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martedì 28 febbraio 2012

It's time to bring manufacturing back to the US

Un interessante post sul blog della Harvard Business Review: It's time to bring manufacturing back to the US
(notare che è un'affermazione, non una domanda!).

sabato 24 settembre 2011

Successful Innovation

I tre principali criteri per capire se un'innovazione avrà successo sono:
- Migliora la qualità della vita
- Può essere applicata in modo diffuso
- E' economicamente rilevante.

martedì 30 agosto 2011

Flessibilità

For an evolutionary system, continuing development is needed just in order to maintain its fitness relative to the systems it is co-evolving with.
The red queen principle (L. van Halen)


The only way you can control your destiny is to be more flexible than your environment.
The law of requisite variety (Ross Dawson)

domenica 31 luglio 2011

Piccole e grandi aziende

Ho scoperto recentemente The bootstrapper's bible di Seth Godin, che parla di come far partire un nuovo business.
E' una lettura interessante e ricca di spunti. Mi è piaciuta in particolare la parte iniziale, che confronta punti di forza e di debolezza di grandi e piccole aziende.

I punti di forza delle grandi aziende sono:
  1. Capacità di distribuzione: con la possibilità di accedere a grandi network e di raggiungere tutti i potenziali clienti in ogni parte del mondo.
  2. Accesso al capitale: per una grande azienda è relativamente facile ottenere dei finanziamenti per poter investire nello sviluppo del proprio business.
  3. Elevato valore del marchio: un elevato valore del marchio permette di ottenere un premium price nella vendita dei prodotti, ma soprattutto posiziona "automaticamente" l'azienda ai primi posti nella lista dei possibili fornitori.
  4. Relazioni consolidate con un gran numero di clienti: le grandi aziende hanno già in essere migliaia di relazioni con i propri clienti, i quali fino a che si troveranno bene non avranno motivo di cambiare fornitore, preferendo risparmiare tempo ed affidarsi ad un'azienda con cui hanno già collaborato in precedenza.
  5. Persone di talento: le grandi aziende attirano spesso persone qualificate ed in gamba, che lavorano con passione generando un elevato valore.
Le piccole aziende possono (e devono) rinforzarsi su questi punti comprendendone l'importanza ed attuando una strategia diversa da quella delle grandi aziende:

  1. Capacità di distribuzione: le piccole aziende non possono competere direttamente con le grandi aziende nella grande distribuzione. E' più utile per loro cercare catene di distribuzione corte, differenziate e magari specializzate. In alcuni casi possono inoltre utilizzare internet per raggiungere direttamente i propri clienti finali.
  2. Accesso al capitale: le piccole aziende dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di prodotti e servizi che non richiedono un elevato investimento di capitale. Questo permette anche una maggior velocità di rinnovamento del portafoglio prodotti (perchè il ritorno dell'investimento viene ottenuto in tempi più brevi).
  3. Elevato valore del marchio: le piccole aziende non potranno avere un valore del marchio paragonabile a quello delle grandi aziende (almeno non in termini di diffusione), dovrebbero pertanto far crescere il valore del proprio marchio, differenziandolo e magari utilizzando strumenti di marketing alternativi (ad es. social network, blog, ...).
  4. Relazioni consolidate con un gran numero di clienti: questo è un vantaggio significativo nei mercati maturi, mentre per prodotti e servizi veramente innovativi non è così importante. Spesso comunque per crescere le piccole aziende devono letteralmente "strappare" i clienti alle grandi aziende, magari cercando di ottenere dapprima piccoli contratti "di prova".
  5. Persone di talento: è possibile attirare persone di talento anche nelle piccole aziende, dando loro responsabilità e libertà, che nelle grandi aziende non otterrebbero mai.
Le piccole aziende hanno inoltre punti di forza specifici rispetto alle grandi:
  1. Poco da perdere nei cambiamenti: spesso i cambiamenti sono visti come un'opportunità per le piccole aziende, che sperano di migliorare la propria posizione, mentre le grandi aziende hanno una "posizione" da difendere (valore del marchio, relazioni con i clienti, portafoglio prodotti, ...) e tendono a "fossilizzarsi" nello status quo.
  2. Si accontentano di pesci piccoli: le piccole aziende possono sopravvivere bene con commesse e progetti piccoli, che sono più veloci da ottenere, hanno un ciclo di vita più corto e permettono di ridurre il rischio distribuendolo su più clienti.
  3. Possibilità di utilizzare il buon senso nella relazione con il cliente: gli impiegati delle grandi aziende hanno regole precise da seguire ed il processo per autorizzare le eccezioni spesso non esiste o è complesso. Questo causa spesso delle rigidità e degli ostacoli nella relazione con il cliente. Nelle piccole aziende invece è molto più semplice seguire il buon senso ed accontentare i clienti, senza preoccuparsi troppo delle procedure interne.
  4. Velocità: nelle grandi aziende le decisioni richiedono diversi livelli di autorizzazione, ognuno dei quali esige una fase di analisi. L'esecuzione dei progetti passa poi attraverso una complicata struttura di report e controlli, che inevitabilmente allungano i tempi. Le piccole aziende possono invece essere molto veloci sia nel prendere le decisioni, che nell'eseguirle e questo è un vantaggio significativo in un mercato turbolento.
  5. Costi fissi ridotti: le piccole aziende hanno bisogno di meno risorse per far funzionare l'organizzazione interna, quindi riescono ad operare con costi fissi ridotti e quindi overhead ridotti.
Mi sembra che sia utile riflettere su questi punti quando si definiscono le linee guida strategiche per le nostre aziende.

martedì 24 maggio 2011

Ancora sui "significati"

"Great innovations happen when you have a desire to make meaning and make the world a better place." Guy Kawasaki

Questa frase è stata pronunciata questa mattina da Guy Kawasaki alla QITCOM a Doha (Qatar) e diffusa su Twitter in tempo reale.

sabato 30 ottobre 2010

Prosperità durevole

“If you want one year of prosperity, grow seeds, If you want ten years of prosperity grow trees, If you want one hundred years of prosperity, grow people.” (Proverbio cinese)

venerdì 27 agosto 2010

Insostituibili

"Per essere insostituibili bisogna essere diversi." (Coco Chanel)

mercoledì 12 maggio 2010

Artista!

"Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista."
(San Francesco D'Assisi)

martedì 2 marzo 2010

Reverse Innovation

Quando è uscita sul mercato io sono stato affascinato dall'idea della Renault Logan: un'automobile pensata, progettata e realizzata in paesi low cost, ma venduta in tutto il mondo. Prima di Renault ci avevano provato Fiat (con la Palio) e Suzuki (con la Maruti), ma con scarso successo.
Oggi in altri settori si verificano casi di questo tipo: condizionatori d'aria, lettori DVD, apparecchi per ecografia, ... Questo trend viene chiamato "reverse innovation", intendendo che finora nella maggior parte dei casi la globalizzazione ha portato innovazioni nate nei paesi più sviluppati ad essere adattate e diffuse nei paesi emergenti. In questi casi invece prodotti nati nei paesi in via di sviluppo vengono venduti anche nei paesi sviluppati.

Credo che ci siano 4 ragioni principali che spiegano questo trend e che pongono le basi per la sua progressiva estensione:
1) I paesi in via di sviluppo hanno acquisito le competenze tecniche e di business per ideare e realizzare prodotti innovativi,
2) I prodotti low-cost sono sempre più importanti, anche nei paesi sviluppati,
3) Questi prodotti sono "semplici": si focalizzano sulle funzionalità essenziali e risultano più semplici da utilizzare e più rassicuranti,
4) Essendo il risultato di culture profondamente diverse dalla nostra, spesso comportano innovazioni inaspettate, che li rendono interessanti in un mondo troppo uniforme.

Cosa significa questo per il nostro business?
Io credo che questi prodotti troveranno sempre più un loro spazio nella parte "bassa"del mercato, concquistando volumi a danno dei prodotti della fascia media, che perderanno dunque quote di mercato.
Risulterà quindi sempre più difficile giustificare l'esistenza di prodotti "di mezzo": i prodotti low cost soddisferanno infatti i bisogni di chi non può o non vuole spendere molto, mentre chi potrà spendere continuerà a rivolgersi verso i prodotti di fascia alta (questo è un trend generale, che potrà essere diverso nei singoli mercati).

Credo dunque che chi pensa ai nuovi prodotti debba cercare di posizionarli o all'interno della fascia low cost o nella fascia alta (si veda la figura seguente). Come sempre la fascia di mezzo è quella più pericolosa.


Un'altra opportunità da esplorare potrebbe essere quella di coinvolgere nello sviluppo dei prodotti società di progettazione dei paesi in via di sviluppo (ad es. India) non tanto per ridurre i costi della progettazione, quanto per avere un team di progettazione più globale, con persone di culture e competenze diverse. Non è facile da realizzare, ma io sono convinto che potrebbe portare molte buone idee ai prodotti che stanno nascendo qui da noi.

Per saperne di più sulla Reverse Innovation ecco alcuni articoli: What is reverse innovation e How GE is disrupting itself .

domenica 31 gennaio 2010

Requirements

Inconsistent, inadequate or insufficient requirements are the source of most product failures.

giovedì 12 novembre 2009

Mulini a vento

Girovagando su internet ho trovato una frase, che mi sembra si adatti bene a questo periodo in cui sembra che la crisi stia dando un colpo di coda (almeno qui in Italia):
"Quando soffia il vento, alcuni costruiscono ripari, altri mulini a vento."

sabato 14 marzo 2009

The Story of Stuff - Per riflettere

Un punto di vista ecologico sui prodotti e sul capitalismo. Secondo me interessante per tutti, ma soprattutto per chi lavora nel mondo manifatturiero: The Story of Stuff.
E' un'animazione di 20 minuti in inglese. Non occorre registrazione.

martedì 3 febbraio 2009

Imagination (se lo dice lui!)

"Imagination is more important than knowledge."

"The true sign of intelligence is not knowledge but imagination"

(Albert Einstein)

mercoledì 28 gennaio 2009

Tutte le aziende possono essere innovative

"Innovation has nothing to do with how many R&D dollars you have…It's not about money. It's about the people you have, how you're led, and how much you get it."

Steve Jobs

venerdì 16 gennaio 2009

Creatività e pragmatismo

Quando credi che una cosa sia impossibile da realizzare, prima o poi arriva qualcuno che riesce a farla.
(Thelonius Monk)

venerdì 21 novembre 2008

Motivazione

Se vuoi costruire una nave, non radunare gli uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito.
(A. de Saint Exupery)

venerdì 7 novembre 2008

Due strategie possibili

"Arguably, today there are only two strategies in the marketplace: you either succeed as the low-cost producer, or you successfully differentiate your offering"
Phil Best, Vice President, Product Design and Innovation

giovedì 6 novembre 2008

Innovators

"No matter how great the technology or how big the market for it, there is no guarantee that the value from a new technology will go to the innovator."
(Sidney G. Winter in Managing Emerging Technologies)

Pianificazione strategica di prodotto

"Vorresti dirmi per dove debbo andare?"
"Dipende molto dal luogo dove vuoi andare" rispose il Gatto.
"Poco m'importa dove... " disse Alice.
"Allora importa poco sapere per dove devi andare" soggiunse il Gatto.
(Lewis Carroll - Alice nel Paese delle Meraviglie)

As in Alice in Wonderland, if a company does not have any vision of where it wants to go, then any product strategy is likely to take it somewhere.
(Michael Mc Grath)