero di imprenditori è passato da 400.000 circa a 260.000, cioè 140.000 in meno (-35,1%). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'elenco di dati negativi potrebbe continuare ancora, la sostanza è che l'Italia si sta impoverendo economicamente, ma anche dal punto di vista della creatività, della managerialità e della cultura.&lt;br /&gt;Le cause sono sicuramente molte: dalla burocrazia ed inefficienza dell'apparato pubblico, all'alto costo dello stato, al basso livello di preparazione dei nostri studenti, fino al "calo di desiderio" degli italiani (come descritto dal Censis).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della considerazione banale che ognuno di noi dovrebbe impegnarsi per invertire questa tendenza, io mi sto chiedendo che cosa possono fare concretamente le imprese italiane, che non potendo cambiare a breve il contesto in cui operano, devono quindi cambiare se stesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per evitare il declino economico è necessario far crescere il profitto, che come tutti sappiamo è la risultante di costi, prezzi e volumi di vendita. &lt;span style="color:#000000;"&gt;Poichè la pur doverosa attenzione alla &lt;strong&gt;riduzione dei costi non sarà sufficiente&lt;/strong&gt; alle aziende italiane per vincere la competizione globale nè per sostenere i profitti, &lt;strong&gt;è necessario concentrarsi soprattutto sulla crescita di volumi e prezzi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Alcune leve per aumentare volumi e prezzi sono: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;rivolgersi verso nuovi mercati (ad es. aumentare le esportazioni), &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;modificare le strategie commerciali e/o aumentare il valore del brand, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;innovare il proprio portafoglio di prodotti e servizi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Queste leve non sono indipendenti tra loro perchè ad esempio per affrontare nuovi mercati è spesso necessario modificare anche le strategie commerciali e sviluppare nuovi prodotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'&lt;strong&gt;aumento&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;delle esportazioni&lt;/strong&gt; è già visibile negli indicatori economici: ad esempio le esportazioni nel mese di settembre 2010 sono cresciute complessivamente del 16,4% rispetto al settembre 2009. In particolare le esportazioni nei paesi extra-UE sono cresciute del 15,1%). (source: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/comestue/20101115_00/" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;ISTAT - Andamento Commercio Estero del 15/11/2010&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;):&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPptzHm1n6I/AAAAAAAAAO8/lCp3z9DzoNA/s1600/andamento%2Besportazioni2010.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 328px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546866616042889122" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPptzHm1n6I/AAAAAAAAAO8/lCp3z9DzoNA/s400/andamento%2Besportazioni2010.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;modifica delle strategie commerciali&lt;/strong&gt; sta già avvenendo o è spesso già avvenuta (source: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ftsnet.it/documenti/641/Osservatorio%20Nazionale%20Distretti%20Italiani_primo%20rapporto_Fondazione%20Symbola.pdf" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Osservatorio Nazionale Distretti Italiani - I Rapporto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpwXSeqyWI/AAAAAAAAAPE/lRtvnw7s0As/s1600/Strategieper%2Bcrescita.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 272px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546869436459960674" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpwXSeqyWI/AAAAAAAAAPE/lRtvnw7s0As/s400/Strategieper%2Bcrescita.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La parola innovazione invece fa spesso ancora paura&lt;/strong&gt;: non siamo abituati a cambiare e in azienda tutte le novità ci sembrano pericolose. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;In questo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20081107_00/testointegrale20081107.pdf" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Rapporto ISTAT - L'innovazione nelle imprese italiane&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; si evidenzia che meno del 30% delle imprese italiane ha introdotto innovazioni di prodotto o di processo negli anni dal 2004 al 2006 (tra l'altro la percentuale è in calo rispetto al periodo 2002-2004).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpzgMGLGxI/AAAAAAAAAPM/1KzCNa3fnx0/s1600/impreseinnovatrici.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5546872887900314386" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpzgMGLGxI/AAAAAAAAAPM/1KzCNa3fnx0/s400/impreseinnovatrici.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L'innovazione è invece necessaria per la sopravvivenza delle aziende di tutti i settori e di tutte le dimensioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per quanto riguarda le capacità necessarie all'innovazione, le aziende italiane di tutte le dimensioni hanno dei punti di forza "naturali" rispetto alle multinazionali ed alle aziende dei paesi low-cost: &lt;em&gt;vicinanza ai clienti, velocità, disponibilità di persone creative, attitudine a sperimentare, passione&lt;/em&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo però spesso mancano i &lt;strong&gt;catalizzatori dell'innovazione&lt;/strong&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;una maggior attenzione e conoscenza dei bisogni e dei desideri dei clienti,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;l'utilizzo di processi efficaci nella fase di ideazione dei nuovi prodotti e servizi,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;la cultura dell'innovazione diffusa a tutti i livelli aziendali.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Purtroppo i dati dimostrano che oggi &lt;strong&gt;non basta più fare quello che abbiamo sempre fatto&lt;/strong&gt;: continuando come abbiamo sempre fatto, procederemo sulla strada del declino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per sopravvivere oggi è necessario: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;essere globali (anche per aziende medie e piccole),&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;rafforzare il valore del marchio,&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;innovare sistematicamente il portafoglio di prodotti e servizi. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Come tutti i cambiamenti in azienda, anche questi saranno graduali e richiederanno anni per arrivare a maturazione. Per questo motivo bisogna iniziare subito a fare i primi passi nella direzione giusta. Secondo me non c'è molto tempo da perdere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6490718362441434006?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6490718362441434006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6490718362441434006' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6490718362441434006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6490718362441434006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/12/non-basta-piu.html' title='La riduzione dei costi non è sufficiente'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPpWPjXgtgI/AAAAAAAAAOc/9WQZICOUmb8/s72-c/pilprocapite2000-2008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4364677750507580364</id><published>2010-11-28T17:57:00.011+01:00</published><updated>2010-12-12T19:42:10.483+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Il valore delle emozioni - Parte 1</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Tutte le scelte che facciamo sono frutto di un mix di ragione ed emozione.&lt;br /&gt;Le emozioni sono particolarmente importanti per chi definisce e sviluppa nuovi prodotti sia perchè influenzano la scelta dei clienti se acquistare o meno un prodotto o servizio, sia perchè sono un elemento di differenziazione importante rispetto ai concorrenti. Infatti se le caratteristiche “razionali” dei prodotti (funzioni, forma, peso, prestazioni, ...) possono essere copiate facilmente e velocemente dai concorrenti, le emozioni suscitate sono invece molto difficili da copiare, perchè dipendono anche da fattori quali il marchio, gli altri clienti e l’intera esperienza di acquisto, di utilizzo e di manutenzione del prodotto.&lt;br /&gt;Una conferma di questo è l’i-Phone: molti produttori di telefoni cellulari hanno ormai in catalogo uno smartphone praticamente uguale all’i-Phone, ad un costo sensibilmente inferiore. Però il valore emozionale di possedere un i-Phone “originale” continua a generare vendite elevate ad un prezzo superiore rispetto a quello dei concorrenti.&lt;br /&gt;Dunque &lt;strong&gt;le emozioni generano valore&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Cerchiamo allora di capire che cosa sono le emozioni e come nascono quando ci troviamo di fronte ad un nuovo prodotto.&lt;br /&gt;La parola emozione deriva dalle parole latine &lt;em&gt;ex-movere&lt;/em&gt;: trasportare fuori, scuotere. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Le emozioni nascono infatti come la prima risposta del nostro cervello agli stimoli esterni e si trasformano velocemente in esperienze psico-fisiche complesse che, al contrario dei pensieri, risultano generalmente riconoscibili all'esterno (ad es. con un cambiamento dell'espressione facciale).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Da un punto di vista neuroscientifico quando il nostro cervello riceve degli stimoli esterni, attiva due “circuiti” diversi. Il primo circuito è quello emozionale che fornisce in tempo brevissimo una risposta in gran parte automatica, il secondo è quello dei pensieri, che analizza le informazioni disponibili e decide impiegando un tempo più lungo. Le emozioni sembrano quindi essere il meccanismo evolutivo che permette al nostro cervello di reagire a situazioni esterne attivando immediatamente i comportamenti giusti.&lt;br /&gt;Le emozioni sono dunque il frutto di un processo di valutazione che avviene in modo inconscio, rapido, non controllabile e che ci “attira verso” quello che nel passato è stato utile all’evoluzione della nostra specie, mentre ci “respinge da” quello che in passato si è rivelato negativo o pericoloso.&lt;br /&gt;Subito dopo l’insorgere dell’emozione inizia il cosiddetto periodo “refrattario”, durante il quale il cervello sembra ignorare tutti gli stimoli che non sono coerenti con l’emozione stessa. Ad esempio se veniamo attirati da qualcosa che ci piace, tenderemo ad ignorare le eventuali informazioni negative che potrebbero frenare il nostro desiderio.&lt;br /&gt;La durata e l’intensità del periodo refrattario sono molto variabili: si va da emozioni che possono essere tanto intense da farci perdere il controllo, ma non durano a lungo (ad es. la rabbia) fino ad emozioni meno intense, che però influenzano più a lungo i nostri pensieri (ad es. la gioia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poichè l'insorgere delle emozioni avviene in circa un quarto di secondo, l'attività della parte razionale del nostro cervello inizia quando la valutazione inconscia degli stimoli è già stata completata e si svolge in gran parte durante il periodo refrattario: per questo motivo i nostri pensieri sono influenzati in modo così importante dalle nostre emozioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I pensieri hanno comunque libertà rispetto alle emozioni e può accadere che emozioni e pensieri giungano a "conclusioni diverse" rispetto ad uno stimolo. In generale se emozioni e pensieri sono coerenti, si auto-rafforzano, potenziando l’attrazione o la repulsione verso la causa dello stimolo. Pensieri ed emozioni non coerenti tra loro generano invece dubbio e disagio. Ad esempio sporgersi da una parete di roccia verticale, pur essendo legati, causa un’emozione di paura, contrastata da un ragionamento di sicurezza. Questa distonia non genera un’esperienza completamente positiva.&lt;br /&gt;Gli approfondimenti psicologici e neuroscientifici di questo argomento ci porterebbero molto lontano. Per chi non l’avesse ancora letto, consiglio il libro di Daniel Goleman “L’intelligenza emotiva”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’uso “pratico”di questi studi nello sviluppo dei nuovi prodotti e servizi, è interessante analizzare il processo mentale che si genera al contatto con un nuovo prodotto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPKhpppYegI/AAAAAAAAAOU/2UFn9l_hZJE/s1600/Risposta%2Ba%2Bstimolo%2Besterno.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 138px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5544671828172634626" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPKhpppYegI/AAAAAAAAAOU/2UFn9l_hZJE/s400/Risposta%2Ba%2Bstimolo%2Besterno.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Appena entriamo in contatto un prodotto, i nostri sensi ci comunicano una serie di &lt;strong&gt;stimoli&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;sensoriali&lt;/strong&gt; che possono essere visuali, tattili, uditivi, olfattivi o di gusto e che il nostro cervello immediatamente classifica come piacevoli o spiacevoli. In un tempo brevissimo il nostro cervello richiama esperienze precedenti assegnando un &lt;strong&gt;significato&lt;/strong&gt; agli stimoli sulla base di automatismi, metafore, valori e ricordi.&lt;br /&gt;I due fattori, stimolo sensoriale e significato che gli attribuiamo, concorrono a determinare la &lt;strong&gt;valutazione&lt;/strong&gt;, che a sua volta darà origine all’emozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È interessante notare che, pur essendo il processo di valutazione emozionale inconscio e personale, esso sembra essere determinato da 3 fattori, di cui soltanto il terzo è esclusivamente individuale: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L’evoluzione della nostra specie (ad es. l’emozione di rabbia se qualcuno prende qualcosa che ci appartiene è comune a tutto il genere umano ed anche a molti animali), &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La cultura nella quale siamo cresciuti (ad es. alcuni colori possono piacere o meno perchè “evocano” significati diversi),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La nostra esperienza individuale (ad es. esperienze positive con i prodotti di un certo marchio, genereranno valutazioni positive per altri prodotti dello stesso marchio).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;In un prossimo post vedremo come utilizzare queste conoscenze nel processo di definizione di un nuovo prodotto o servizio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4364677750507580364?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4364677750507580364/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4364677750507580364' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4364677750507580364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4364677750507580364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/il-valore-delle-emozioni.html' title='Il valore delle emozioni - Parte 1'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TPKhpppYegI/AAAAAAAAAOU/2UFn9l_hZJE/s72-c/Risposta%2Ba%2Bstimolo%2Besterno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-443716264829678307</id><published>2010-11-19T18:56:00.012+01:00</published><updated>2010-11-20T10:31:42.421+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visual'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation framework'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='decisioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><title type='text'>10 domande per valutare i Product Concept</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Al termine della fase di "Definizione del concept" (si vedano i post: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/10/innovation-framework-il-puzzle-per.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Innovation framework: il puzzle per l'innovazione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/il-design-brief.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il design brief&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;) è necessario valutare se proseguire o meno nello sviluppo dell'idea.&lt;br /&gt;Nel prendere questa decisione bisogna tenere conto dell'idea in sè (le idee non interessanti devono essere bloccate), ma anche dell'importanza dell'idea rispetto alle altre idee che sono in attesa di divenire prodotti.&lt;br /&gt;Bisogna dunque "ordinare" le idee in modo da assegnare le risorse di sviluppo a partire dalle idee più promettenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per fare questo si utilizzano normalmente tecniche chiamate di &lt;strong&gt;Project Portfolio Management&lt;/strong&gt;, che permettono di tracciare una mappa delle idee e di prendere decisioni sulla loro priorità. Per approfondire la teoria di questa metodologia si veda ad esempio l'articolo di Robert Cooper: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.prod-dev.com/downloads/working_papers/wp_11.pdf" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Portfolio Management for new products - Picking the Winners&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia esperienza ho trovato utile valutare le idee secondo queste 3 dimensioni: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Importanza strategica&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Probabilità di successo (commerciale e tecnica) &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Importanza economica &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Utilizzando queste 3 dimensioni si possono infatti tracciare mappe come quella disegnata nella figura seguente, che aiutano nelle decisioni riguardanti la priorità delle diverse idee.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TOeLQRSYBtI/AAAAAAAAAOM/UerJKkvAysA/s1600/Portfolio%2Bprogetti%2Bbubble.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 287px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541550978137327314" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TOeLQRSYBtI/AAAAAAAAAOM/UerJKkvAysA/s400/Portfolio%2Bprogetti%2Bbubble.jpg" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;In generale le idee che stanno nel quadrante delle &lt;strong&gt;Perle&lt;/strong&gt; dovrebbero essere realizzate poichè hanno alta importanza strategica e probabilità di successo. Per lo stesso tipo di ragionamento le idee che stanno nel quadrante dei &lt;strong&gt;Sassi&lt;/strong&gt; dovrebbero essere fermate. Le idee che stanno nel quadrante delle &lt;strong&gt;Ambizioni&lt;/strong&gt; sono strategicamente importanti, ma ad alto rischio, quindi vanno valutate con maggior attenzione, così come quelle che stanno nel quadrante delle &lt;strong&gt;Opportunità&lt;/strong&gt;, che hanno un'elevata probabilità di successo, ma rischiano di sottrarre risorse a progetti più allineati alla strategia aziendale. Nell'assegnare la priorità alle diverse idee bisogna tenere conto inoltre dell'importanza economica (rappresentata sulla mappa come il diametro della bubble), della quantità di risorse disponibili e del bilanciamento del portafoglio progetti (ad es. troppi progetti del quadrante Ambizioni, fanno aumentare il rischio del portafoglio progetti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per posizionare le idee sulla mappa si possono utilizzare metodi diversi. Un primo metodo prevede che i responsabili della gestione del portafoglio prodotti assegnino un punteggio alle idee rispondendo ad alcune domande per ognuno dei parametri di valutazione. Le risposte alle domande vanno date utilizzando la conoscenza del prodotto che si ha in questa fase.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Potrebbero ad esempio essere utilizzate le domande riportate nel seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IMPORTANZA STRATEGICA &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;È un prodotto destinato ad un segmento di mercato di importanza strategica (per dimensioni, margini, visibilità, ...)?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;È un prodotto innovativo e diverso dai prodotti della concorrenza?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La value proposition del prodotto è chiara, facilmente comunicabile e convincente?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il prodotto avrà impatti positivi sul portafoglio prodotti (ad es. sostituzione di un prodotto in declino, effetto trascinamento, introduzione di una nuova piattaforma, ...)?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il prodotto avrà impatti positivi sul valore del brand?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;PROBABILITA' DI SUCCESSO &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il prodotto risponde a bisogni e desideri dei clienti ben definiti e verificati?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;I nostri canali di vendita e distribuzione saranno in grado di gestire il prodotto in modo efficace?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Sono stati identificati i principali rischi per la fattibilità tecnica del prodotto?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;IMPORTANZA ECONOMICA &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Gli investimenti per lo sviluppo sembrano ragionevoli?&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Volumi e prezzi di vendita stimati sembrano interessanti? &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Sulla base dei punteggi ottenuti le idee vengono rappresentate sulla mappa e vengono quindi prese le decisioni riguardanti la priorità e l'assegnazione o meno di risorse per proseguire lo sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;In alternativa a questo metodo è possibile utilizzare un metodo visuale che prevede di attaccare direttamente i post-it che rappresentano le idee su un cartellone raffigurante i quattro quadranti della mappa. Sui post-it viene scritto il nome dell'idea ed un valore che ne rappresenta l'importanza economica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La scelta di dove posizionare le diverse idee viene fatta in gruppo da coloro che sono responsabili di gestire il portafoglio progetti e l'utilizzo dei post-it permette di modificare la mappa del portafoglio fino a quando il risultato non sia condiviso da tutti. Per evitare valutazioni troppo soggettive, è utile anche in questo caso utilizzare le 10 domande presentate precedentemente come stimoli di riflessione prima di decidere dove posizionare le diverse idee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TObDImSECKI/AAAAAAAAAN8/6qfDZarWJUc/s1600/Portfolio%2Bprogetti%2Bvisual.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 279px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541330944008652962" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TObDImSECKI/AAAAAAAAAN8/6qfDZarWJUc/s400/Portfolio%2Bprogetti%2Bvisual.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Il primo metodo è un po' più oggettivo, poichè richiede la risposta esplicita a tutte le domande ed inoltre permette a tutti i partecipanti di esprimere il proprio parere in modo indipendente dagli altri (il punteggio finale è la media dei punteggi assegnati dai partecipanti). Il secondo metodo è più orientato alla discussione in team (le domande sono una guida alla discussione) permettendo quindi una valutazione più "condivisa". Il rischio di questo secondo metodo è che non si riesca a definire la posizione per alcune idee a causa di opinioni non conciliabili tra i partecipanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Dato l'inevitabile rischio di fallimento intrinseco nel processo di sviluppo dei nuovi prodotti, è comunque fondamentale scegliere "bene" le idee da sviluppare (&lt;em&gt;&lt;strong&gt;picking the winners&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;) prima di investire molte energie e risorse. E' dunque molto importante preparare il Design Brief ed utilizzare un metodo che aiuti la selezione delle idee vincenti prima di procedere nel processo di sviluppo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-443716264829678307?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/443716264829678307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=443716264829678307' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/443716264829678307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/443716264829678307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/10-domande-per-valutare-i-product.html' title='10 domande per valutare i Product Concept'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TOeLQRSYBtI/AAAAAAAAAOM/UerJKkvAysA/s72-c/Portfolio%2Bprogetti%2Bbubble.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6875559982019017578</id><published>2010-11-12T18:14:00.010+01:00</published><updated>2010-11-12T23:03:31.289+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation framework'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Il Design Brief</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La trasformazione di un'idea in un prodotto o servizio è un processo che deve avvenire per gradi: bisognerebbe infatti prima definire &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;chi?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; saranno i miei clienti, &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;che cosa?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; voglio realizzare e &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;perchè?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; e soltanto in seguito focalizzarsi sul &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;come?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; realizzarlo. La risposta a queste domande dovrebbe inoltre essere definita per approssimazioni successive.&lt;br /&gt;Purtroppo accade invece spesso di mescolare nelle fasi iniziali dello sviluppo prodotto considerazioni sul &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;che cosa?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; con considerazioni sul &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;come?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; e di affrontare contemporaneamente problemi che sono a livelli di dettaglio diversi.&lt;br /&gt;Questo comporta almeno tre conseguenze negative:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;"affollamento" delle fasi iniziali dello sviluppo con una serie di informazioni/decisioni che possono far perdere la focalizzazione sulla definizione del prodotto (ottenendo come risultato la definizione di prodotti mediocri), &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;introduzione di vincoli (anche mentali) non necessari, derivanti dall'aver già scelto una soluzione prima di aver definito esattamente che cosa si vuole fare, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;spreco di energie nella definizione di dettagli che hanno un'elevata probabilità di essere modificati nel seguito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per questo motivo il framework di sviluppo prodotto presentato nella figura sottostante (si veda anche il post &lt;/span&gt;&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2010/10/innovation-framework-il-puzzle-per.html"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Innovation Framework: il puzzle per l'innovazione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;) prevede una fase iniziale chiamata &lt;strofg&gt;&lt;strong&gt;Definizione del Concept&lt;/strong&gt; che ha come obiettivo un primo approfondimento dell'idea di prodotto con lo scopo di fornire una prima risposta “macro” alle domande: &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;Chi?, Che cosa?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; e &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;Perchè?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TN2yejtKCeI/AAAAAAAAANk/vnGTlEZ-BFs/s1600/domandechiavefunnel.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 292px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538779354786040290" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TN2yejtKCeI/AAAAAAAAANk/vnGTlEZ-BFs/s400/domandechiavefunnel.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;La fase di Definizione del Concept dovrebbe avere una durata prefissata e limitata nel tempo (in genere da 2 a 4 settimane) e dovrebbe affrontare i seguenti argomenti: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Mercato Target&lt;/strong&gt;: Descrizione dei segmenti di mercato ai quali il prodotto e/o servizio sarà destinato (risponde alla domanda &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;Chi?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;), &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Descrizione del prodotto&lt;/strong&gt;: descrizione sintetica del prodotto e/o del servizio dal punto di vista dell’utilizzatore (risponde alla domanda &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;Che cosa?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;), &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Value Proposition&lt;/strong&gt;: Descrizione dei benefici che il prodotto e/o servizio porta ai suoi utilizzatori (risponde alla domanda &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;Perchè? dal punto di vista dell'utilizzatore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;),&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Differenziatori&lt;/strong&gt;: Descrizione dei principali elementi di differenziazione rispetto ai prodotti e servizi della concorrenza (risponde alla domanda &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;Perchè? dal punto di vista dell'utilizzatore&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;),&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Obiettivi di business&lt;/strong&gt;: Descrizione dei benefici che l’azienda desidera ottenere dal prodotto e/o servizio (risponde alla domanda &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:100%;"&gt;Perchè? dal punto di vista dell'azienda&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;),&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Data di lancio&lt;/strong&gt;: data di lancio desiderata (opzionale),&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Note/Vincoli&lt;/strong&gt;: Note o vincoli che dovranno essere considerati durante lo sviluppo del prodotto e/o servizio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il risultato di questa fase dovrebbe essere un documento di 1 o 2 pagine chiamato &lt;strong&gt;Design Brief&lt;/strong&gt;, che serve per decidere se proseguire o meno nello sviluppo dell'idea e per indirizzare le fasi di sviluppo successive.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Di seguito un esempio di modello per il design brief.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TN24OmRkZvI/AAAAAAAAAN0/IBeG5sBpuaU/s1600/DesignBrief.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 302px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5538785677667493618" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TN24OmRkZvI/AAAAAAAAAN0/IBeG5sBpuaU/s400/DesignBrief.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Eseguire bene questa fase iniziale permette di migliorare la qualità delle decisioni che verranno prese nel corso del processo di sviluppo del prodotto, di ridurre il numero di modifiche e di aumentare la probabilità di ideare un prodotto vincente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6875559982019017578?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6875559982019017578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6875559982019017578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6875559982019017578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6875559982019017578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/il-design-brief.html' title='Il Design Brief'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TN2yejtKCeI/AAAAAAAAANk/vnGTlEZ-BFs/s72-c/domandechiavefunnel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-8782497520955601645</id><published>2010-11-07T09:26:00.009+01:00</published><updated>2010-11-07T10:29:48.028+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visual'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><title type='text'>Where good ideas come from</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;“&lt;em&gt;La creatività non sta nel trovare nuovi paesaggi, ma nell’avere occhi nuovi&lt;/em&gt;”. (Marcel Proust)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo di generazione di nuove idee non è lineare, nè deterministico, ma si può sicuramente affermare che &lt;strong&gt;le idee non nascono nè dal nulla, nè per caso&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZqybqdDHI/AAAAAAAAANE/QqInEYeOVx4/s1600/Nuova+idea+nasce+dal+nulla.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 202px; DISPLAY: block; HEIGHT: 258px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536730206550428786" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZqybqdDHI/AAAAAAAAANE/QqInEYeOVx4/s400/Nuova+idea+nasce+dal+nulla.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;A livello cerebrale le nuove idee nascono infatti da nuove esperienze, da nuove conoscenze e da nuove connessioni tra idee esistenti. Il lato destro del nostro cervello (la parte non razionale) genera spontaneamente e continuamente nuove idee, anche se la maggior parte di esse non giunge mai all’emisfero destro per essere “cristallizzata” ed espressa in parole.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZrSRj_ajI/AAAAAAAAANM/1jYTf87chhs/s1600/nuova+idea.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 155px; DISPLAY: block; HEIGHT: 207px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536730753594780210" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZrSRj_ajI/AAAAAAAAANM/1jYTf87chhs/s400/nuova+idea.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Poichè nascono dalle nostre conoscenze e dalla nostra storia, accade spesso che le nostre nuove idee siano simili tra loro. Con il tempo infatti nel nostro cervello vengono “tracciati dei percorsi” che noi utilizziamo più spesso e facciamo molta fatica a cercare altri sentieri .&lt;br /&gt;C’è dunque un’importante opportunità di creare nuove idee che viene utilizzata troppo poco: &lt;strong&gt;la&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;ricerca di connessioni tra idee di persone diverse&lt;/strong&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZr2vz8-LI/AAAAAAAAANU/g13c6CPbIKw/s1600/nuova+idea+sociale.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 363px; DISPLAY: block; HEIGHT: 215px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536731380190083250" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZr2vz8-LI/AAAAAAAAANU/g13c6CPbIKw/s400/nuova+idea+sociale.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;L’incontro di persone diverse permette infatti sia di aumentare il numero di idee in campo, sia di esplorare nuovi sentieri, non battuti. È uno tipico caso in cui il tutto può divenire maggiore della somma delle parti.&lt;br /&gt;Steven Johnson ha recentemente pubblicato il libro &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.amazon.com/Where-Good-Ideas-Come-Innovation/dp/1594487715" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Where good ideas come from&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;che descrive come le grandi innovazioni del passato siano nate più spesso dall’incontro di idee appartenenti a persone diverse, che dal genio solitario di qualche “leonardo”. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Si veda anche il video qui sotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eNwMut3-z1Y?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/eNwMut3-z1Y?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="427" height="257"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Una conseguenza di queste considerazioni è che &lt;strong&gt;se vogliamo stimolare la creatività in azienda, è necessario creare degli “ambienti creativi”, che permettano il fluire e ricombinarsi di idee appartenenti a persone diverse.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per ottenere questo risultato è necessario superare le 4 barriere che limitano la creatività dei gruppi di persone: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Impossibilità di incontro&lt;/strong&gt; (barriere fisiche o temporali): il primo passo è dunque quello di creare occasioni di incontro tra persone con culture, competenze e punti di vista diversi. Per quanto riguarda l’ideazione di nuovi prodotti e/o servizi, io sono convinto che per avere successo questa “community” debba uscire dai confini dell’azienda ed includere clienti, partner, esperti, giovani studenti universitari ed in generale persone che possano vedere le cose da una prospettiva diversa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Divisione dei compiti&lt;/strong&gt;: se ogni persona che partecipa all’ideazione ed allo sviluppo di un nuovo prodotto è interessata soltanto ad una parte del “problema” (ad es. la progettazione meccanica o la realizzazione degli stampi), le sue idee saranno limitate e parziali. Per utilizzare al meglio tutti i cervelli disponibili, è dunque necessario che la community lavori sull’intera user experience che dovrà essere realizzata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Chiusura mentale&lt;/strong&gt;: le nuove idee nascono creando nuove connessioni e ricombinando le idee del gruppo. È dunque necessario che i partecipanti condividano le proprie idee e considerino attivamente quelle altrui. L’atmosfera informale, un facilitatore esterno e l’utilizzo di tecniche “visual” possono aiutare a superare questo ostacolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Mancanza di un metodo&lt;/strong&gt;: la rimozione delle prime tre barriere non è ancora sufficiente. Non basta infatti riunire un gruppo di persone “ben disposte” per generare buone idee: è necessario utilizzare un metodo per favorire la creatività del gruppo. Esistono moltissimi metodi che si possono utilizzare a questo scopo, da quelli meno strutturati (ad es. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.brainstorming.co.uk/tutorials/runningabrainstormsession.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;brainstorming&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;) a quelli più strutturati (ad es. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.aitriz.org/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=18&amp;amp;Itemid=32" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;TRIZ&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per l’ideazione di nuovi prodotti e servizi vincenti, io ho trovato molto utile partire dall’analisi della user experience intesa come processo durante il quale il prodotto o servizio viene utilizzato. Una volta descritto il processo, l’attenzione del gruppo si focalizza sulle attività che l’utilizzatore deve fare (task) e sulle emozioni che dovrebbe provare. In una seconda fase è possibile definire i macro-requisiti del prodotto o servizio da realizzare.&lt;br /&gt;Per fare questo si può utilizzare un tabellone visual come quello rappresentato qui sotto, che viene riempito con le idee dei partecipanti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZsQoCLA5I/AAAAAAAAANc/vZ6wHwd5q40/s1600/visual+-+user+experience.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 288px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536731824778838930" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZsQoCLA5I/AAAAAAAAANc/vZ6wHwd5q40/s400/visual+-+user+experience.jpg" /&gt; &lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Sicuramente utilizzare un approccio di questo tipo per ideare e definire i nuovi prodotti è più efficace ed efficiente di molti metodi classici... e non è nemmeno difficile da mettere in pratica!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-8782497520955601645?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/8782497520955601645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=8782497520955601645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8782497520955601645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8782497520955601645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/11/where-good-ideas-come-from.html' title='Where good ideas come from'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TNZqybqdDHI/AAAAAAAAANE/QqInEYeOVx4/s72-c/Nuova+idea+nasce+dal+nulla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-8443204624471498210</id><published>2010-10-30T16:06:00.001+02:00</published><updated>2010-10-30T16:08:27.447+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Prosperità durevole</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;“If you want one year of prosperity, grow seeds, If you want ten years of prosperity grow trees, If you want one hundred years of prosperity, grow people.” (Proverbio cinese)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-8443204624471498210?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/8443204624471498210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=8443204624471498210' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8443204624471498210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8443204624471498210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/10/prosperita-durevole.html' title='Prosperità durevole'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-7414268081901801191</id><published>2010-10-30T15:43:00.008+02:00</published><updated>2010-10-30T16:17:42.440+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lean product development'/><title type='text'>E' ora di pensare al lean product development</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Negli ultimi anni c’è stato un vero boom della filosofia “lean”, che, partendo dalla produzione sta risalendo agli altri settori dell’azienda. Accade infatti sempre più spesso che parlando con imprenditori o con responsabili dello sviluppo dei prodotti ci sia molto interesse verso l’applicazione di metodologie lean al processo di sviluppo dei nuovi prodotti. In altri casi invece, la filosofia lean è vista come eccessivamente semplicistica e fortemente osteggiata. Mi piacerebbe con questo post iniziare una vera discussione sul lean product development e sulla sua applicazione nelle aziende italiane. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un po' di storia del lean&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La frase “lean manufacturing” apparve per la prima volta nel 1990 nel libro di James Womack “&lt;strong&gt;The machine that changed the world&lt;/strong&gt;” e da allora è divenuta termine comune per descrivere la filosofia produttiva nata in Toyota subito dopo la seconda guerra mondiale e sviluppata nei decenni successivi.&lt;br /&gt;Il punto di partenza del lean manufacturing è stata la necessità nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, di fornire “&lt;em&gt;flessibilità&lt;/em&gt;” alla produzione in catena di montaggio. Il modello fordista, diffuso fino ad allora, permetteva infatti un’elevata efficienza produttiva, ma non era in grado di gestire nè un’elevata varietà di prodotti, nè la flessibilità necessaria ad operare nei mercati sviluppati.&lt;br /&gt;Kiichiro Toyoda, Taiichi Ohno ed altri svilupparono allora un modello produttivo diverso, più orientato al flusso dei materiali lungo l’intero processo, che all’ottimizzazione del funzionamento delle singole macchine. A poco a poco attorno a questo nuovo modello di gestione della produzione si sviluppò una vera e propria filosofia, che gradualmente si estese agli altri processi aziendali.&lt;br /&gt;Toyota fu infatti anche la prima azienda che iniziò ad applicare i principi del lean manufacturing alle attività disviluppo dei nuovi prodotti. Nel 2001 il modello di “lean product development” applicato in Toyota venne descritto da Jeffrey Liker nel libro “&lt;strong&gt;The Toyota Way&lt;/strong&gt;”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I principi del lean product development&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Partendo dalla constatazione che lo sviluppo dei nuovi prodotti è un &lt;strong&gt;processo di creazione di conoscenza&lt;/strong&gt;, in Toyota iniziarono ad applicare i principi base della filosofia lean alla produzione della conoscenza:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TMwgEH_JjnI/AAAAAAAAAM8/aDJ91JA-prs/s1600/Lean+Product+Development.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 244px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5533833297366978162" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TMwgEH_JjnI/AAAAAAAAAM8/aDJ91JA-prs/s400/Lean+Product+Development.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Ricerca del valore per il cliente finale&lt;/strong&gt;: tutte le attività devono essere rivolte alla creazione di valore per il cliente. Le attività che non portano valore aggiunto vanno eliminate. Semplificando si può dire che le attività che creano valore sono quelle che ci permettono di:&lt;br /&gt;- conoscere meglio i nostri clienti ed i loro bisogni,&lt;br /&gt;- accrescere la nostra conoscenza sul prodotto e sul processo di sviluppo,&lt;br /&gt;- tradurre la conoscenza in documenti e strumenti che permetteranno la realizzazione del prodotto.&lt;br /&gt;Tutto le altre attività sono “waste” (o “muda” in giapponese). Esempi di attività "muda" sono: re-invenzione di soluzioni già note, ridiscutere decisioni già prese, tempo impiegato nella ricerca di informazioni, eccessive attività di coordinamento, ...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Semplificazione dei processi&lt;/strong&gt;: il principio base è che lasciando i team liberi di auto-organizzarsi verso obiettivi chiari, aumenta l’efficienza perchè le persone si focalizzano sui risultati da ottenere anzichè sul seguire un modello del processo. Rimuovendo la parte burocratica, risulta inoltre aumentata la flessibilità e facilitata la collaborazione tra le persone.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Miglioramento continuo&lt;/strong&gt;: poichè si impara solo facendo, è necessario iniziare ad applicare i nuovi strumenti e metodi di lavoro perfezionandoli man mano che li si utilizzano. Sono infatti previsti dei momenti di revisione di processi e metodologie da parte dei team per ottenere il miglioramento continuo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Cenno agli strumenti di lean product development&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;A partire da questi principi sono stati sviluppati (non solo in Toyota) una serie di strumenti che permettono di applicare la filosofia lean. L’elenco degli strumenti lean è veramente ampio e va da strumenti per la gestione del portafoglio progetti (ad es. capacity-based project prioritization), a strumenti per la definizione dei requisiti (ad es. must/should/could prioritization), a strumenti per la gestione dei progetti (ad es. visual project management), a strumenti per la definizione ed il miglioramento continuo del processo di sviluppo (ad es. i value events). Un elenco (non esaustivo) degli strumenti lean si può trovare &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.design-for-lean.com/NPDtools.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;.&lt;br /&gt;Tutti gli strumenti sono molto semplici da applicare e permettono miglioramenti in tempi rapidi. Richiedono però un certo cambio culturale che non è sempre facile da ottenere, ma che è in fondo il vero valore dell'approccio lean.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Benefici del lean product development&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L’importanza del lean product development è sintetizzata in questa frase di Kosaku Yamada, chief engineer della Toyota Lexus: "&lt;em&gt;The real differential between Toyota and other vehicle manufacturers is not the Toyota Production System. It's the Toyota Product Development System&lt;/em&gt;."&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;I benefici del lean product development sono infatti:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;sviluppo di prodotti vincenti,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;riduzione del time-to-market,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;riduzione dei costi di sviluppo,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;riduzione dei costi di prodotto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;elevata qualità dei prodotti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Alcune considerazioni&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Chi non vorrebbe questi “magici” risultati per la propria azienda?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;La domanda vera è dunque: &lt;strong&gt;può la mia azienda ottenere davvero questi benefici? e come?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Qui secondo me bisogna fare un ragionamento a due livelli. Un primo ragionamento riguarda le aziende italiane “in generale”. Io partirei dalla considerazione che la cultura (media) italiana, è molto diversa sia da quella giapponese, che da quella americana. Ad esempio noi italiani non siamo generalmente molto bravi a seguire processi e regole burocratiche e siamo invece “naturalmente” orientati al raggiungimento degli obiettivi, alla flessibilità ed alla creazione di valore, quindi questa parte della filosofia “lean” è spesso già applicata nelle nostre aziende (anche se in tutte le aziende esistono margini di miglioramento, anche significativi).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La situazione è diversa quando invece consideriamo la necessità di lavorare in team, di scambiare informazioni e di realizzare il miglioramento continuo dei processi, dove noi italiani siamo generalmente un po’ scarsi e dove quindi potremmo trarre i maggiori vantaggi dalla filosofia lean.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;I ragionamenti generali vanno poi applicati da ogni singola azienda alla ricerca della propria strada verso il miglioramento della capacità di innovare e sviluppare prodotti vincenti. Quindi se da un lato sarebbe sbagliato cercare di implementare "il modello Toyota” così com'è, dall’altro credo che sia giunto il momento di chiedersi se l'applicazione di strumenti di lean product development possa portare a benefici tangibili in breve tempo e se il cambiamento culturale causato dalla filosofia lean possa portare miglioramenti alla capacità innovativa nel medio-lungo periodo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La cosa curiosa che mi è capitato di osservare è che a volte, per aziende che partono da una situazione iniziale scarsamente strutturata, l’introduzione di strumenti lean ha portato ad una “complicazione” del processo anzichè ad una sua semplificazione, ma questo è stato comunque percepito positivamente come la possibilità di “mettere ordine” senza introdurre meccanismi burocratici e complessi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Per approfondire&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Di materiale sul lean product development ce n’è moltissimo. Per chi volesse approfondire, io ho trovato particolarmente utili:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;The Machine That Changed the World (Womack, James P., Daniel T. Jones, and Daniel Roos)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;The Toyota Way (Jeffrey Liker)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.slideshare.net/AMEConnect/lean-product-dev-mascitelli-ame-conf-625" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Lean Product Development&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; (Ron Mascitelli)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.whittierconsulting.com/pdf/Visions_June_Lean.pdf" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;What is lean about product development?&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; (Katherine Radeka, Tricia Sutton)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://lean.mit.edu/" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Lean Advancement Initiative (MIT)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.scribd.com/doc/37912276/SR-Strategies-for-Lean-Product-Development-1" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Strategies for Lean Product Development &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;(Myles Walton) (MIT) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Visto che questo è un tema caldo, mi piacerebbe che qualcun altro contribuisse a questa discussione raccontando esperienze o riflessioni sull'introduzione del lean product development. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-7414268081901801191?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/7414268081901801191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=7414268081901801191' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7414268081901801191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7414268081901801191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/10/e-ora-di-pensare-al-lean-product.html' title='E&apos; ora di pensare al lean product development'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TMwgEH_JjnI/AAAAAAAAAM8/aDJ91JA-prs/s72-c/Lean+Product+Development.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5241075241446867219</id><published>2010-10-23T18:47:00.009+02:00</published><updated>2010-10-24T07:37:16.915+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='affrontare la recessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><title type='text'>Innovation Experiments</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La buona notizia è che finora tutte le fasi di recessione dell'economia sono state seguite da fasi di espansione di durata superiore a quella della recessione stessa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Si veda ad esempio la figura sottostante che rappresenta l'andamento dell'economia inglese dal 1980 al 2006 (tratta da: &lt;a href="http://tutor2u.net/economics/revision-notes/as-macro-uk-economic-cycle.html"&gt;http://tutor2u.net/economics/revision-notes/as-macro-uk-economic-cycle.html&lt;/a&gt;). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TMMXfjCXpLI/AAAAAAAAAM0/VbLQcpOpBOQ/s1600/RecessioneEspansione.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 284px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531290598089663666" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TMMXfjCXpLI/AAAAAAAAAM0/VbLQcpOpBOQ/s400/RecessioneEspansione.jpg" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L'esperienza del passato ci dice che i periodi di recessione trasformano i mercati e causano dei vincitori (aziende che prosperano e che saranno leader nella successiva fase di espansione) e dei vinti (aziende che non sopravvivono). Sappiamo anche che i vincitori sono le aziende che durante la recessione sono state in grado di innovare il proprio business, mentre gli sconfitti sono le aziende che restano attaccate a modelli di business ed a prodotti che diventano obsoleti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qui la necessità di fare innovazione nonostante le ulteriori difficoltà causate dalla crisi economica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un possibile approccio pratico e low cost all'innovazione è quello di realizzare degli "&lt;strong&gt;esperimenti di innovazione&lt;/strong&gt;".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Questo approccio può essere realizzato in 4 passi: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Definire una piccola percentuale delle risorse disponibili che andrà assegnata agli esperimenti di innovazione. Le risorse possono essere trovate facendo un esame critico ed obbiettivo dei progetti in corso e fermando o rallentando quelli che porteranno meno valore aggiunto all'azienda o che sono meno importanti da un punto di vista strategico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Raccogliere le numerose idee che sicuramente ogni azienda ha e selezionarne una sulla quale investire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Far partire un "esperimento di innovazione", che, partendo dall'idea selezionata, confermi o smentisca le ipotesi che sottostanno alla realizzazione del prodotto. Ogni progetto innovativo contiene infatti una serie di ipotesi (spesso implicite) che lo rendono incerto e che spesso "frenano" il suo sviluppo. Gli esperimenti sono dunque importanti per chiarire i dubbi principali ed aiutare quindi l'azienda a prendere le decisioni giuste sull'innovazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Valutare accuratamente ed oggettivamente i risultati sia economici, che tecnici dell'esperimento e procedere con la fase realizzativa soltanto se sono convincenti, altrimenti non esitare a fermare l'idea in questa fase e a lanciare un altro esperimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Non c'è nulla di nuovo in questo approccio, nè di particolarmente difficile, è però importante che ogni azienda esegua sistematicamente i passi elencati e lanci gli esperimenti di innovazione per facilitare la trasformazione delle buone idee in nuovi prodotti e servizi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5241075241446867219?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5241075241446867219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5241075241446867219' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5241075241446867219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5241075241446867219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/10/innovation-experiments.html' title='Innovation Experiments'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TMMXfjCXpLI/AAAAAAAAAM0/VbLQcpOpBOQ/s72-c/RecessioneEspansione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3459919416341239776</id><published>2010-10-17T10:40:00.007+02:00</published><updated>2010-10-17T11:19:13.725+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovation framework'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><title type='text'>Innovation Framework: il puzzle per l'innovazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il successo nell'innovazione dei prodotti e servizi richiede la capacità di gestire in modo coordinato diversi componenti e diverse capacità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La figura qui sotto rappresenta uno schema (framework) degli elementi necessari all'innovazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TLq7O-Ow8hI/AAAAAAAAAMs/vppLYu3tCzw/s1600/InnovationFramework.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 289px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528937358448194066" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TLq7O-Ow8hI/AAAAAAAAAMs/vppLYu3tCzw/s400/InnovationFramework.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La parte centrale della figura (in azzurro) rappresenta le fasi del ciclo di vita di un prodotto o servizio, che viene spesso rappresentato come un imbuto ed in inglese viene infatti chiamato "&lt;strong&gt;Innovation Funnel&lt;/strong&gt;" (funnel = imbuto).&lt;br /&gt;Normalmente le fasi dell'innovation funnel sono: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Definizione del concept&lt;/strong&gt;: è la fase nella quale vengono generate le idee dei prodotti e servizi che dovranno essere sviluppati. In questa fase i fattori critici di successo sono la capacità di generare idee vincenti e la conoscenza delle 3 principali forze in gioco: i clienti, i concorrenti e l'azienda (in termini di competenze, brand, ...). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Definizione del prodotto&lt;/strong&gt;: in questa fase vengono definiti i requisiti del prodotto da realizzare, vengono effettuate le prime verifiche di fattibilità e viene stimato il ritorno economico dell'investimento. I fattori critici di successo in questa fase sono legati alla conoscenza dei bisogni e dei desideri dei clienti, ai prodotti ed alle strategie della concorrenza ed alla capacità dell'azienda di definire in modo completo i requisiti del prodotto (inclusi i requisiti economici di costo e prezzo). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Progettazione&lt;/strong&gt;: è la fase in cui viene definita l'architettura del prodotto, vengono progettati i componenti e normalmente vengono realizzati uno o più prototipi che servono a verificare le caratteristiche tecniche del prodotto. I fattori critici di successo in questa fase sono molteplici e riguardano sia la capacità di definire un'architettura di prodotto adeguata (ad es. modulare), sia la capacità di progettare e verificare efficacemente il prodotto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Industrializzazione&lt;/strong&gt;: una volta verificato il raggiungimento degli obiettivi tecnici, è necessario mettere a punto il processo produttivo fino alla realizzazione della preserie. Anche in questa fase i fattori critici di successo sono molti, legati alla velocità ed alla capacità di definire un processo di produzione flessibile ed economico. In particolare è importante giungere a questa fase con un prodotto facilmente industrializzabile e questo si ottiene sia favorendo lo sviluppo di conoscenza "produttiva" nei progettisti, sia coinvolgendo la produzione sin dalle prime fasi di sviluppo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Vendita&lt;/strong&gt;: è la fase nella quale il prodotto viene lanciato sul mercato e commercializzato fino al termine del suo ciclo di vita. In questa fase è importante effettuare il lancio del prodotto in modo efficace, coordinando le diverse funzioni aziendali coinvolte e poi monitorare costantemente le prestazioni del prodotto (volumi, prezzi, margini, scorte, ...) in modo da massimizzare il profitto lungo tutta la durata della fase di commercializzazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per poter essere efficaci nell'innovation funnel, sono inoltre necessarie le competenze rappresentate in giallo nello schema:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Gestione della conoscenza del mercato&lt;/strong&gt;: la conoscenza del mercato e dei concorrenti guida inevitabilmente tutte le scelte aziendali, se questa conoscenza è imprecisa, incompleta o addirittura errata, le decisioni aziendali saranno meno efficaci e con un maggior livello di rischio. Ogni azienda dovrebbe quindi dedicare la massima attenzione allo sviluppo della conoscenza del proprio mercato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Pianificazione strategica di prodotto&lt;/strong&gt;: dalla conoscenza del mercato e dalla mission aziendale dovrebbero derivare le scelte di sviluppo a medio termine dell'azienda (ad es. quali mercati e quali tecnologie dovranno essere sviluppati). Tali scelte guideranno la definizione del piano strategico dei prodotti da realizzare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Governo del processo di innovazione&lt;/strong&gt;: nella parte iniziale del funnel (dove l'imbuto si stringe) è di importanza fondamentale essere in grado di identificare e selezionare le idee giuste da portare avanti fino al lancio sul mercato, in modo da focalizzare le risorse disponibili sullo sviluppo dei prodotti vincenti. Nella seconda parte del funnel è invece necessario essere in grado di gestire tempi e costi di sviluppo in modo da essere in grado di lanciare sul mercato i nuovi prodotti tempestivamente e con costi inferiori a quelli della concorrenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Gestione dei costi&lt;/strong&gt;: in questo periodo di elevata concorrenza e di scarsa crescita del mercato, è necessario essere in grado di minimizzare tutti i costi legati ai prodotti ed al funnel dell'innovazione, per poter lasciare il massimo grado di libertà alla leva del prezzo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Gestione del prezzo&lt;/strong&gt;: il prezzo è la leva più importante per massimizzare il profitto derivante da ogni prodotto. Ci sono diverse strategie che vanno messe in atto nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto per ottenere questo scopo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Gestione della conoscenza di prodotto&lt;/strong&gt;: la conoscenza che ogni azienda ha dei propri prodotti e la capacità di svilupparne di nuovi è sicuramente il più importante patrimonio aziendale. La conoscenza di prodotto deve dunque essere gestita accuratamente allo scopo di accrescerla, proteggerla e favorirne il riutilizzo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Questo schema rappresenta dunque gli elementi principali del "puzzle" che ogni azienda deve gestire per avere successo nell'innovazione dei prodotti e servizi.&lt;br /&gt;Nei prossimi post descriverò con maggior dettaglio i singoli elementi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3459919416341239776?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3459919416341239776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3459919416341239776' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3459919416341239776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3459919416341239776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/10/innovation-framework-il-puzzle-per.html' title='Innovation Framework: il puzzle per l&apos;innovazione'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/TLq7O-Ow8hI/AAAAAAAAAMs/vppLYu3tCzw/s72-c/InnovationFramework.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-576325761712343768</id><published>2010-08-27T18:05:00.001+02:00</published><updated>2010-08-27T18:07:03.077+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Insostituibili</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"&lt;em&gt;Per essere insostituibili bisogna essere diversi&lt;/em&gt;." (Coco Chanel)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-576325761712343768?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/576325761712343768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=576325761712343768' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/576325761712343768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/576325761712343768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/08/insostituibili.html' title='Insostituibili'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4381185973520230709</id><published>2010-07-07T14:08:00.001+02:00</published><updated>2010-07-07T14:09:48.716+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><title type='text'>Motivazioni</title><content type='html'>&lt;object style="BACKGROUND-IMAGE: url(http://i2.ytimg.com/vi/u6XAPnuFjJc/hqdefault.jpg)" width="480" height="295"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/u6XAPnuFjJc&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/u6XAPnuFjJc&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" width="480" height="295" allowscriptaccess="never" allowfullscreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4381185973520230709?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4381185973520230709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4381185973520230709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4381185973520230709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4381185973520230709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/07/motivazioni.html' title='Motivazioni'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5042012429068249552</id><published>2010-06-23T21:59:00.003+02:00</published><updated>2010-06-23T22:11:30.496+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visual'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='decisioni'/><title type='text'>Seeing is believing - L'importanza della visualizzazione per prendere buone decisioni</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Le numerose decisoni che devono essere prese durante lo sviluppo di ogni nuovo prodotto sono caratterizzate da: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;incompletezza delle informazioni disponibili, &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;incertezza (sia sull'affidabilità delle informazioni, che sulle conseguenze delle decisioni), &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;vincoli temporali (time pressure),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;dinamiche sociali (mancanza di allineamento sugli obiettivi, mancanza di condivisione delle informazioni, diverse interpretazioni, competizione, simpatie/antipatie, ...).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Le ricerche sul funzionamento della nostra mente hanno dimostrato che tutte le decisioni hanno una componente non razionale e non riconducibile a nessun tipo di algoritmo deterministico (questo è ovvio altrimenti si potrebbe costruire un programma che prende sempre le migliori decisioni).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;E' stato inoltre verificato che i processi inconsci, oltre ad avere un'importanza fondamentale nel processo decisionale, portano a decisioni migliori rispetto alle decisioni prese esclusivamente secondo processi e criteri consci. Una possibile spiegazione di questo è che la parte conscia della nostra mente è in grado di considerare soltanto un sottoinsieme degli elementi che possono contribuire a definire il contesto ed inoltre valuta le diverse alternative utilizzando soltanto un sottinsieme di criteri e regole, che spesso escludono l'esperienza e l'intuizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da queste premesse possiamo quindi dedurre che per prendere una buona decisione in team è necessario: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;allineare tutti i partecipanti sugli obiettivi ed i risultati della decisione,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;condividere in modo corretto tutte le informazioni disponibili,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;far lavorare anche la parte inconscia,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;limitare le dinamiche "esterne", che potrebbero influenzare la decisione (potere, competizione, antipatia, simpatia, ...).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Queste considerazioni spiegano perchè l'utilizzo di mappe e metodi di visualizzazione risultano di fondamentale importanza per prendere le decisioni migliori&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;I principali vantaggi della visualizzazione sono: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;possibilità di comprendere e gestire velocemente grandi quantità di dati,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;possibilità di tracciare collegamenti tra le diverse informazioni,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;possibilità di allineare le diverse persone sulla rappresentazione della decisione e dei suoi risultati,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;stimolo della parte inconscia .&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per essere efficaci le mappe e gli strumenti di visualizzazione devono essere costruiti (e interiorizzati) dal team durante il processo decisionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un prossimo post parlerò di un metodo visuale per prendere decisioni che sto utilizzando con successo. Qui invece potete trovare la &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.visual-literacy.org/periodic_table/periodic_table.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;tavola periodica dei metodi di visualizzazione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5042012429068249552?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5042012429068249552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5042012429068249552' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5042012429068249552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5042012429068249552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/06/seeing-is-believing-limportanza-della.html' title='Seeing is believing - L&apos;importanza della visualizzazione per prendere buone decisioni'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-335358560347561688</id><published>2010-06-06T15:14:00.003+02:00</published><updated>2010-06-06T16:18:25.015+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><title type='text'>Future Trends</title><content type='html'>open innovation ha messo a disposizione una presentazione che contiene una raccolta di trend che avranno impatto sul business nei prossimi 3-5 anni.&lt;br /&gt;Mi sembra molto interessante da condividere.&lt;br /&gt;&lt;div style="WIDTH: 425px" id="__ss_4421784"&gt;&lt;strong style="MARGIN: 12px 0px 4px; DISPLAY: block"&gt;&lt;a title="IPDM - Future Trends" href="http://www.slideshare.net/ipdm/ipdm-future-trends"&gt;IPDM - Future Trends&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;object id="__sse4421784" width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=futuretrendsv02-100606065737-phpapp01&amp;amp;stripped_title=ipdm-future-trends"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed name="__sse4421784" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=futuretrendsv02-100606065737-phpapp01&amp;stripped_title=ipdm-future-trends" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div style="PADDING-BOTTOM: 12px; PADDING-LEFT: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; PADDING-TOP: 5px"&gt;View more &lt;a href="http://www.slideshare.net/"&gt;presentations&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://www.slideshare.net/ipdm"&gt;ipdm&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-335358560347561688?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/335358560347561688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=335358560347561688' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/335358560347561688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/335358560347561688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/06/future-trends.html' title='Future Trends'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6328738553412597052</id><published>2010-05-23T19:24:00.004+02:00</published><updated>2010-05-23T19:35:34.502+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>L'ultimo 5%</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;"&lt;em&gt;We concentrate on detail, because the last 5% is often the difference between success and failure.&lt;/em&gt;"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La filosofia Cannondale (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.cannondale.com/int/eng/Philosophy" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni prodotto è fatto da migliaia di dettagli che devono essere progettati in modo da realizzare una user experience vincente.&lt;br /&gt;Come nel mondo dello sport la differenza tra vincere e perdere si gioca spesso sui centesimi di secondo, così in un mercato in cui vi è ampia disponibilità di prodotti simili, qualche dettaglio trascurato può fare la differenza tra un prodotto ottimo ed uno mediocre.&lt;br /&gt;L'unico modo per realizzare prodotti vincenti è dunque quello di definirne i requisiti in modo dettagliato, coerente e preciso (sharp) prima di iniziare la progettazione. Tutto quello che non è definito o è ambiguo verrà infatti deciso dai progettisti durante la progettazione con obiettivi, sensibilità e criteri diversi, penalizzando sicuramente la user experience complessiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' dunque necessario dedicare la massima cura alla definizione del prodotto prima di iniziarne la progettazione ed è utile seguire un metodo strutturato in questa fase iniziale dello sviluppo.&lt;br /&gt;Esistono molti di questi metodi (ad es. QFD, voice of customer, conjoint analysis, ...) ed ogni azienda utilizzerà quello che sente più vicino al proprio modo di operare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia esperienza vedo che è molto efficace utilizzare i seguenti passi:&lt;br /&gt;- Analisi dell'esperienza di utilizzo del prodotto, per identificare i bisogni ed i desideri dei clienti partendo da come il prodotto verrà utilizzato (si veda il post: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2009/11/un-semplice-strumento-per-definire-la.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un semplice strumento per definire la user experience&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;);&lt;br /&gt;- Costruzione dell'albero delle funzioni e delle emozioni del prodotto, per strutturare ed organizzare quello che il prodotto deve "fare" per gli utilizzatori e le emozioni che deve suscitare (si vedano i post: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2009/02/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente: l'albero delle funzioni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2009/03/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente: l'albero delle emozioni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;);&lt;br /&gt;- Definizione dei requisiti di prodotto, per definire il prodotto in modo completo e preciso prima di iniziare la progettazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S_lmNEBBLxI/AAAAAAAAAMM/jDFcCeJ1iQ8/s1600/Product+Definition.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474519196647894802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 93px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S_lmNEBBLxI/AAAAAAAAAMM/jDFcCeJ1iQ8/s400/Product+Definition.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; Ho già descritto questi passi in alcuni post precedenti, ma li riprenderò in modo più sistematico ed ordinato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6328738553412597052?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6328738553412597052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6328738553412597052' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6328738553412597052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6328738553412597052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/05/lultimo-5.html' title='L&apos;ultimo 5%'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S_lmNEBBLxI/AAAAAAAAAMM/jDFcCeJ1iQ8/s72-c/Product+Definition.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-1006201194197010417</id><published>2010-05-12T11:07:00.001+02:00</published><updated>2010-05-12T11:08:45.589+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Artista!</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;"Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;(San Francesco D'Assisi)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-1006201194197010417?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/1006201194197010417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=1006201194197010417' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1006201194197010417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1006201194197010417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/05/artista.html' title='Artista!'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6181562952745240053</id><published>2010-05-09T10:59:00.005+02:00</published><updated>2010-05-09T11:09:13.582+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='affrontare la recessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><title type='text'>Il futuro è a est?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;Mi è capitato di leggere un interessante articolo di Paul Samuelson su Newsweek: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.newsweek.com/id/237185" target="page"&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;"A new economic order: rich nations must sell to the poor"&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;In breve la sua tesi è che i paesi poveri tendono a trasformarsi in paesi ricchi in due fasi. La prima fase dura fino a quando lo stato riesce a garantire le condizioni di sicurezza ed igienico-sanitarie di base, a stabilire misure per la tutela della proprietà ed a garantire un minimo di stato di diritto. A questo punto può iniziare la crescita economica, trainata dalla "fame" di benessere delle persone, che si trovano finalmente in un contesto in cui un maggior benessere è raggiungibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;Oggi ci sono stati che hanno imboccato decisamente la seconda fase (Cina ed India in primis) ed altri che con qualche tentennamento ci si stanno avviando (Russia, paesi dell'Europa dell'est). In questi paesi l'economia&amp;nbsp;sta crescendo&amp;nbsp;e quindi (aiutati dalla crisi che blocca i paesi ricchi) in prospettiva potrebbero diventare il nuovo motore dell'economia globale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;Un altro articolo di Samuelson uscito a febbraio (!) sul Washington Post (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/02/21/AR2010022102914.html?nav=rss_opinion/columns" target="page"&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;"Greece and the welfare states in ruin"&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;) prende spunto dalla crisi greca per descrivere il fatto che tutti i paesi "ricchi" hanno uno stato sociale molto costoso che ha portato ad un alto debito pubblico o privato e spesso ad un deficit di bilancio. Samuelson considera inoltre due ulteriori trend: l'invecchiamento della popolazione e la paralisi della politica e conclude che questo mix di fattori pone a rischio il benessere a lungo termine dei paesi ricchi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;Mi sembra importante tenere in considerazione tutti questi trend perchè se è vero che nessuno di noi (credo) può&amp;nbsp;trovare una soluzione politica che permetta di preservare il nostro benessere, è altrettanto vero che ognuno di noi deve fare delle scelte strategiche in ambito professionale che non possono ignorare questi fatti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-size: 85%;"&gt;In altri termini mi sembra che sia giunto il momento di considerare seriamente l'eventualità di spostare un po' verso est il baricentro del nostro mercato&amp;nbsp;target. Le grosse multinazionali lo hanno già fatto (ad es. Caterpillar, Boeing, ...). Non è facile, ma potrebbe essere necessario.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6181562952745240053?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6181562952745240053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6181562952745240053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6181562952745240053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6181562952745240053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/05/il-futuro-e-est.html' title='Il futuro è a est?'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-614683902106475932</id><published>2010-05-05T14:43:00.006+02:00</published><updated>2010-05-05T18:26:33.872+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><title type='text'>"OUR" boat is faster than mine: un esempio estremo di open innovation</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Lunedì sera a Pordenone ho avuto l'opportunità di parlare con Giuseppe, ricercatore universitario ed ideatore di &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.openwaterbike.com/" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;The Open Waterbike Project&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;, che ha l'obiettivo di progettare e realizzare "biciclette" acquatiche ad alta efficienza in modo "open".&lt;br /&gt;Intorno a questa idea e partendo da un'architettura di prodotto modulare, Giuseppe ha costruito e fatto crescere una community globale di progettisti, produttori, rivenditori e potenziali clienti. Ogni partecipante ha contribuito in modo assolutamente gratuito con le proprie idee ed i propri studi. I potenziali clienti hanno contribuito alla definizione dei requisiti, i progettisti hanno fornito i disegni di diversi moduli, un'azienda ha realizzato un primo prototipo... e lo sviluppo del prodotto sta proseguendo in modo "spontaneo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' molto interessante secondo me chiedersi se e come questo "esperimento" possa essere replicato in un contesto di business più tradizionale.&lt;br /&gt;E' chiaro che per ogni azienda poter ottenere collaborazione gratuita da parte di esperti in tutto il mondo sarebbe un grande vantaggio, dall'altro lato l'azienda deve rinunciare sia alla "proprietà" del prodotto ed anche al controllo stretto sui tempi di sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Questi esperimenti sono molto importanti perchè anche il software open source sarebbe sembrato impossibile alcuni anni fa.&lt;br /&gt;Che scenari si aprirebbero se per alcuni prodotti ci fossero progetti di questo tipo?&lt;br /&gt;Quale sarebbe il ruolo delle aziende?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni su questo argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-614683902106475932?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/614683902106475932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=614683902106475932' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/614683902106475932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/614683902106475932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/05/our-boat-is-faster-than-mine-un-esempio.html' title='&quot;OUR&quot; boat is faster than mine: un esempio estremo di open innovation'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-2323027110365003469</id><published>2010-04-22T18:41:00.003+02:00</published><updated>2010-05-05T18:28:27.109+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gestione del prezzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Strategie per la definizione del prezzo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La tabella seguente riporta una sintesi delle 7 principali strategie di definizione del prezzo per i propri prodotti e servizi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S9CABtuh77I/AAAAAAAAALU/xAPs2BYWNx8/s1600/Strategie+per+la+definizione+del+prezzo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463007114943393714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 293px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S9CABtuh77I/AAAAAAAAALU/xAPs2BYWNx8/s400/Strategie+per+la+definizione+del+prezzo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-2323027110365003469?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/2323027110365003469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=2323027110365003469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2323027110365003469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2323027110365003469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/04/strategie-per-la-definizione-del-prezzo.html' title='Strategie per la definizione del prezzo'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S9CABtuh77I/AAAAAAAAALU/xAPs2BYWNx8/s72-c/Strategie+per+la+definizione+del+prezzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-1021835303974523820</id><published>2010-03-25T14:46:00.005+01:00</published><updated>2010-05-05T18:28:27.112+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gestione del prezzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Matrice Prezzo/Prestazioni: Posizionamento del prodotto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La definizione del prezzo di vendita di un prodotto e/o di un servizio è una delle leve più sensibili per governare il profitto aziendale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il prezzo di un prodotto deve essere definito nella fase di concezione del prodotto stesso, ma la variazione del prezzo è una leva che può essere utilizzata anche per prodotti già lanciati sul mercato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Il prezzo viene definito (normalmente) dall'azienda e deve essere allineato con il valore che ogni cliente riconosce nell'offerta. Il valore dell'offerta dipende da molti fattori, non tutti governabili dall'azienda:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;segmento di mercato (entità della spesa, frequenza di acquisto, importanza delle emozioni, possibilità di differenziarsi, ...),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;concorrenti (intensità della competizione, disponibilità di prodotti alternativi, confrontabilità dei prodotti, ...),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;valore del marchio,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;valore funzionale ed emozionale del prodotto e/o del servizio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nella definizione del prezzo di un prodotto è importante capire il posizionamento dei prodotti della concorrenza e definire gli obiettivi strategici che si vogliono ottenere mediante il prezzo di vendita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Il posizionamento dei prodotti della concorrenza può essere fatto utilizzando la matrice prezzo/prestazioni (derivata dalla matrice price/quality di Kotler) rappresentata nella figura seguente:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S6t6aoNbY6I/AAAAAAAAALM/ZdNcZR_tIC8/s1600/Matrice+Prezzo+Prestazioni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452586371751044002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 390px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S6t6aoNbY6I/AAAAAAAAALM/ZdNcZR_tIC8/s400/Matrice+Prezzo+Prestazioni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per facilitare il confronto tra i diversi prodotti è necessario definire una scala per le prestazioni. L'approccio più conveniente è quello di utilizzare alcune caratteristiche funzionali comuni a tutti i prodotti e dei servizi (ad es. velocità max, consumo per 100 km, volume del bagaliaio, durata della garanzia, ...). Per non complicare eccessivamente questo strumento, la scala delle prestazioni non tiene normalmente conto nè dei fattori differenzianti (ad es. sistema di parcheggio automatico), nè delle caratteristiche emozionali (bellezza, valore del brand, ...) del prodotto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt; prodotti della concorrenza verranno valutati secondo questi parametri e inseriti sulla mappa per facilitare il posizionamento del proprio prodotto sia in termini di prestazioni, che in termini di prezzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nel prossimo post parlerò degli obiettivi strategici, che devono guidare la definizione del prezzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-1021835303974523820?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/1021835303974523820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=1021835303974523820' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1021835303974523820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1021835303974523820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/03/matrice-prezzoprestazioni.html' title='Matrice Prezzo/Prestazioni: Posizionamento del prodotto'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S6t6aoNbY6I/AAAAAAAAALM/ZdNcZR_tIC8/s72-c/Matrice+Prezzo+Prestazioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3723242483083496673</id><published>2010-03-10T17:46:00.003+01:00</published><updated>2010-05-05T18:20:09.245+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuove tecnologie'/><title type='text'>La pubblicità che ti guarda</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La NEC ha presentato un cartellone pubblicitario che "riconosce" sesso ed età di chi passa davanti e propone pubblicità mirata: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_marzo_10/pubblicita-giappone-burchia_df297144-2c48-11df-b239-00144f02aabe.shtml" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il nuovo manifesto pubblicitario "vede" gli utenti che gli passano davanti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;.&lt;br /&gt;Quali altre applicazioni possono essere pensate per questo cartellone?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3723242483083496673?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3723242483083496673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3723242483083496673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3723242483083496673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3723242483083496673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/03/la-pubblicita-che-ti-guarda.html' title='La pubblicità che ti guarda'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5812406748769132611</id><published>2010-03-04T17:29:00.002+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.296+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Semplicità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ho trovato questo interessante articolo sulla semplicità dei prodotti e dell'intera user experience: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.businessweek.com/smallbiz/content/feb2010/sb20100217_244373.htm" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Lessons in simplicity from the Flip camcorder&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L'unica cosa che aggiungerei è che oltre alla semplicità, ci sono almeno altre due caratteristiche che fanno di questa videocamera un prodotto vincente: la sua bellezza e la sua non-convenzionalità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5812406748769132611?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5812406748769132611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5812406748769132611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5812406748769132611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5812406748769132611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/03/semplicita.html' title='Semplicità'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6118606886244097399</id><published>2010-03-02T09:33:00.003+01:00</published><updated>2010-03-02T10:53:51.003+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Reverse Innovation</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Quando è uscita sul mercato io sono stato affascinato dall'idea della Renault Logan: un'automobile pensata, progettata e realizzata in paesi low cost, ma venduta in tutto il mondo. Prima di Renault ci avevano provato Fiat (con la Palio) e Suzuki (con la Maruti), ma con scarso successo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Oggi in altri settori si verificano casi di questo tipo: condizionatori d'aria, lettori DVD, apparecchi per ecografia, ...&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Questo trend viene chiamato "reverse innovation", intendendo che finora nella maggior parte dei casi la globalizzazione ha portato innovazioni nate nei paesi più sviluppati ad essere adattate e diffuse nei paesi emergenti. In questi casi invece prodotti nati nei paesi in via di sviluppo vengono venduti anche nei paesi sviluppati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Credo che ci siano 4 ragioni principali che spiegano questo trend e che pongono le basi per la sua progressiva estensione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;1) I paesi in via di sviluppo hanno acquisito le competenze tecniche e di business per ideare e realizzare prodotti innovativi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;2) I prodotti low-cost sono sempre più importanti, anche nei paesi sviluppati,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;3) Questi prodotti sono "semplici": si focalizzano sulle funzionalità essenziali e risultano più semplici da utilizzare e più rassicuranti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;4) Essendo il risultato di culture profondamente diverse dalla nostra, spesso comportano innovazioni inaspettate, che li rendono interessanti in un mondo troppo uniforme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Cosa significa questo per il nostro business? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Io credo che questi prodotti troveranno sempre più un loro spazio nella parte "bassa"del mercato, concquistando volumi a danno dei prodotti della fascia media, che perderanno dunque quote di mercato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Risulterà quindi sempre più difficile giustificare l'esistenza di prodotti "di mezzo": i prodotti low cost soddisferanno infatti i bisogni di chi non può o non vuole spendere molto, mentre chi potrà spendere continuerà a rivolgersi verso i prodotti di fascia alta (questo è un trend generale, che potrà essere diverso nei singoli mercati).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Credo dunque che chi pensa ai nuovi prodotti debba cercare di posizionarli o all'interno della fascia low cost o nella fascia alta (si veda la figura seguente). Come sempre la fascia di mezzo è quella più pericolosa.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S4zdqIlTYlI/AAAAAAAAALE/1-LjdNwZbrg/s1600-h/Reverse+Engineering.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443969765512274514" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 152px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S4zdqIlTYlI/AAAAAAAAALE/1-LjdNwZbrg/s400/Reverse+Engineering.jpg" border="0" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un'altra opportunità da esplorare potrebbe essere quella di coinvolgere nello sviluppo dei prodotti società di progettazione dei paesi in via di sviluppo (ad es. India) non tanto per ridurre i costi della progettazione, quanto per avere un team di progettazione più globale, con persone di culture e competenze diverse. Non è facile da realizzare, ma io sono convinto che potrebbe portare molte buone idee ai prodotti che stanno nascendo qui da noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per saperne di più sulla Reverse Innovation ecco alcuni articoli: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vijaygovindarajan.com/2009/10/what_is_reverse_innovation.htm" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;What is reverse innovation&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.vijaygovindarajan.com/2009/09/reverse_innovation_how_ge_is_d.htm" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;How GE is disrupting itself&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6118606886244097399?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6118606886244097399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6118606886244097399' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6118606886244097399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6118606886244097399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/03/reverse-innovation.html' title='Reverse Innovation'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/S4zdqIlTYlI/AAAAAAAAALE/1-LjdNwZbrg/s72-c/Reverse+Engineering.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-7673853844845593256</id><published>2010-01-31T17:42:00.001+01:00</published><updated>2010-01-31T17:43:33.645+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Requirements</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Inconsistent, inadequate or insufficient requirements are the source of most product failures.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-7673853844845593256?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/7673853844845593256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=7673853844845593256' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7673853844845593256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7673853844845593256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/01/requirements.html' title='Requirements'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4850784313427198266</id><published>2010-01-16T19:33:00.002+01:00</published><updated>2010-05-09T09:54:30.049+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nuove tecnologie'/><title type='text'>Energia senza fili</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Stanno nascendo i primi prodotti che permettono di ricaricare le batterie di un cellulare senza bisogno di fili per connettersi alla rete elettrica.&lt;br /&gt;Questa è una nuova tecnologia che, se funziona veramente, potrà avere moltissime applicazioni per "liberare" tutti i nostri dispositivi portatili: pc, telefono, ipod, navigatore satellitare, mouse, protesi elettroniche, orologi, ...&lt;br /&gt;Se si potesse pensare ad un dispositivo che ricarica questi strumenti mentre noi li utilizziamo, sarebbe risolto l'enorme problema della durata limitata delle batterie.&lt;br /&gt;Ecco &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_gennaio_11/ricarica-senza-fili-telefonini_0bedb322-febb-11de-a5d5-00144f02aabe.shtml" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Airnergy&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; presentato al CES 2010 a Las Vegas.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per chi volesse approfondire un punto di partenza può essere il sito del &lt;/span&gt;&lt;a href="http://wirelesspowerconsortium.com/" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Wireless Power Consortium&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4850784313427198266?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4850784313427198266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4850784313427198266' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4850784313427198266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4850784313427198266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/01/energia-senza-fili.html' title='Energia senza fili'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5457199595756971087</id><published>2010-01-13T09:08:00.003+01:00</published><updated>2010-01-13T09:16:59.921+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open innovation'/><title type='text'>Redesign Me</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un esempio pratico di open innovation: su questo sito è possibile proporre delle "sfide" di ideazione di prodotti. Una comunità di designers propone idee e soluzioni. Il tutto a costi contenuti.&lt;br /&gt;Non ho avuto occasione di testare come funziona, ma mi sembra un'opportunità interessante per raccogliere nuove idee.&lt;br /&gt;Il sito è: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.redesignme.com/home/" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;http://www.redesignme.com/home/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5457199595756971087?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5457199595756971087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5457199595756971087' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5457199595756971087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5457199595756971087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/01/redesign-me.html' title='Redesign Me'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5304069511043443224</id><published>2010-01-09T14:34:00.005+01:00</published><updated>2010-05-09T09:54:56.744+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Buoni propositi per il 2010</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;The opportunity for 2010 is not whether or not to innovate, the question is "How can we innovate?"&lt;/em&gt; (Cheryl Perkins, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.postcrescent.com/article/20100101/APC0701/1010486/1003/APC01" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'innovazione dei prodotti e servizi è il motore della crescita, sarà pertanto una necessità fondamentale per tutte le aziende anche nell'anno che sta iniziando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni buoni propositi per il 2010 potrebbero essere:&lt;br /&gt;1) Ascoltare meglio i propri clienti e potenziali clienti per capire che cosa genera valore per loro. I desideri insoddisfatti non mancano!&lt;br /&gt;2) Focalizzarsi sull'intera user-experience dei clienti, sviluppando prodotti utili, semplici da utilizzare e belli. Completando l'offerta con servizi ad alto valore aggiunto.&lt;br /&gt;3) Governare l'innovazione mediante un portafoglio bilanciato di progetti di sviluppo.&lt;br /&gt;4) Diffondere in azienda la cultura dell'innovazione, mediante opportuni stimoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5304069511043443224?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5304069511043443224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5304069511043443224' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5304069511043443224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5304069511043443224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2010/01/buoni-propositi-per-il-2010.html' title='Buoni propositi per il 2010'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5226612578121854447</id><published>2009-12-27T08:48:00.008+01:00</published><updated>2010-05-05T18:28:27.114+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='misura prestazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Ottenere il massimo dal proprio portafoglio progetti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per ottenere il massimo dagli investimenti in innovazione e sviluppo dei nuovi prodotti, è necessario scegliere accuratamente quali prodotti sviluppare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per orientare questa scelta è necessario definire quali criteri utilizzare per confrontare tra loro i diversi progetti in corso di sviluppo e le idee di nuovi prodotti da sviluppare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;In genere i parametri per confrontare tra loro progetti ed idee sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- tempo necessario al lancio sul mercato,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- valore economico del prodotto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- allineamento strategico,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- livello di rischio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Un metodo pratico per confrontare i diversi progetti e le idee è quello di utilizzare un grafico come quello riportato qui sotto, in cui vengono rappresentati:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- in ascisse: la data di lancio prevista per il prodotto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- in ordinate: l'importanza del prodotto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- la dimensione delle bubble rappresenta invece il valore economico stimato del prodotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nel grafico i progetti già in corso di sviluppo sono rappresentati in colore blu, mentre le nuove idee sono rappresentate in rosso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Utilizzando il grafico è dunque possibile valutare gli impatti derivanti dall'introduzione di un nuovo progetto, nel portafoglio dei progetti esistenti. Nell'esempio seguente si vede chiaramente che i nuovi progetti "A" e "B" costituiscono opportunità interessanti, per lo sviluppo delle quali vale la pena di ritardare alcuni progetti già in corso di sviluppo (probabilmente il "3", il "4" ed il "6"). Mentre il nuovo progetto "C" probabilmente non verrà attivato, se non in caso di risorse disponibili inutilizzate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SzckyVOiEjI/AAAAAAAAAKs/nh4dxWAxt8c/s1600-h/Portfolioprogettigrafico.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419841123673838130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 255px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SzckyVOiEjI/AAAAAAAAAKs/nh4dxWAxt8c/s400/Portfolioprogettigrafico.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SzckygpcjeI/AAAAAAAAAK0/Wr9eGmCLnKY/s1600-h/Portfolioprogettidati.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419841126739512802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 245px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SzckygpcjeI/AAAAAAAAAK0/Wr9eGmCLnKY/s400/Portfolioprogettidati.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per valutare l'importanza economica del prodotto si può utilizzare il net present value (NPV) o, in modo semplificato si può sommare il guadagno stimato dei primi 3 anni di vita del prodotto ed a questo sottrarre gli investimenti necessari al suo sviluppo. In questo modo si ottiene un valore approssimato del net present value.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per valutare l'importanza del prodotto, è utile avere un questionario di valutazione come quello riportato di seguito (questo è solo un esempio: ogni azienda deve avere il proprio per valutare correttamente l'importanza dei propri progetti).&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SzckywbBXBI/AAAAAAAAAK8/oHpGIGK4Mf0/s1600-h/Portfolioprogettiquestionario.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419841130973977618" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 260px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SzckywbBXBI/AAAAAAAAAK8/oHpGIGK4Mf0/s400/Portfolioprogettiquestionario.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Il questionario è composto da una serie di domande, ognuna con un proprio peso. Durante la valutazione dell'idea o del progetto, ogni partecipante al team di valutazione, esprime un voto per ogni domanda. Viene quindi calcolata la media dei voti, il risultato viene pesato secondo il peso della domanda ed il punteggio finale viene normalizzato in un range tra 0 e 5.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5226612578121854447?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5226612578121854447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5226612578121854447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5226612578121854447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5226612578121854447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/12/ottenere-il-massimo-dal-proprio_27.html' title='Ottenere il massimo dal proprio portafoglio progetti'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SzckyVOiEjI/AAAAAAAAAKs/nh4dxWAxt8c/s72-c/Portfolioprogettigrafico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-1760769187276041710</id><published>2009-12-02T20:44:00.008+01:00</published><updated>2010-05-05T18:28:27.116+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Ottenere il massimo dal proprio portafoglio prodotti attuale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Le aziende investono molto denaro, tempo ed energie nello sviluppo della propria gamma di prodotti, non sempre però riescono ad ottenere il massimo beneficio dagli investimenti fatti. Le cause sono molteplici e distribuite lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti. Possono infatti partire da una non completa conoscenza dei requisiti del cliente, fino ad arrivare alla gestione non ottimale della fase di declino dei prodotti.&lt;br /&gt;In generale la gestione efficiente del portafoglio prodotti richiede il coordinamento di molte attività, la cui responsabilità è assegnata a funzioni diverse. Per questo motivo è importante dotarsi di un metodo semplice, ma strutturato che permetta di gestire nel modo migliore il proprio portafoglio di prodotti e di progetti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;In questo post descriverò un metodo semplice per preparare un piano di miglioramento delle prestazioni del portafoglio di prodotti attuale. Nel prossimo post descriverò come migliorare le prestazioni del portafoglio progetti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;L'obiettivo è quindi quello di migliorare alcuni o tutti i seguenti indicatori:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;volumi di vendita,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;fatturati,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;margini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Il primo passo è quello di costituire un team interfunzionale (a volte chiamato team di portfolio governance) costituito da rappresentanti di tutte le funzioni direttamente coinvolte nel ciclo di vita dei prodotti (ad es. marketing, progettazione, produzione, acquisti, vendite, assistenza post-vendita). Il team deve avere il potere di prendere decisioni sulle azioni da svolgere per i diversi prodotti, per questo motivo spesso viene coinvolta anche l'alta direzione aziendale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Il metodo consiste nell' effettuare alcuni incontri del team di portfolio governance, allo scopo di esaminare ogni prodotto secondo criteri quantitativi e qualitativi, definendo quindi le strategie di evoluzione di ogni prodotto ed identificando le azioni utili per la realizzazione delle strategie desiderate. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per quanto riguarda l'analisi quantitativa delle prestazioni dei prodotti attuali, possono essere utilizzati i seguenti grafici:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Grafico andamento del fatturato dei prodotti, che riporta il fatturato mensile o trimestrale dei diversi prodotti in un periodo definito (ad es. gli ultimi 3 o 5 anni). Questo grafico permette di monitorare l'andamento delle vendite nel tempo, analizzando le curve di ramp-up dei diversi prodotti ed identificando lo stato del ciclo di vita in cui si trovano effettivamente i prodotti (ad es. ramp-up, maturità o declino).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Grafico fatturato/margine, che riporta il fatturato ed il margine (medio) di ogni prodotto in un periodo definito (ad es. nell'ultimo anno). Questo grafico permette di identificare i prodotti che maggiormente contribuiscono al fatturato ed al profitto aziendale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbYu-wwERI/AAAAAAAAAKU/GQ7Xtbn82ik/s1600-h/Andamentovendite.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410750303965286674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 175px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbYu-wwERI/AAAAAAAAAKU/GQ7Xtbn82ik/s400/Andamentovendite.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbYusglM-I/AAAAAAAAAKM/fMVinEQvNpk/s1600-h/Diagrammamarginefatturato2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410750299065627618" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 195px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbYusglM-I/AAAAAAAAAKM/fMVinEQvNpk/s400/Diagrammamarginefatturato2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per effettuare l'analisi qualitativa delle prestazioni, è possibile utilizzare la seguente matrice che permette di effettuare la SWOT Analysis di ogni prodotto, cioè di valutare i punti di forza (Strenghts), i punti di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) per ogni prodotto. Generalmente è utile suddividere la SWOT analisi secondo le seguenti dimensioni:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;caratteristiche del prodotto: importanza dei bisogni per il cliente, caratteristiche del prodotto, user experience, prezzo, servizi, esistenza di prodotti sostitutivi, ...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;concorrenti: strategie dei concorrenti, caratteristiche dei prodotti, prezzi, servizi, quote di mercato, ...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;mercato: attrattività del mercato target, barriere all'ingresso, intensità competitiva, possibilità di vendere ricambi/altri servizi, trend, quote di mercato, canali di distribuzione, percezione del brand, ...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;importanza strategica: fatturato, margini, potenzialità, importanza per il marchio, cannibalizzazioni, ...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per raccogliere le informazioni si può utilizzare una matrice simile alla seguente:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbZfUVrjFI/AAAAAAAAAKk/Txh24sLluGI/s1600-h/SWOTAnalisiprodotto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410751134391045202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 179px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbZfUVrjFI/AAAAAAAAAKk/Txh24sLluGI/s400/SWOTAnalisiprodotto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Con i risultati dell'analisi qualitativa e quantitativa e della strategia aziendale, si definiscono le strategie di evoluzione per ogni prodotto in portafoglio. Le strategie sono fondamentalmente una combinazione delle seguenti:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Far crescere/difendere i volumi di vendita (aumentando la penetrazione nei mercati esistenti, identificando nuovi mercati target e/o mediante espansione geografica),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Far crescere/difendere il margine (ad es. riducendo il costo o aumentando il prezzo del prodotto),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Gestire il declino (effettuando un restyling del prodotto, sostituendo il prodotto con un altro o semplicemente accompagnandone il declino).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Una volta definite le strategie di evoluzione desiderate per ogni prodotto, è necessario individuare le azioni utili alla loro realizzazione. Trattandosi di prodotti già lanciati sul mercato le leve che si possono utilizzare sono ad es.:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;migliorare l'efficacia delle vendite (ad es. effettuare maggiori sforzi di vendita, lanciare campagne promozionali, migliorare il processo di vendita, identificare meglio i clienti target, modificare i criteri per l'accettazione degli ordini, ...),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;migliorare la comunicazione (ad es. partecipare a fiere, informare meglio i rivenditori, utilizzare il web, lanciare campagne pubblicitarie, ...),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;migliorare il processo di distribuzione (ad es. individuare nuovi distributori, individuare nuovi canali di distribuzione, ridurre i tempi di distribuzione, ...),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;migliorare la qualità del prodotto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;migliorare i servizi associati al prodotto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;ridurre il costo del prodotto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;ridurre i tempi di consegna,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;aumentare il grado di personalizzazione dei prodotti (se possibile),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;modificare la strategia di definizione del prezzo,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;modificare le strategie produttive (ad es. make or buy),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;modificare le strategie di acquisto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;La matrice successiva può essere utilizzata per guidare la preparazione del piano delle azioni da effettuare per ogni prodotto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbZfHUZYOI/AAAAAAAAAKc/Ew3IL_qLiPo/s1600-h/Azionimiglioramentoportfolioprodotti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410751130895999202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 103px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbZfHUZYOI/AAAAAAAAAKc/Ew3IL_qLiPo/s400/Azionimiglioramentoportfolioprodotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Una volta definito il piano d'azioni per ogni prodotto è necessario definire degli obiettivi quantitativi (ad es. aumento del 5% del fatturato del prodotto X nei prossimi 6 mesi) e gestire tutte le attività come un progetto assegnando le responsabilità e verificando i progressi periodicamente. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-1760769187276041710?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/1760769187276041710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=1760769187276041710' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1760769187276041710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1760769187276041710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/12/ottenere-il-massimo-dal-proprio.html' title='Ottenere il massimo dal proprio portafoglio prodotti attuale'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SxbYu-wwERI/AAAAAAAAAKU/GQ7Xtbn82ik/s72-c/Andamentovendite.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-1135265746170975875</id><published>2009-11-19T08:54:00.006+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.298+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Importanza delle metafore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Spesso utilizziamo attributi e situazioni concrete per descrivere cose astratte come le nostre emozioni: ad esempio parliamo di una giornata "pesante" anche se in realtà gli impegni di una giornata non si possono pesare o di "cuore tenero" quando in realtà ci riferiamo a comportamenti, non al cuore e comunque non alla sua durezza e tenerezza in senso fisico. Le metafore sono molto presenti nel nostro modo di parlare e di ragionare, tanto che spesso le utilizziamo senza nemmeno accorgercene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;La spiegazione più convincente dell'importanza delle metafore (almeno per me), è il fatto che il nostro cervello trova molto più semplice riportare i ragionamenti e le qualità astratte ad attributi fisici, sperimentabili dai nostri cinque sensi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Vari esperimenti psicologici sembrano dimostrare che le metafore sono talmente profonde nel nostro modo di pensare, da influenzare anche le nostre decisioni ed i nostri comportamenti (si veda ad esempio &lt;a href="http://www.newscientist.com/article/dn14766-an-icy-stare-really-does-make-you-feel-cold.html" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;In uno di questi esperimenti si chiedeva ai volontari di ricordare periodi in cui si erano sentiti esclusi o abbandonati, durante l'esperimento una (finta) persona di servizio entrava per chiedere informazioni sulla temperatura in quanto stava regolando la caldaia. Le persone che stavano ricordando questi periodi "freddi" avvertivano la temperatura della stanza più fredda in media di 3 gradi rispetto alla realtà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;In un altro esperimento i volontari credevano di fare un videogioco online in cui dovevano passare la palla, in realtà un computer decideva quando passare loro la palla. Alla fine del gioco veniva chiesto di valutare una lista di alimenti. E' risultato che i volontari ai quali la palla era stata passata soltanto all'inizio e poi erano stati trascurati, hanno privilegiato bevande e cibi caldi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nello sviluppo dei nuovi prodotti è servizi è dunque importante capire quali "metafore" vengono evocate dai nostri prodotti mediante le loro caratteristiche, per capire quali emozioni e desideri suscitino nei potenziali clienti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Di seguito riporto una tabella con alcune emozioni e le loro metafore primarie. Applicare le metafore allo sviluppo dei prodotti è un campo di ricerca ancora abbastanza nuovo: probabilmente altre metafore potranno essere identificate e la tabella potrà essere arricchita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SwUJ-7wtx0I/AAAAAAAAAKE/qGO3-zSax7c/s1600/metaforev01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405737904526706498" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 212px; CURSOR: hand; HEIGHT: 277px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SwUJ-7wtx0I/AAAAAAAAAKE/qGO3-zSax7c/s400/metaforev01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-1135265746170975875?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/1135265746170975875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=1135265746170975875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1135265746170975875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1135265746170975875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/11/importanza-delle-metafore.html' title='Importanza delle metafore'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SwUJ-7wtx0I/AAAAAAAAAKE/qGO3-zSax7c/s72-c/metaforev01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-1828080616763529934</id><published>2009-11-12T18:16:00.004+01:00</published><updated>2009-11-14T09:19:12.615+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Mulini a vento</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Girovagando su internet ho trovato una frase, che mi sembra si adatti bene a questo periodo in cui sembra che la crisi stia dando un colpo di coda (almeno qui in Italia):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;"Quando soffia il vento, alcuni costruiscono ripari, altri mulini a vento."&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-1828080616763529934?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/1828080616763529934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=1828080616763529934' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1828080616763529934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1828080616763529934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/11/mulini-vento.html' title='Mulini a vento'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-9046787083860897820</id><published>2009-11-01T21:48:00.007+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.301+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Un semplice strumento per definire la User Experience</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per sviluppare un prodotto o servizio vincente, è necessario definire con cura ed intelligenza la sua user experience.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Di seguito viene riportata una semplice matrice che può essere utilizzata per definire gli elementi chiave della user experience.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L'esempio utilizzato è, come al solito, quello di una mountain bike (la matrice è incompleta).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Le righe (uguali per tutti i prodotti e servizi) rappresentano 6 diversi "gradi" di user experience, dal peggiore al migliore. Le colonne contengono i momenti che rappresentano la user experience e che devono essere definiti in modo specifico per ogni prodotto e servizio. Nelle celle della matrice vengono riportate le caratteristiche della user experience che si vogliono realizzare o evitare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;La matrice viene generalmente utilizzata come "canovaccio" durante una riunione multidisciplinare per definire la user experience desiderata.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Su324aFbEFI/AAAAAAAAAJ0/skjBfcDRnHc/s1600-h/Matrice+per+user+experience.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399242977222266962" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 284px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Su324aFbEFI/AAAAAAAAAJ0/skjBfcDRnHc/s400/Matrice+per+user+experience.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-9046787083860897820?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/9046787083860897820/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=9046787083860897820' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/9046787083860897820'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/9046787083860897820'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/11/un-semplice-strumento-per-definire-la.html' title='Un semplice strumento per definire la User Experience'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Su324aFbEFI/AAAAAAAAAJ0/skjBfcDRnHc/s72-c/Matrice+per+user+experience.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-8808023017045470354</id><published>2009-10-27T19:02:00.005+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.303+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Elenco base di emozioni</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ho preparato un elenco base delle possibili emozioni tra le quali selezionare quelle che un prodotto o servizio dovrebbe suscitare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Le emozioni sono suddivise tra primarie e secondarie e sono abbinate per coppie di opposti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Non è detto che un prodotto debba suscitare l'intera gamma di emozioni positive: è necessario infatti armonizzare tra loro le diverse emozioni e le loro sfumature costruendo l'albero delle emozioni (anche qui la differenza tra un prodotto mediocre ed uno vincente si gioca sui dettagli).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Le emozioni "negative" sono presentate per ragionare su come evitarle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;L'utilità di questo elenco sta nel costituire una &lt;strong&gt;possibile&lt;/strong&gt; base di partenza per costruire l'albero delle emozioni di un prodotto o di un servizio vincente, non approfondirò pertanto le pur interessanti discussioni su che cosa sia un'emozione, quali siano le emozioni di base, etc.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Suc8fbp9gnI/AAAAAAAAAJs/3X8qFIF_8YM/s1600-h/Emozioni+v1.0.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397349189124194930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Suc8fbp9gnI/AAAAAAAAAJs/3X8qFIF_8YM/s400/Emozioni+v1.0.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-8808023017045470354?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/8808023017045470354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=8808023017045470354' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8808023017045470354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8808023017045470354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/10/elenco-base-di-emozioni.html' title='Elenco base di emozioni'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Suc8fbp9gnI/AAAAAAAAAJs/3X8qFIF_8YM/s72-c/Emozioni+v1.0.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5812832062267653972</id><published>2009-10-04T18:53:00.002+02:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.305+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Animazione: Ideare Prodotti e Servizi Vincenti</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Open Innovation ha messo a disposizione sul suo sito una interessante animazione della durata di 5 minuti, che presenta un approccio pratico alla ideazione di prodotti e servizi vincenti.Chi fosse interessato può scaricarla o visualizzarla &lt;a href="http://www.open-innovation.it/documenti/open%20innovation%20-%20ideare%20prodotti%20vincenti.pps" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il file è in formato powerpoint. Se l'animazione non dovesse avviarsi automaticamente, bisogna visualizzarla in modalità "presentazione" dall'interno di powerpoint (premendo Shift+F5).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5812832062267653972?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5812832062267653972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5812832062267653972' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5812832062267653972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5812832062267653972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/10/animazione-ideare-prodotti-e-servizi.html' title='Animazione: Ideare Prodotti e Servizi Vincenti'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4329802291902354151</id><published>2009-09-20T16:55:00.002+02:00</published><updated>2010-05-05T18:25:05.968+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><title type='text'>Valutazione delle idee in Whirlpool (da Business Week)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ho trovato &lt;a href="http://www.businessweek.com/innovate/content/aug2009/id2009083_452757.htm" target="page"&gt;questo&lt;/a&gt; articolo su Business Week che descrive il processo di valutazione delle nuove idee in Whirlpool. Nulla di nuovo, ma un buon esempio di applicazione dei metodi del portafoglio delle idee.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4329802291902354151?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4329802291902354151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4329802291902354151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4329802291902354151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4329802291902354151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/09/valutazione-delle-idee-in-whirlpool-da.html' title='Valutazione delle idee in Whirlpool (da Business Week)'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-8106344721322808842</id><published>2009-09-10T12:46:00.006+02:00</published><updated>2010-05-05T18:28:27.118+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><title type='text'>Elementi pratici per definire la strategia aziendale</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ci sono molte definizioni e molte fonti che parlano di strategia aziendale, perciò non voglio fare una trattazione teorica, ma definire quali sono gli elementi fondamentali che devono essere definiti perchè possa essere formulata una strategia praticamente utilizzabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Gli elementi fondamentali che costituiscono la strategia sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MERCATI&lt;/span&gt;: su quali mercati ed a quali clienti l'azienda vuole rivolgersi (ad es. segmentazione geografica e per tipo di cliente),&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;OBIETTIVI&lt;/span&gt;: quali risultati l'azienda vuole raggiungere sui mercati in cui opera (ad esempio fatturato e margine di contribuzione per ogni segmento di mercato),&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;COMPETENZE&lt;/span&gt;: Quali sono le competenze che dovranno essere sviluppate e costituire le attività "core" dell'azienda (ad esempio la conoscenza dei propri clienti, quali tecniche di progettazione, etc.),&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DIFFERENZIATORI&lt;/span&gt;: chi sono i concorrenti e quali sono i principali differenziatori che caratterizzano l'azienda (ad esempio tempi di consegna ridotti , personalizzabilità dei prodotti, ...),&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LINEE DI PRODOTTI E DI SERVIZI&lt;/span&gt;: quali linee di prodotti e di servizi dovranno essere sviluppate,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;RISORSE&lt;/span&gt;: quali e quante risorse sono a disposizione per la realizzazione della strategia (ad esempio quanti investimenti saranno possibili per ogni linea di prodotto o servizio).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Altri elementi che possono contribuire a formulare la strategia sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TECNOLOGIE&lt;/span&gt;: quali tecnologie si intendono utilizzare nei propri prodotti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MODALITA' PRODUTTIVE&lt;/span&gt;: quali processi e modalità produttive si intendono utilizzare,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PARTNER&lt;/span&gt;: con quali partner l'azienda intende collaborare,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;- &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;CANALI DI DISTRIBUZIONE&lt;/span&gt;: attraverso quali canali saranno distribuiti i prodotti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-8106344721322808842?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/8106344721322808842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=8106344721322808842' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8106344721322808842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8106344721322808842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/09/elementi-pratici-per-definire-la.html' title='Elementi pratici per definire la strategia aziendale'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4939702909591872664</id><published>2009-09-08T19:16:00.004+02:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.307+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emozioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Bisogni ed emozioni</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Ho trovato su &lt;em&gt;Internazionale&lt;/em&gt; un articolo di Binyavanga Wainaina, giornalista keniano, che mi ha fatto riflettere (qui il &lt;a href="http://bidoun.com/10_glory.php" target="page"&gt;link&lt;/a&gt; alla versione originale in inglese).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Parlando del progetto di PC a manovella che costa 100 dollari e che dovrebbe essere distribuito in Africa, il giornalista afferma che i prodotti, come questi, destinati esclusivamente "&lt;em&gt;a risolvere problemi&lt;/em&gt;" soddisfano il donatore, ma si rivelano un fallimento perchè sono fuori dal contesto e non hanno nessun rapporto con l'idea che chi li riceve ha di sè.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Riporta infatti anche altri esempi di prodotti fuori dal contesto che non hanno avuto successo, pur essendo stati resi disponibili gratuitamente (radio a manovella, biogas e farina gialla di mais, quando quella abituale in Africa è bianca). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;I telefoni cellulari invece, pur costando molto rispetto allo standard africano si sono diffusi capillarmente e velocemente perchè oltre a soddisfare il bisogno di comunicare (bisogno sicuramente più debole del mangiare o dell'energia) soddisfano anche il lato emozionale degli utilizzatori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Anche il mercato delle suonerie per cellulare (che non soddisfano nessun bisogno, ma solo emozioni) si sta espandendo in Africa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ancora una volta viene ribadita l'importanza delle emozioni che i prodotti devono suscitare.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4939702909591872664?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4939702909591872664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4939702909591872664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4939702909591872664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4939702909591872664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/09/bisogni-ed-emozioni.html' title='Bisogni ed emozioni'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3832347824028266648</id><published>2009-09-01T10:41:00.002+02:00</published><updated>2010-05-05T18:24:31.833+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='user experience'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>User Experience</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;"Product definition starts with understanding the user."&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Ken Jarboe nel blog &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.athenaalliance.org/weblog/" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;The Intangible Economy&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paradossalmente infatti nella definizione di un nuovo prodotto, non è tanto importante focalizzarsi sul prodotto stesso (come sarà fatto, come verrà costruito, ...), quanto invece focalizzarsi su che cosa gli utilizzatori faranno con il prodotto e quali saranno le emozioni che il prodotto susciterà in loro. Questo è uno dei motivi principali per cui non si può delegare esclusivamente ai tecnici la definizione dei nuovi prodotti. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3832347824028266648?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3832347824028266648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3832347824028266648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3832347824028266648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3832347824028266648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/09/user-experience.html' title='User Experience'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-5655296856713186816</id><published>2009-08-25T17:23:00.004+02:00</published><updated>2010-05-05T18:25:05.970+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><title type='text'>How the weak win wars</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;In &lt;a href="http://www.stanford.edu/class/polisci211z/2.2/Arreguin-Toft%20IS%202001.pdf" target="page"&gt;questo&lt;/a&gt; studio sui conflitti asimmetrici Ivan Arreguin-Toft analizza tutte le guerre degli ultimi due secoli nelle quali un avversario era almeno 10 volte più forte dell'altro in termini di armamenti e di popolazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Secondo Arreguin-Toft l'interazione tra le strategie utilizzate tra i contendenti può far aumentare di molto le probabilità di successo del più debole. Dallo studio emerge infatti che se entrambi i contendenti hanno utilizzato la stessa strategia (ad es. attacco diretto vs. difesa diretta) i deboli hanno vinto soltanto nel 24% dei casi, mentre nel caso di utilizzo strategie diverse (ad es. attacco diretto vs. guerriglia), i deboli hanno vinto nel 63% dei casi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La più importante considerazione che emerge da questo studio è che se i deboli utilizzano la stessa strategia dei forti sono destinati a perdere la maggior parte delle volte, se invece adottano una strategia diversa le loro probabilità di vittoria aumentano significativamente, sino a renderli i favoriti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Le logiche della competizione di mercato non sono sicuramente le stesse di un conflitto armato tra stati. Penso però che sia comunque vero che per poter competere con successo le aziende medie e piccole debbano adottare strategie non convenzionali, diverse da quelle delle grosse multinazionali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Alcuni esempi di piccole aziende che hanno avuto successo (e sono cresciute) adottando una strategia non convenzionale sono:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;IKEA, che produce mobili di qualità e riduce i costi eliminando la fase di montaggio e vendendoli direttamente al cliente finale.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;CIRQUE DU SOLEIL, che si rivolge ad un pubblico di adulti anzichè di bambini ed offre un intrattenimento circense senza animali, ma con spettacoli raffinati che avvicinano il circo al teatro.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;iGuzzini, che introduce il design nel mercato dell'illuminazione e si propone di utilizzare la luce per valorizzare l'architettura e la qualità degli spazi, diventando la prima azienda italiana nel settore illuminotecnico.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nei prossimi post fornirò alcuni spunti di riflessione per l'elaborazione di strategie non convenzionali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-5655296856713186816?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/5655296856713186816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=5655296856713186816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5655296856713186816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/5655296856713186816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/08/how-weak-win-wars.html' title='How the weak win wars'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-2721866002925724128</id><published>2009-07-24T18:05:00.004+02:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.310+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Importanza della fase di concezione</title><content type='html'>&lt;em&gt;"The biggest mistakes in any product development are usually made on the first day." R. Spinrad &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Smnc2wLCcgI/AAAAAAAAAJk/pNjot9x1nQs/s1600-h/Valoredelprodotto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362059664563532290" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 272px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Smnc2wLCcgI/AAAAAAAAAJk/pNjot9x1nQs/s400/Valoredelprodotto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-2721866002925724128?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/2721866002925724128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=2721866002925724128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2721866002925724128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2721866002925724128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/07/importanza-della-fase-di-concezione.html' title='Importanza della fase di concezione'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Smnc2wLCcgI/AAAAAAAAAJk/pNjot9x1nQs/s72-c/Valoredelprodotto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4907899915057830457</id><published>2009-07-17T16:57:00.006+02:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.312+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Caratteristiche dei prodotti di successo</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“Companies are successful when they make it easier for their customers to get done what they were already trying to do." Clayton Christensen. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ci sono 6 caratteristiche che possono predire con certezza se un prodotto avrà successo (rielaborazione di uno schema presentato da Christensen): &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SmCTB9rc9cI/AAAAAAAAAJc/40UNddzrj5k/s1600-h/Caratteristiche+prodotti+di+successo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359445218516858306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 238px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SmCTB9rc9cI/AAAAAAAAAJc/40UNddzrj5k/s400/Caratteristiche+prodotti+di+successo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ogni prodotto che abbia tutte queste caratteristiche avrà sicuramente successo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4907899915057830457?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4907899915057830457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4907899915057830457' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4907899915057830457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4907899915057830457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/07/caratteristiche-dei-prodotti-di.html' title='Caratteristiche dei prodotti di successo'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SmCTB9rc9cI/AAAAAAAAAJc/40UNddzrj5k/s72-c/Caratteristiche+prodotti+di+successo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-2559092270468257367</id><published>2009-06-05T10:39:00.011+02:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.315+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Voice of Customer - Un approccio per aumentare il successo dei prodotti</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Comprendere esattamente i bisogni ed i desideri dei potenziali clienti è un passaggio chiave nella fase di ideazione di ogni nuovo prodotto o servizio. Esistono molte tecniche per raccogliere ed analizzare i bisogni ed i desideri dei clienti e molte aziende le utilizzano in modo raffinato. Altre aziende invece non sono abituate a coinvolgere direttamente i potenziali clienti nella fase di definizione dei nuovi prodotti, perdendo opportunità importanti di aumentare il successo dei propri prodotti.&lt;br /&gt;Il coinvolgimento diretto dei potenziali clienti è utile in particolare durante:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- la fase di concezione di un nuovo prodotto,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- la validazione dei requisiti,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- la validazione di un mock-up o di un prototipo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;L'introduzione della "Voice of Customer" nel processo di sviluppo dei nuovi prodotti si realizza mediante un processo composto dalle 3 fasi rappresentate nella figura seguente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Sijr_pHUUCI/AAAAAAAAAJE/wNBF3cN1oX4/s1600-h/Voiceofcustomer.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343780436475924514" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 104px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Sijr_pHUUCI/AAAAAAAAAJE/wNBF3cN1oX4/s400/Voiceofcustomer.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Raccolta di informazioni dal cliente&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Di seguito sono elencati alcuni metodi per la raccolta della voce del cliente:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- ricerche di mercato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- surveys&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- community&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- focus group&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- interviste&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- analisi dell'utilizzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- altri contratti / richieste di personalizzazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;- analisi dati supporto utente / garanzie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Sijr_4WzfbI/AAAAAAAAAJU/IN7gBiylwsM/s1600-h/raccoltadaticliente.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343780440567414194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 322px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Sijr_4WzfbI/AAAAAAAAAJU/IN7gBiylwsM/s400/raccoltadaticliente.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Normalmente questi metodi vengono usati in combinazione tra loro e possono fornire informazioni sia per l'innovazione incrementale, che radicale. Se l'obiettivo è l'innovazione incrementale, le informazioni da raccogliere saranno focalizzate soprattutto sulle funzionalità (esistenti e desiderate) del prodotto e sulle modalità di utilizzo. Se invece si cerca un'innovazione più radicale, si raccoglieranno informazioni sui bisogni profondi, sulle emozioni e sullo stile di vita dei potenziali clienti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Un semplice esempio di informazioni da raccogliere da parte un produttore di biciclette nei diversi casi è riportato nella tabella seguente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Sijr_ozeDQI/AAAAAAAAAJM/DqqNrpUYRwo/s1600-h/VoCdatidaraccogliere.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343780436392676610" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 181px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Sijr_ozeDQI/AAAAAAAAAJM/DqqNrpUYRwo/s400/VoCdatidaraccogliere.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Intepretazione delle informazioni raccolte&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Una volta raccolti i dati dai clienti, è necessario interpretarli e trasformarli in informazioni utili per chi dovrà sviluppare un nuovo prodotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Esistono molti metodi per elaborare le informazioni raccolte dai clienti trasformandole in requisiti del prodotto (ad es. per citarne due molto diffusi: Quality Function Deployment e Conjoint Analysis). Questi metodi generalmente funzionano molto bene per le informazioni di tipo funzionale, mentre risultano a volte "innaturali" per altri tipi di informazioni, essendo troppo strutturati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Un metodo meno strutturato e molto efficace è quello di creare un team di lavoro multifunzionale che, analizzando i dati raccolti, costruisca l'albero delle funzioni e l'albero delle emozioni per il nuovo prodotto (si vedano i post &lt;span style="font-family:arial;"&gt;precedenti: &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2009/02/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio.html"&gt;albero delle funzioni&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2009/03/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio.html"&gt;albero delle emozioni&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Diffusione della Voice of Customer all'interno dell'azienda&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La terza fase è la diffusione delle informazioni a tutte le persone coinvolte nello sviluppo dei prodotti. La conoscenza dei reali bisogni e desideri dei clienti permette a ciascuno di fare meglio il proprio lavoro, assicurando una maggiore coerenza tra le varie caratteristiche del prodotto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Generalmente la Voice of Customer viene raccolta ed interpretata da un team formato da persone del marketing, delle vendite e della progettazione. Questo team dovrebbe organizzare per ogni prodotto u&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;na presentazione della Voice of Customer da tenersi a tutto il team di sviluppo (compresi gli appartenenti alle funzioni di supporto, ad es. acquisti) nella fase iniziale dello sviluppo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Approccio semplificato per iniziare ad introdurre la Voice of Customer&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Se un'azienda non è abituata a coinvolgere i clienti nella fase di definizione dei nuovi prodotti, un approccio semplificato per iniziare potrebbe essere questo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Stabilire le informazioni da raccogliere (sulla base anche del tipo di innovazione desiderato)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ricercare analisi di mercato esistenti e che possano essere riutilizzate (anche se normalmente è difficile trovare esattamente quello che serve). Oltre alle associazioni di categoria che potrebbero avere delle ricerche di mercato mirate, alcuni siti italiani che possono fornire informazioni utili sono: &lt;a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml"&gt;nielsen&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.istat.it/"&gt;istat&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.gfk.com/gfk-eurisko/index.it.html"&gt;eurisko&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.doxa.it/"&gt;doxa&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Effettuare interviste o focus group con almeno 12-15 potenziali clienti&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Analizzare i dati esistenti in azienda come: richieste di personalizzazione, supporto utenti, garanzie, ...&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Utilizzare i dati raccolti sia nella fase di concezione del nuovo prodotto, sia diffondendoli a tutte le persone coinvolte nello sviluppo del prodotto&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-2559092270468257367?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/2559092270468257367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=2559092270468257367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2559092270468257367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/2559092270468257367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/06/voice-of-customer-un-approccio-per.html' title='Voice of Customer - Un approccio per aumentare il successo dei prodotti'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/Sijr_pHUUCI/AAAAAAAAAJE/wNBF3cN1oX4/s72-c/Voiceofcustomer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3003221849285616808</id><published>2009-05-23T16:51:00.005+02:00</published><updated>2010-05-05T18:28:05.409+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><title type='text'>Diversi approcci per diversi tipi di innovazione</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nel post precedente abbiamo visto una possibile classificazione dei tipi di innovazione.&lt;br /&gt;Ogni tipo di innovazione porta con sé opportunità e minacce diverse: spostandoci dal light blue verso il dark blue l’intensità della competizione diminuisce, mentre la difficoltà di generare una buona idea aumenta, così come il rischio di fallimento tecnico e commerciale.&lt;br /&gt;L’innovazione incrementale è dunque più facile e meno rischiosa, ma si pone in una zona ad alta intensità competitiva, rendendo pertanto difficile la conquista di nuove quote di mercato e richiedendo una forte attenzione ai costi.&lt;br /&gt;D’altro lato l’innovazione radicale è più difficile e rischiosa da realizzare, ma in generale offre opportunità migliori dal punto di vista sia dei margini di contribuzione, che della possibilità di conquistare nuove quote di mercato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ShgO2Ori6OI/AAAAAAAAAIs/Wnv00pN5CXw/s1600-h/Caratteristichetipiinnovazione.jpg"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339033683064187106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 225px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ShgO2Ori6OI/AAAAAAAAAIs/Wnv00pN5CXw/s400/Caratteristichetipiinnovazione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche se tutti sogniamo di realizzare un'innovazione "new-to-the-world", da un punto di vista di strategia aziendale non esiste un tipo di innovazione migliore degli altri in assoluto. Ogni azienda deve essere in grado di scegliere quali tipi di innovazione applicare ai diversi prodotti sulla base della situazione del mercato e della competizione. Ad esempio se le dimensioni dei segmenti di mercato si riducono, la competizione aumenta ed è quindi necessario muoversi verso l’innovazione più spinta. Al contrario in un mercato in crescita potrebbe essere conveniente minimizzare i costi ed i rischi dell’innovazione, poiché comunque i fatturati saranno in crescita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché è raro che l’innovazione nasca casualmente, è importante rendersi conto che per ottenere i diversi tipi di innovazione, è necessario utilizzare strategie e tecniche diverse. Focalizzandosi sul miglioramento continuo dei prodotti esistenti, ci si muove nella zona dell’innovazione incrementale. Per spingersi verso la zona new-to-the-company è necessario partire da una migliore comprensione dei bisogni dei clienti, cercando nuovi modi per soddisfarli. Per affrontare la zona new-to-the-world è invece necessario individuare bisogni non ancora soddisfatti di alcuni segmenti di mercato ed individuare risposte completamente nuove.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La tabella successiva presenta uno schema (semplificato) dei diversi approcci da utilizzare per ottenere i diversi tipi di innovazione&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ShgRY_ekO9I/AAAAAAAAAI8/e6vNRuYcoT4/s1600-h/approccitipiinnovazione.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339036479301893074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 179px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ShgRY_ekO9I/AAAAAAAAAI8/e6vNRuYcoT4/s400/approccitipiinnovazione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3003221849285616808?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3003221849285616808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3003221849285616808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3003221849285616808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3003221849285616808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/05/diversi-approcci-per-diversi-tipi-di.html' title='Diversi approcci per diversi tipi di innovazione'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ShgO2Ori6OI/AAAAAAAAAIs/Wnv00pN5CXw/s72-c/Caratteristichetipiinnovazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-7369986111109575599</id><published>2009-04-07T18:59:00.009+02:00</published><updated>2010-05-05T18:28:05.411+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca di nuove opportunità di business'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='strategie per l&apos;innovazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alle sorgenti dell&apos;innovazione'/><title type='text'>Ricerca di nuove opportunità di business</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Una grande città sorgeva sulle sponde di un lago. Sulla sponda opposta c'erano diversi paesi dai quali molte persone raggiungevano quotidianamente la città per recarsi al posto di lavoro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il lago era lungo e stretto e raggiungere la città in automobile richiedeva molto tempo. Per questo motivo erano nate due compagnie di navigazione, che collegavano le sponde del lago con un tragitto di 30 minuti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Quando venne presa la decisione di costruire un ponte che unisse le due città, una compagnia di navigazione reagì acquistando imbarcazioni più veloci e comode in modo da ridurre il tempo della traversata aumentando nello stesso tempo il comfort. L'altra comprò dei terreni da entrambi i lati del ponte, costruì dei parcheggi per le automobili ed organizzò un servizio di navette verso il centro della città.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Quando il ponte fu completato gli automobilisti scoprirono che attraversare il lago in automobile richiedeva meno di 5 minuti, mentre in navigazione, pur con le barche veloci, ne occorrevano almeno 20. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Nel giro di pochi giorni i traghetti di entrambe le compagnie dovettero interrompere il servizio per mancanza di clienti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La prima compagnia di navigazione fallì, la seconda vide crescere la propria clientela ed il proprio fatturato attraverso i parcheggi ed il servizio di navette.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Accade inevitabilmente che le opportunità di business in una certa area si riducano drasticamente. A me vengono in mente ad esempio i produttori di siringhe in vetro, i produttori di pellicole fotografiche ed il servizio di consegna a domicilio del gasolio per il riscaldamento, ma ognuno può costruire una lunga lista di mercati "scomparsi" o "in via di estinzione".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;La figura successiva rappresenta le "aree" nelle quali ogni azienda può muoversi per cercare nuove opportunità di business.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SduIFD11LXI/AAAAAAAAAIc/XHqz-LtDIWk/s1600-h/newbusinessopportunities.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321997005180185970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 390px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SduIFD11LXI/AAAAAAAAAIc/XHqz-LtDIWk/s400/newbusinessopportunities.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Dalla semplice storia della costruzione di un ponte possiamo ricavare alcune lezioni importanti sulla ricerca di nuove opportunità di business:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;1) quando il mercato di riferimento si riduce drasticamente, l'innovazione incrementale (barche più veloci) non è sufficiente: è necessario spingersi verso le zone "deep blue" (new to the company) o "dark blue" (new to the world).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;2) per affrontare il "deep blue" o il "dark blue" è necessario avere una mission aziendale sufficientemente chiara, ampia e basata su un bisogno (andare al lavoro) e non su una soluzione (navigare).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;3) per affrontare il "deep blue" o il "dark blue" è più importante conoscere bene i bisogni dei clienti (andare al lavoro), che essere esperti di una certa tecnologia o di un certo settore (navigare).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;4) è necessario che ogni azienda abbia chiaro uno scenario futuro sulla base del quale orientare tempestivamente le proprie decisioni: rendendosi conto che il servizio di navigazione sarebbe scomparso, l'azienda di navigazione si mosse tempestivamente comperando i terreni da entrambi i lati del ponte, assicurandosi sia il mezzo per fare nuovo business, che l'eliminazione della concorrenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Poichè in questo periodo di recessione molti mercati si stanno riducendo, nei prossimi post presenterò un approccio pratico per affrontare il "deep blue" ed il "dark blue".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-7369986111109575599?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/7369986111109575599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=7369986111109575599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7369986111109575599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/7369986111109575599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/04/ricerca-di-nuove-opportunita-di.html' title='Ricerca di nuove opportunità di business'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SduIFD11LXI/AAAAAAAAAIc/XHqz-LtDIWk/s72-c/newbusinessopportunities.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-812859377366851405</id><published>2009-03-21T22:09:00.003+01:00</published><updated>2009-03-21T22:14:11.612+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='affrontare la recessione'/><title type='text'>Quattro possibili scenari per la recessione</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ScVXvTBdMcI/AAAAAAAAAIU/l0ecM5EsOdI/s1600-h/quattroscenarirecessione.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315751405252587970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 276px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ScVXvTBdMcI/AAAAAAAAAIU/l0ecM5EsOdI/s400/quattroscenarirecessione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questa è una rielaborazione degli scenari presentati da McKinsey e già citati &lt;/span&gt;&lt;a href="http://innovationpills.blogspot.com/2009/02/scenari-globali-mckinsey.html" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; in questo blog.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-812859377366851405?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/812859377366851405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=812859377366851405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/812859377366851405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/812859377366851405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/03/quattro-possibili-scenari-per-la.html' title='Quattro possibili scenari per la recessione'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ScVXvTBdMcI/AAAAAAAAAIU/l0ecM5EsOdI/s72-c/quattroscenarirecessione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-8864088924005129732</id><published>2009-03-21T20:54:00.011+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.318+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='modularità'/><title type='text'>Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 4: Definizione dei moduli fisici</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Una volta definiti i moduli funzionali, è il momento di iniziare a definire l'architettura "fisica" del prodotto. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un prodotto è formato da parti e componenti che a loro volta sono organizzati in "building blocks" fisici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Semplificando un po', se i building block sono strutturati in modo da poter essere ricombinati per formare diversi prodotti, si parla di architettura modulare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;I&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;n pratica, per parlare di architettura modulare, ogni modulo deve soddisfare le seguenti tre regole:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;1) deve realizzare in modo completo una o più funzioni,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;2) deve poter essere costruito autonomamente e poi "applicato" al prodotto,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;3) le interfacce tra i diversi moduli devono essere definite e standardizzate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nell'esempio della mountain bike, un modulo potrebbe essere il freno a disco anteriore:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;1) realizza la funzione "applicazione della forza frenante",&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;2) viene costruito in modo separato dalla bicicletta (normalmente viene acquistato da un fornitore),&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;3) ha un'interfaccia standard verso il mozzo della ruota ed un'altra verso il cavo di trasmissione della forza frenante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Queste tre caratteristiche fanno sì che lo stesso freno a disco anteriore possa essere utilizzato su più biciclette diverse.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Non esistono regole "matematiche" per definire nel modo migliore i moduli fisici dei prodotti. E' necessario procedere per tentativi ed esperienze tenendo conto almeno dei seguenti fattori:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- funzioni realizzate (molto spesso più di una)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- possibilità di definire e standardizzare le interfacce&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- caratteristiche fisiche (vicinanze, ingombri, ancoraggi, ...)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- processo produttivo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- fornitori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ScVU4R1Ut6I/AAAAAAAAAH8/SRQhd87mq-g/s1600-h/definizionearchitetturamodulare.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315748261017204642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 285px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ScVU4R1Ut6I/AAAAAAAAAH8/SRQhd87mq-g/s400/definizionearchitetturamodulare.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Una volta definiti i moduli fisici del prodotto è possibile descrivere ciascuno di essi in termini di:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- Funzioni da realizzare (ad es. "Applicazione della forza frenante")&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- Emozioni da suscitare (ad es. "Sicurezza")&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- Interfacce (ad es. mozzo ruota, cavo di trasmissione forza frenante)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- Input (ad es. forza frenante)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- Output (ad es. nessuno)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- Caratteristiche (ad es. materiale leggero, disco con diametro maggiorato, ...)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;- Costo target (deve essere definito).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Con queste informazioni i progettisti iniziano a disegnare i moduli ed i loro componenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Una volta terminata la progettazione, i moduli potranno essere descritti in termini molto più precisi per facilitarne il riutilizzo su prodotti diversi. Un esempio di descrizione dei diversi moduli "freno a disco anteriore" è riportata nella figura sottostante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ScVVOORpeEI/AAAAAAAAAIM/OEF8O_OUMQE/s1600-h/caratteristichemoduli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315748638019385410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ScVVOORpeEI/AAAAAAAAAIM/OEF8O_OUMQE/s400/caratteristichemoduli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-8864088924005129732?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/8864088924005129732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=8864088924005129732' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8864088924005129732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/8864088924005129732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/03/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio_21.html' title='Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 4: Definizione dei moduli fisici'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/ScVU4R1Ut6I/AAAAAAAAAH8/SRQhd87mq-g/s72-c/definizionearchitetturamodulare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-835060791825251549</id><published>2009-03-14T11:47:00.006+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.320+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='modularità'/><title type='text'>Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 3: Definizione dei moduli funzionali</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Anche nel caso in cui l'obiettivo non sia quello di realizzare un prodotto modulare, è utile identificare i moduli funzionali che costituiranno il prodotto. Si tratta infatti di raggruppare le funzioni che il prodotto dovrà svolgere in termini di "sottosistemi". Un esempio, sempre nel caso della mountain bike, potrebbe essere quello riportato nella figura sottostante:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SbuRvG-3O-I/AAAAAAAAAHk/J94p6PE91X4/s1600-h/Modulifunzionali.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313000423927790562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 136px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SbuRvG-3O-I/AAAAAAAAAHk/J94p6PE91X4/s400/Modulifunzionali.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Fino a questo momento non ho ancora pensato ad un prodotto fisico, ho soltanto strutturato i bisogni a cui voglio rispondere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;A questo punto è possibile collegare l'albero delle funzioni, l'albero delle emozioni ed i moduli funzionali ed iniziare a pensare a "&lt;strong&gt;come"&lt;/strong&gt; voglio realizzare il prodotto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SbuRvDP9Q6I/AAAAAAAAAHs/0U0uUlPkVIc/s1600-h/comelorealizzo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313000422925747106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 262px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SbuRvDP9Q6I/AAAAAAAAAHs/0U0uUlPkVIc/s400/comelorealizzo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Un metodo per definire i requisiti dei singoli moduli funzionali è quello di raccogliere un gruppo di persone che generino idee su come potrebbero essere realizzati. Rispetto a molti dei metodi classici di generazione delle idee, che spesso sono troppo "aperti" e danno origine ad un numero molto limitato di idee pratiche, utilizzando i tre alberi sviluppati, ci si focalizza sui bisogni e desideri dei clienti e si pensa a modi realistici di ottenere un prodotto. Avere la lista delle funzioni e delle emozioni aiuta inoltre a mantenere coerente la visione sul prodotto fino ai dettagli ed a verificare che non vi siano bisogni non soddisfatti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SbuSSwVnVrI/AAAAAAAAAH0/Eie8Vcp9e1I/s1600-h/generazionediidee.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5313001036324492978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 270px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SbuSSwVnVrI/AAAAAAAAAH0/Eie8Vcp9e1I/s400/generazionediidee.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Nel prossimo post parleremo di come trasformare i moduli funzionali in un'architettura di prodotto ed iniziare la progettazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-835060791825251549?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/835060791825251549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=835060791825251549' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/835060791825251549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/835060791825251549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/03/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio_14.html' title='Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 3: Definizione dei moduli funzionali'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SbuRvG-3O-I/AAAAAAAAAHk/J94p6PE91X4/s72-c/Modulifunzionali.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-6028646230657417055</id><published>2009-03-14T11:39:00.004+01:00</published><updated>2009-03-14T11:45:19.232+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='green'/><title type='text'>The Story of Stuff - Per riflettere</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un punto di vista ecologico sui prodotti e sul capitalismo. Secondo me interessante per tutti, ma soprattutto per chi lavora nel mondo manifatturiero: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.storyofstuff.com/" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;The Story of Stuff&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;.&lt;br /&gt;E' un'animazione di 20 minuti in inglese. Non occorre registrazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-6028646230657417055?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/6028646230657417055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=6028646230657417055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6028646230657417055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/6028646230657417055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/03/story-of-stuff-per-riflettere.html' title='The Story of Stuff - Per riflettere'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-4316558986766504491</id><published>2009-03-14T11:33:00.003+01:00</published><updated>2010-05-09T09:56:47.681+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='affrontare la recessione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trends'/><title type='text'>The future of Capitalism - Un'analisi sociale e macroeconomica del Financial Times</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Un serie di approfondimenti molto interessanti sulla crisi e su quello che potrebbe succedere in futuro: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/ae1104cc-f82e-11dd-aae8-000077b07658.htm?ftcamp=Late_graphic1/NL/CEMar2009/Vanilla_foc/0/" target="page"&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;The future of Capitalism&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-4316558986766504491?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/4316558986766504491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=4316558986766504491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4316558986766504491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/4316558986766504491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/03/future-of-capitalism-unanalisi-sociale.html' title='The future of Capitalism - Un&apos;analisi sociale e macroeconomica del Financial Times'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-3387718972896527829</id><published>2009-03-01T11:27:00.017+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.322+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='modularità'/><title type='text'>Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 2: L'albero delle emozioni</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;L'ultimo passo nella decisione di acquistare un prodotto o un servizio viene sempre fatto in modo emozionale: ogni possibile ragionamento logico ci porta fino ad un certo punto, oltre quale possiamo procedere soltanto facendo un "salto nel buio". Per fare il salto (e prendere una qualsiasi decisione) dobbiamo desiderarlo e dobbiamo fidarci: qui entrano in gioco le emozioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Le ultime scoperte scientifiche sul funzionamento del cervello danno ancora più importanza alle emozioni: sembra che il nostro cervello non sia in grado di ragionare in modo puramente "razionale" e che le emozioni guidino passo passo i nostri ragionamenti logici, creando una combinazione inscindibile di logica ed emozioni che guida i nostri comportamenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Tutto questo per dire quanto sono importanti le emozioni che un prodotto o servizio devono suscitare nei clienti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Per descrivere in modo strutturato le emozioni che un prodotto deve suscitare, si può utilizzare una struttura ad albero, simile all'albero delle funzioni: l'albero delle emozioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;L'albero delle emozioni viene impostato descrivendo le emozioni primarie che rendono il prodotto desiderabile agli occhi dei potenziali clienti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ad esempio per la mountainbike del post precedente le emozioni primarie potrebbero essere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Bellezza&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Gioia&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Libertà&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Meraviglia / Unicità&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;No limits&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Perfezione&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Sicurezza&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;A questo punto si passa a descrivere quali sono i requisiti emozionali che permetteranno di suscitare le emozioni primarie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ad esempio per la bellezza, i requisiti emozionali potrebbero essere:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Armonia di forme&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Armonia di colori&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Leggerezza&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Aggressività&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;I requisiti emozionali possono essere a loro volta suddivisi in sottorequisiti fino al livello di dettaglio desiderato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Alcune considerazioni:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Al primo livello si descrivono le emozioni primarie che l'utilizzatore deve provare utilizzando il prodotto. A questo livello si risponde alla domanda "Perchè?" il cliente desidera il prodotto a livello emozionale. Leggendo l'albero dall'alto verso il basso si risponde alla domanda: "Che cosa?" suscita le emozioni. Dal basso verso l'alto si risponde alla domanda "A che cosa serve?" ogni requisito emozionale. Come nell'albero delle funzioni, non ci si domanda "Come?" i requisiti emozionali verranno realizzati.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;La cosa più importante è definire e caratterizzare bene l'insieme di emozioni primarie che devono essere suscitate. Partendo da emozioni banali, si realizzeranno prodotti senza personalità.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Poichè le emozioni umane sono complesse e profonde, è importante costruire un insieme di requisiti emozionali intrinsecamente coerente ed armonico. Le distonie e le mancanze vengono percepite immediatamente, distruggendo buona parte del valore del prodotto. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Poichè la sensibilità naturale dei clienti è molto maggiore a livello emozionale che a livello tecnico, le sfumature sono molto più importanti nell'albero delle emozioni piuttosto che nell'albero delle funzioni.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Come per l'albero delle funzioni, molte emozioni e requisiti emozionali saranno ovvii, in quanto già considerati in maniera implicita nell'ideazione del prodotto. Costruire l'albero delle emozioni è comunque importante per fornire una visione d'insieme coerente, per facilitare la gestione dei dettagli e delle sfumature e soprattutto perchè durante la sua costruzione viene stimolata la generazione di idee innovative.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Anche per l'albero delle emozioni, accade che alcuni requisiti emozionali permettano di suscitare diverse emozioni primarie. La struttura ad albero, pur mantenendo un'impostazione gerarchica, si trasforma dunque in una rete.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Le prossime figure rappresentano un albero delle emozioni disegnato a mano ed uno gestito con Personal Brain.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nei prossimi post parlerò di come utilizzare gli alberi delle funzioni e delle emozioni per ideare prodotti vincenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SapwQ4_WJ9I/AAAAAAAAAHM/l0kQluSTLds/s1600-h/Alberoemozioni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308178546287847378" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 248px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SapwQ4_WJ9I/AAAAAAAAAHM/l0kQluSTLds/s400/Alberoemozioni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SapwSsCzpMI/AAAAAAAAAHU/CqOcC1zuGeA/s1600-h/Alberoemozionibrain.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308178577172440258" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 88px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SapwSsCzpMI/AAAAAAAAAHU/CqOcC1zuGeA/s400/Alberoemozionibrain.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-3387718972896527829?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/3387718972896527829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=3387718972896527829' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3387718972896527829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/3387718972896527829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/03/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio.html' title='Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 2: L&apos;albero delle emozioni'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SapwQ4_WJ9I/AAAAAAAAAHM/l0kQluSTLds/s72-c/Alberoemozioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-1109693426866079311</id><published>2009-02-21T11:14:00.013+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.325+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='modularità'/><title type='text'>Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 1: L'albero delle funzioni (Aggiornato 01/03/09)</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Il valore di un prodotto o servizio per il cliente può sempre essere riassunto in termini di funzioni che il prodotto o servizio svolge e di emozioni che genera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Per ideare un prodotto di elevato valore per il cliente il primo passo è la costruzione dell'albero delle funzioni, che è la&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt; descrizione strutturata di tutte le funzioni che il prodotto deve svolgere per l'utente e che verrà utilizzato come base durante tutto il processo di ideazione e di sviluppo del prodotto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Al più alto livello dell'albero si identificano gli "Obiettivi" del prodotto, che nascono direttamente dai bisogni e desideri dei clienti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ad esempio nel caso di una mountain bike destinata a cicloamatori dilettanti (il target dovrebbe essere qualificato meglio!) gli obiettivi potrebbero essere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Spostarsi su sentieri di montagna&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Fare movimento fisico&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Vivere indimenticabili esperienze all'aria aperta&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Garantire la sicurezza&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Una volta chiariti gli obiettivi del potenziale cliente ("perchè?") si passa a definire "che cosa?" la bicicletta dovrà fare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ad esempio l'obiettivo "Spostarsi su sentieri di montagna" potrebbe essere realizzato dalle seguenti funzioni:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Gestire propulsione&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Sterzare&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Frenare&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Sostenere l'utilizzatore&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Garantire stabilità&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;A loro volta le funzioni possono essere scomposte in sottofunzioni fino al livello di dettaglio desiderato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Si genera in questo modo un albero di funzioni che descrive tutto quello che il prodotto deve fare per l'utilizzatore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Alcune considerazioni importanti:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;La cosa più importante per ottenere un prodotto di successo è quella di chiarire bene i bisogni e desideri dei clienti, altrimenti partendo da informazioni mediocri, si definirà un prodotto mediocre.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Gli obiettivi descrivono "Perchè?" il cliente desidera certe funzioni, leggendo l'albero dall'alto verso il basso si risponde alla domanda "Che cosa la bicicletta deve fare per realizzare i desideri dei clienti?", dal basso verso l'alto mi chiedo "A che cosa serve?" ogni funzione.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Le funzioni dovrebbero essere descritte nella forma verbo+sostantivo, in generale per ogni funzione deve esserci un verbo.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nella costruzione dell'albero non bisognerebbe mai pensare al "Come?" le funzioni verranno realizzate (il come verrà definito in un secondo momento).&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;La maggior parte delle funzioni descritte saranno ovvie (a meno che non si stia inventando un prodotto o servizio completamente nuovo per il mercato), però l'albero delle funzioni è utile perchè fornisce una visione d'insieme, chiarisce i dettagli, permette di assegnare importanza diversa alle funzioni, ma soprattutto perchè durante la sua costruzione, viene stimolata la generazione di idee innovative che permettono di "fare la differenza" sul mercato.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nella vita reale l'albero delle funzioni, pur mantenendo un'impostazione gerarchica del tipo padre-figlio, si trasforma in una rete, in cui alcune sottofunzioni sono utilizzate da più funzioni o permettono di realizzare più obiettivi&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Lo strumento informatico migliore che ho trovato per gestire l'albero delle funzioni (anche nella sua versione a rete) è uno strumento di mind mapping chiamato Personal Brain, che si può scaricare da &lt;a href="http://www.thebrain.com/" target="page"&gt;qui&lt;/a&gt; (si scarica una versione trial che dopo 30 giorni si trasforma in free edition, con funzionalità ridotte, ma sufficienti a questo scopo).&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Le prossime figure rappresentano un esempio di albero delle funzioni disegnato a mano ed uno gestito con Personal Brain.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Nei prossimi post parlerò dell'albero delle emozioni e di come utilizzare questi alberi nel processo di ideazione e sviluppo dei prodotti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SaphzQFvpUI/AAAAAAAAAHE/BtFkxMsDWg8/s1600-h/Alberofunzioni.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308162643929834818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 231px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SaphzQFvpUI/AAAAAAAAAHE/BtFkxMsDWg8/s400/Alberofunzioni.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SZ_jMVTRXiI/AAAAAAAAAGs/W443f3Vdbf4/s1600-h/Alberofunzionibrain.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305208687081643554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 109px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SZ_jMVTRXiI/AAAAAAAAAGs/W443f3Vdbf4/s400/Alberofunzionibrain.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1220741732996681604-1109693426866079311?l=innovationpills.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://innovationpills.blogspot.com/feeds/1109693426866079311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1220741732996681604&amp;postID=1109693426866079311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1109693426866079311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1220741732996681604/posts/default/1109693426866079311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://innovationpills.blogspot.com/2009/02/ideare-un-nuovo-prodotto-o-servizio.html' title='Ideare un nuovo prodotto o servizio vincente - 1: L&apos;albero delle funzioni (Aggiornato 01/03/09)'/><author><name>Maurizio Scabbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04342345105995525157</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_01R7POA9jTw/SaphzQFvpUI/AAAAAAAAAHE/BtFkxMsDWg8/s72-c/Alberofunzioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1220741732996681604.post-1451599908683401057</id><published>2009-02-11T19:11:00.009+01:00</published><updated>2010-05-05T18:32:33.328+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='smart products'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='creare valore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ideare prodotti vincenti'/><title type='text'>Ideare prodotti intelligenti - 1</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Esempi di comportamenti intelligenti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Conoscere il contesto:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Conoscere il proprio stato (ad es. acceso/spento, fermo/in movimento, orizzontale/verticale, velocità, accelerazione/frenata, consumo di energia, energia residua, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Conoscere la propria posizione (ad es. coordinate GPS, alto/basso rispetto all'ambiente, davanti/dietro rispetto all'ambiente, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Conoscere l'ambiente (ad es. data e ora, temperatura, luce, umidità, presenza di persone, presenza di altri dispositivi, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Conoscere la storia degli eventi passati (ad es. ingresso di una "seconda" persona, tempo intercorso tra l'inizio e la fine della frenata, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Elaborare informazioni e prendere decisioni:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Eseguire calcoli&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Eseguire ricerche di informazioni (ad es. chiedere lo stato del traffico per eseguire il calcolo del miglior percorso, chiedere informazioni su negozi nelle vicinanze, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Prendere decisioni o fornire suggerimenti sulla base di regole memorizzate o imparate (ad es. percorso suggerito, accendere o spegnere il riscaldamento, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Archiviare informazioni (ad es. consumo medio, storia degli stati interni, storia di alcune caratteristiche dell'ambiente - ad es. temperatura)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Interagire con l'utilizzatore o con altri dispositivi:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Identificare e reagire ad eventi nell'ambiente (ad es. ingresso di una persona, passaggio luce/buio, apertura/chiusura di una porta, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Identificare e reagire ai propri cambiamenti di stato (ad es. fermo/movimento, inizio della frenata, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Identificare e reagire ad eventi nell'ambiente (ad es. raggiungimento di un orario predefinito, cambiamento nella temperatura, cambiamento del fondo stradale, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Inviare/ricevere comandi&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Inviare/Ricevere informazioni&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Inviare/Ricevere richieste&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Imparare:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Riconoscere risultato di azioni (ad es. quando freno troppo bruscamente le ruote slittano, riconoscere che un prodotto viene utilizzato poco e ridurne le quantità suggerite d'acquisto, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Riconoscere l'utilizzatore e le sue preferenze (ad es. settaggio del posto guida di un'automobile, suggerire ricette sulla base delle scelte precedenti)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Riconoscere comportamenti (ad es. velocità troppo elevata, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;Cambiare regole di comportamento (ad es. non suggerire più un certo alimento se non viene mai selezionato, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Prevedere bisogni futuri (ad es. chiedere l'aggiornamento dello stato del traffico per le zone previste nel percorso pianificato, ...)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Eseguire azioni complesse:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family:arial
