Due interessanti articoli dell'Economist sulla sharing economy:
All eyes on the sharing economy
The rise of sharing economy
mercoledì 3 aprile 2013
giovedì 14 marzo 2013
Decisioni ed emozioni
Per molto tempo
si è creduto che le decisioni umane fossero basate principalmente sulla
razionalità, tanto che la teoria delle decisioni si basava sul principio
dell’utilità attesa, la quale prevede
che il decisore scelga in modo da massimizzare i benefici ottenibili.
Questa teoria ha
due grossi difetti di fondo: il primo è che data la miriade di scelte che
dobbiamo fare ogni giorno, non abbiamo il tempo di effettuare valutazioni
precise (ed allora quasi sempre ci affidiamo a valutazioni euristiche, chiamate
“scorciatoie”). Il secondo difetto è ancora più grave: non considera il fatto
che la parte razionale e conscia della nostra mente è mescolata ed influenzata in
modo inestricabile dalle emozioni e da una serie di fenomeni inconsci (che si
collegano ad esempio alle nostre esperienze passate).
Per chi volesse
approfondire il tema delle decisioni consiglio la lettura di “Decisioni ed emozioni: come la psicologia spiega il conflitto tra ragione e sentimento” di
G. Bellelli e R. Di Schiena.
Quando si parla
di nuovi prodotti e servizi, risulta altrettanto evidente che il valore
“emotivo” è molto elevato. Un esempio è il seguente: dal punto di vista
funzionale una qualsiasi station wagon è sicuramente più “utile” di un’automobile
sportiva, che ha prestazioni motoristiche eccezionali, ma pressochè inutili nel
traffico quotidiano. Eppure il valore emozionale (ed il prezzo) dell’auto
sportiva è generalmente molto più alto. Nel mondo B2B il valore emozionale è
altrettanto importante, anche se le emozioni in gioco possono essere diverse.
Ad esempio la fiducia acquista maggiore importanza, mentre l’importanza della
piacevolezza estetica diminuisce (ma non diventa certamente nulla!).
Troppo spesso quando
si progettano nuovi prodotti o servizi ci si concentra soltanto sull’aspetto
funzionale e sui costi, trascurando altri fattori di fondamentale importanza. Ho
provato allora a riassumere nella figura seguente i diversi punti di vista che
devono essere considerati quando si definisce un nuovo prodotto o servizio.
Ecco una breve descrizione dei diversi punti di vista:
- Spazio funzionale: prodotti e servizi vengono acquistati perchè rendono più semplice per l’utilizzatore raggiungere i propri obiettivi. La domanda fondamentale a cui rispondere è: “Mi serve?”. Per approfondire: "What customers want: using outcome-driven innovation to create breaktrough products and services" A. Ulwick.
- Spazio emozionale: la decisione di acquistare un prodotto richiede un coinvolgimento emozionale positivo. La domanda findamentale è dunque: “Mi piace?”. Per approfondire: "Emotional Design: why we love (or hate) everyday things" D. Norman.
- Spazio semantico: come dimostrano molti studi sul design, i prodotti hanno un significato simbolico, che viene influenzato da diversi fattori (esperienze personali, cultura , contesto, ...) e che gioca un ruolo importante nella scelta. Ad esempio una Mercedes ha tutti i significati di un’automobile generica (viaggiare, libertà, ...), ma scegliere una Mercedes significa anche ricercare qualcosa di elegante, prestigioso ed affidabile. La domanda fondamentale dello spazio semantico è: “Che cosa significa per me?". Per approfondire: "Design driven innovation: cambiare le regole della competizione innovando radicalmente il significato dei prodotti e dei servizi" D. Verganti.
- Spazio del valore economico: la decisione di acquistare un prodotto o un servizio viene influenzata in modo importante dal valore economico richiesto per l’acquisto. Tale valore deve essere proporzionato sia al “valore” attribuito dall’utilizzatore al prodotto stesso, sia alla disponibilità di denaro dell’utilizzatore. La domanda fondamentale è: “Me lo posso permettere?”. Per approfondire: "The strategy and tactica of pricing: a guide to growing more profitably" di T. Nagle - J. Hogan - J. Zale.
- Il livello di rischio percepito dal compratore: acquistare un prodotto o servizio significa introdurre un cambiamento nella propria vita. La nostra mente naturalmente valuta quindi il rischio di pentirsi della scelta fatta (regret). Questo aspetto viene influenzato da diversi fattori, quali il brand del fornitore, il processo di vendita (ad es. lasciare il prodotto in prova) ed il tipo di “contratto” proposto (ad es. la possibilità di restituire l’oggetto).
- Emozioni incidentali: le decisioni sono inoltre influenzate dalle emozioni pre-esistenti nell’acquirente, ma non correlate con il processo decisionale. Ad esempio l’umore “positivo” può favorire scelte più originali e/o rischiose, mentre l’umore “negativo” tende ad inibire qualsiasi decisione. È molto difficile influenzare le emozioni incidentali, però un buon processo di vendita dovrebbe cercare innanzitutto di mettere a proprio agio e di buon umore il potenziale acquirente.
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lunedì 4 febbraio 2013
Oggi si cresce innovando, non imitando
Molto interessante (soprattutto per l'autorevolezza della fonte) l'editoriale "Troppe illusioni sull'innovazione" del Corriere della Sera di Alesina e Giavazzi sull'innovazione.
lunedì 17 dicembre 2012
Motivazione e innovazione
Innovare è bello.
Ma è anche difficile e rischioso: essere innovativi in azienda richiede la capacità di lavorare in team con impegno e la disponibilità a mettersi in gioco senza la certezza del raggiungimento dei risultati desiderati. Per essere innovativi è dunque necessaria una motivazione diversa e più forte di quella richiesta per lo svolgimento delle normali attività lavorative.
La motivazione nelle persone nasce da un mix equilibrato di fattori razionali (convenienza) ed emozionali (piacere), che possono avere origine interna (self-realization) o esterna (sistema di premi e punizioni).
Come dice Daniel Pink nel suo libro Drive (e anche nel video già citato in questo blog), per i lavori che richiedono iniziativa e creatività, la motivazione nasce principalmente da:
- Passione,
- Autonomia,
- Competenza,
- Chiarezza di obiettivi,
che vanno integrati e bilanciati con:
- Incentivi economici,
- Possibilità di carriera.
- Possibilità di crescita professionale,
- Consapevolezza di contribuire ad una giusta causa (ad es. il progresso),
- Riconoscimenti espliciti ed impliciti del lavoro svolto (non economici)
Le aziende possono agire direttamente sui fattori esterni e soltanto indirettamente su quelli interni. Vediamo ora alcuni spunti per azioni concrete che possono favorire la motivazione delle persone ad essere innovative nel proprio lavoro.
Per rafforzare i fattori emozionali interni le aziende possono usare i seguenti comportamenti:
- Explain: definire in modo chiaro gli obiettivi da raggiungere con l'innovazione e condividerli cone le persone coinvolte. In questa fase è importante definire "che cosa" si vuole ottenere, senza descrivere il "come", altrimenti si limita in partenza la creatività e si riduce la capacità di coinvolgimento delle persone.
- Energize: dare l'esempio con comportamenti innovativi e proporre obiettivi "sfidanti", ma non impossibili.
- Encourage: delegare le responsabilità incoraggiando l'autonomia e fornendo ai collaboratori tutti i supporti necessari per svolgere al meglio i propri compiti.
I fattori razionali esterni possono essere rafforzati allineando il sistema di valutazione dei collaboratori in modo da premiare i comportamenti innovativi quali: proattività, assunzione di rischi calcolati, capacità di decidere con informazioni incomplete e/o incerte, fantasia... E' altresì importante non punire gli eventuali insuccessi subiti nei tentativi di innovare.
Per rafforzare i fattori razionali interni, è necessario comunicare quanto sia importante l'innovazione per l'azienda e per l'intera società. E' inoltre utile spiegare come ogni singolo ruolo in azienda debba essere coinvolto nell'innovazione. E' anche possibile proporre opportunità di formazione e progetti interessanti alle persone che sono maggiormente disposte ad innovare (cosa che probabilmente avviene già).
I fattori emozionali esterni possono essere rafforzati mediante il riconoscimento dell'importanza delle persone innovative, che può avvenire ad esempio condividendo con loro informazioni strategiche e coinvolgendole in decisioni importanti. In alcuni casi può inoltre essere utile un riconoscimento esplicito, che può avvenire in diversi modi: dall'assegnazione di un titolo (ad es. impiegato del mese) alla citazione in un'occasione ufficiale (ad es. nella newsletter aziendale).
La figura sottostante riporta una sintesi delle azioni che le aziende possono intraprendere per far crescere la motivazione all'innovazione.
E' importante considerare che la motivazione, come tutti gli elementi che riguardano i comportamenti delle persone, non può essere modificata in breve tempo. Se si desidera migliorare le prestazioni dell'innovazione in azienda, è dunque necessario innanzitutto chiedersi se le persone sono sufficientemente motivate e se la risposta è negativa, bisogna costruire un piano a medio-lungo termine che rafforzi in modo armonico tutti i fattori considerati e permetta di far crescere la motivazione. Questo è il primo passo, prerequisito per quelli successivi.
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sabato 10 novembre 2012
Elementi che favoriscono la capacità di innovare
La capacità di innovare di un'azienda si basa su un insieme di fattori diversi tra loro, che possono essere suddivisi in fattori "personali" (motivazione, conoscenza e creatività) e fattori "aziendali" (organizzazione, processi, strumenti). I primi riguardano soprattutto comportamenti ed abitudini delle persone, mentre i secondi riguardano soprattutto il modo di operare dell'azienda.
I sei fattori rappresentati nella figura sono tutti necessari perchè un'azienda sia in grado di innovare sistematicamente ed efficacemente il proprio portafoglio di prodotti e servizi.
Motivazione
L'innovazione richiede la disponibilità delle persone a mettersi in gioco ed a collaborare per la generazione di nuove idee ed il raggiungimento di risultati non garantiti. Essere innovativi è dunque più rischioso e impegnativo, che non esserlo. Per questo la motivazione delle persone è il primo elemento necessario per sviluppare la capacità innovativa di ogni azienda.
Conoscenza
Conoscenza
L'innovazione si basa sulle nuove idee, che non sono altro che nuovi collegamenti tra informazioni esistenti. Maggiore è la quantità di informazioni disponibili, maggiore è il numero di idee che possono essere generate. In particolare per essere efficaci nell'innovazione è necessaria la conoscenza approfondita delle tre sorgenti dell'innovazione: il mercato, le tecnologie ed i concorrenti.
Creatività
Creatività
La capacità di generare nuove idee e si basa sia sulle caratteristiche personali dei singoli (alcuni sono più creativi di altri), che sul lavoro di team. La creatività in azienda è un processo spontaneo, che può essere migliorato sia in modo indiretto, creando in azienda un ambiente libero e ricco di stimoli, che in modo diretto utilizzando metodi adeguati per la generazione di nuove idee.
Organizzazione
Un'organizzazione molto rigida, la tendenza al micro-management e l'abitudine a "punire" gli errori costituiscono spesso i più grossi ostacoli all'innovazione in azienda, perchè impediscono alle persone di sviluppare la motivazione e la creatività necessarie per essere innovative.
Spesso l'organizzazione per progetti stimola la collaborazione tra persone di funzioni diverse e facilita l'innovazione.
Spesso l'organizzazione per progetti stimola la collaborazione tra persone di funzioni diverse e facilita l'innovazione.
Processi
I processi sono un elemento chiave per lo sviluppo della capacità innovativa: essi hanno infatti il delicato compito di guidare i comportamenti delle persone attraverso due fasi molto diverse tra loro e che richiedono approcci quasi opposti. La fase iniziale dell'innovazione (front end of innovation) richiede infatti creatività, libertà ed attenzione ai bisogni dei clienti. La fase successiva (back end of innovation) richiede invece disciplina, competenze tecniche ed attenzione al prodotto ed ai costi.
Strumenti
Gli strumenti che favoriscono l'innovazione possono essere di tipo diverso: si va dai metodi di generazione di idee, ai metodi per la selezione delle idee vincenti, fino agli strumenti per la condivisione della conoscenza. Se sono presenti tutti gli elementi descritti nei punti precedenti, gli strumenti sono molto importanti, in quanto costituiscono il catalizzatore dell'innovazione.
Tutti i fattori descritti sono necessari per avere una buona capacità innovativa. Essi sono stati rappresentati in forma di piramide perchè da quelli sottostanti è possibile "costruire" quelli superiori. Al contrario gli strumenti superiori, senza la solida base di quelli inferiori risultano inefficaci.
E' chiaro che i sei fattori si influenzano vicendevolmente. Ad esempio la motivazione ad innovare costituisce lo stimolo per identificare processi e strumenti adeguati, così come l'utilizzo di strumenti di condivisione della conoscenza può favorire la motivazione ad innovare delle persone. L'influenza reciproca può anche essere negativa: l'assenza di motivazione farà sì che anche i migliori strumenti vengano a poco a poco abbandonati, mentre strumenti poco efficaci possono penalizzare la motivazione ad innovare.
Nei prossimi post, esamineremo in dettaglio singolarmente i sei fattori necessari per ottenere l'innovazione di prodotto ad alte prestazioni.
sabato 27 ottobre 2012
Serial Innovators: How Individuals Create and Deliver Breakthrough Innovation in Mature Firms
Gli “innovatori
seriali” sono persone che hanno realizzato più di una innovazione importante
nella loro carriera e sono risorse molto preziose per le aziende. In maggio 2012 è uscito
il libro: “Serial Innovators: how individuals create and deliver breaktrough innovations in mature firms” di Abbie Griffin, Raymond Price e Bruce Vojak, che
analizzando il lavoro di 50 serial innovators, ne descrive le caratteristiche e
gli approcci, evidenziando alcuni tratti comuni.
Gli innovatori
seriali possiedono una complessa combinazione di competenze: generalmente sono
dei bravi tecnici, ma hanno anche una grande attenzione a comprendere e
soddisfare i bisogni dei clienti. Sono curiosi a 360 gradi, pensano in modo
sistemico (system thinking = sono in grado di vedere le cose come parte di un ecosistema più ampio, dove
esistono molte interrelazioni). La curiosità permette loro di raccogliere
molteplici informazioni, mentre il pensiero sistemico permette loro di
collegarle in modo efficace e non convenzionale. Essi hanno inoltre sufficienti
capacità di leadership per “convincere” i loro colleghi e l’organizzazione a
sperimentare le loro idee.
È inoltre
interessante scoprire che nella fase creativa del loro lavoro, gli innovatori
seriali raramente seguono un processo lineare: essi procedono liberamente
seguendo il flusso delle loro curiosità senza un percorso prestabilito o una
meta precisa. Questo, unito al fatto che essi tendono a dedicare molto tempo
alle fasi veramente iniziali dello sviluppo (comprensione del problema da punti
di vista diversi) si può scontrare con l’attesa dell’organizzazione di produrre
risultati tangibili in breve tempo. E’ dunque
necessario che l’organizzazione in cui lavorano, lasci loro lo “spazio” e l’autonomia
per seguire il loro metodo, senza pretendere
di guidarli in modo troppo preciso, limitandone la creatività.
Nel libro si dice
che gli innovatori seriali sono molto rari (gli autori stimano 1 su 50 nelle
piccole organizzazioni, 1 su 500 nelle grandi organizzazioni) e quindi la
realtà è che non tutte le aziende hanno almeno un innovatore seriale nel
proprio staff.
Io credo che la
creatività sia un fenomeno sociale e che in assenza di innovatori seriali, sia
possibile replicare il loro approccio in un team di persone incaricate di
ideare i nuovi prodotti e servizi, ottenendo probabilmente risultati migliori e
più stabili, piuttosto che affidarsi al “genio” di persone singole. Nei
prossimi post esploreremo alcuni elementi che possono aiutare le aziende a
trasformarsi in “serial innovators”.
È interessante guardare questa presentazione tenuta degli autori del libro:
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sabato 20 ottobre 2012
Teamwork per favorire l'innovazione
L'innovazione si basa sullo scambio di idee e sulla cross-fertilization tra persone diverse. Più ampio è il team e più efficace è il confronto, migliore sarà il risultato. Ogni azienda possiede la ricchezza di persone con culture e punti di vista diversi. Purtroppo talvolta ci sono ostacoli allo scambio di idee, che riducono drasticamente la capacità creativa dell'azienda, penalizzandone pesantemente il profitto.
Gli ostacoli possono essere fondamentalmente di 3 tipi:
- Mancanza di capacità relazionali nelle persone: persone poco collaborative o eccessivamente insicure possono rendere particolarmente difficile lo scambio di idee, così come persone che non sono in grado di entrare in empatia con i propri colleghi e quindi di gestire efficacemente una relazione emotivamente complessa come il lavoro in team per lo sviluppo di un nuovo prodotto.
- Cultura aziendale che non favorisce la collaborazione: competizione tra le diverse funzioni, scarsa identificazione con l'azienda e meccanismi decisionali nascosti rendono difficile la collaborazione. La collaborazione viene a volte complicata anche da abitudini negative, come quella di comunicare esclusivamente attraverso email o all'opposto attraverso riunioni fiume nelle quali si parla di tutto, ma non si decide nulla.
- Mancanza di occasioni di comunicazione interfunzionale nei processi aziendali: processi nei quali le diverse funzioni operano in momenti e contesti diversi (spesso in serie), non solo allungano i tempi di sviluppo, ma creano l'aspettativa che ogni funzione debba ricevere informazioni complete e stabili dalle altre funzioni per poter svolgere bene il proprio lavoro, limitando a priori la creatività.
Per migliorare la qualità dell'innovazione in azienda ed aiutare a sviluppare le qualità relazionali è utile seguire questi passi durante la fase di ideazione e definizione dei requisiti di un nuovo prodotto o servizio:
- Comprendere che innovare non è compito di una sola funzione, ma è responsabilità di tutta l'azienda: la sempre crescente complessità dei mercati e dei prodotti fa sì che le competenze necessarie all'ideazione e definizione di un nuovo prodotto e/o servizio vincente non possano essere delegate ad una singola funzione o (peggio) ad una singola persona. Tutte le funzioni aziendali devono contribuire in modo creativo alla definizione dei nuovi prodotti e servizi, portando il proprio contributo nella fase iniziale, quando molte decisioni non sono state ancora prese e possono essere facilmente indirizzate.
- Definire con chiarezza gli obiettivi di ogni nuovo prodotto o servizio e comunicarli a tutte le persone coinvolte: chi viene coinvolto nella fase di definizione di un nuovo prodotto può contribuire in modo più efficace se conosce e condivide gli obiettivi strategici da perseguire. E' dunque utile scrivere il brief di prodotto per raccogliere in modo sintetico le informazioni necessarie ad indirizzare la creatività durante l'intero ciclo di sviluppo.
- Creare occasioni di incontro tra persone di funzioni diverse prima di iniziare la progettazione: è importante dare alle persone l'opportunità di confrontare ed esprimere le proprie idee prima che partano le attività di progettazione vere e proprie. Non è sufficiente redigere dei documenti o inviare delle email: è molto più efficace organizzare dei brevi incontri per divulgare le informazioni disponibili, generare idee e prendere le principali decisioni. Durante questi incontri i requisiti del prodotto vengono presentati come "proposte" e viene chiesto ai partecipanti di migliorarli e completarli.
- Imparare a gestire l'incertezza in team: durante il processo di sviluppo dei nuovi prodotti o servizi molte decisioni importanti devono essere prese sulla base di informazioni insufficienti o incerte. In questi casi condividere in modo costruttivo l'incertezza all'interno del team permette di ridurre i rischi e di prendere decisioni migliori. Per fare questo è necessario che le diverse funzioni aziendali riescano a superare l'abitudine di comunicare tra loro solo quando le informazioni sono ragionevolmente "certe". La ricerca di informazioni certe, causa infatti inefficienze e ritardi e paradossalmente fa sì che molte decisioni vengano prese senza alcuna informazione.
- Fare molte domande (ed ascoltare le risposte): ogni persona coinvolta nell'ideazione dei nuovi prodotti e servizi dovrà affrontare molti dubbi, spesso in settori che non sono completamente sotto il proprio controllo. E' in quel caso importante porre le domande giuste alle persone giuste, che aiutino a mettere a fuoco i punti ancora poco definiti.
- Non stancarsi mai di comunicare: considerando le diversità culturali e caratteriali derivanti dai diversi ruoli, non bisogna mai dare per scontato che gli altri siano a conoscenza delle assunzioni e dei ragionamenti fatti e che siano sempre in grado di comprendere facilmente le motivazioni delle decisioni prese. E' dunque necessario prendersi il tempo per comunicare con cura e precisione, perchè la scarsa comunicazione è la causa principale di ritardi, errori ed inefficienze.
- Abituarsi al confronto costruttivo: le diverse funzioni possono avere punti di vista diversi, ma tutti hanno l'obiettivo finale di definire un prodotto profittevole. E' dunque necessario partire da questa considerazione quando emergono contrapposizioni e punti di vista diversi.
- Utilizzare strumenti visuali di comunicazione: l'utilizzo di strumenti visuali (tabelloni, schemi, ...) permette di facilitare il coinvolgimento delle persone, di prendere decisioni migliori e di rendere evidenti a tutti le informazioni e le decisioni prese, contribuendo a creare uno spirito di team e facilitando la comunicazione.
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